#PANEQUOTIDIANO, «Voi siete la luce del mondo»

La Liturgia di Domenica 5 Febbraio 2017 VANGELO (Mt 5,13-16) Commento:Rev. D. Josep FONT i Gallart (Tremp, Lleida, Spagna)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A
null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Parola del Signore
«Voi siete la luce del mondo»
Rev. D. Josep FONT i Gallart 
(Tremp, Lleida, Spagna)
Oggi, il Vangelo ci fa un solenne richiamo ad essere testimoni di Cristo; e ci invita ad esserlo in due modi, apparentemente, contraddittori: come il sale e come la luce.

Il sale no lo si vede , ma ce se ne accorge: condisce, rende il cibo allettante. Ci sono molte persone che “non si lasciano vedere, perchè sono come “formichine” che non cessano di lavorare e di fare il bene. Accanto ad esse si può degustare la pace, la serenità, l’allegria. Hanno –come si suol dire oggi- “buone radiazioni”.

La luce non la si può nascondere. Ci sono persone che “vengono scorte da lontano”: Teresa di Calcutta, il Papa, il Parroco di un paesello. Occupano posti importanti per la loro posizione di preminenza o concretamente per il loro ministero. Sono “sul candelabro”. Come dice il Vangelo di oggi, “sopra un monte” o “sul candelabro” (cf.Mt 5,14-15).

Tutti siamo chiamati ad essere sale e luce. Gesù stesso fu “sale” durante trent’anni di vita occulta a Nazaret. Dicono che san Luigi Gonzaga, al domandarglisi, mentre giocava, che cosa farebbe se sapesse che in breve dovesse morire, rispose: «Continuerei a giocare. Continuerebbe a fare la vita normale di ogni giorno, rendendo piacevole la vita ai compagni di gioco.

Delle volte siamo chiamati ad essere luce; e lo siamo realmente quando professiamo la nostra fede in certi momenti difficili. I martiri sono dei grandi luminari; ed oggi, in certi ambienti, il semplice fatto di andare a messa, è già un motivo di scherno. Andare a Messa è già di per sè “luce”. E la luce la si vede sempre, anche se assai piccola Una piccola luce può cambiare una notte.

Chiediamo al Signore gli uni gli altri, affinchè sappiamo essere sempre sale, sappiamo essere sempre luce quando sia necessario di esserlo. Che il nostro agire di ogni giorno sia tale che, vedendo le nostre opere buone, la gente renda gloria al Padre del cielo (cf.Mt 5,16).
Da un autore del II secolo: I cristiani anima del mondo

Risultati immagini per (Lettera a Diogneto 6)6. 1. I cristiani sono nel mondo ciò che l'anima è nel corpo. 2. L'anima è diffusa in tutte le parti del corpo: anche i cristiani sono disseminati nelle città del mondo. 3. L'anima abita nel corpo, ma non proviene dal corpo: anche i cristiani abitano nel mondo, ma non provengono dal mondo. (...) 7. L'anima è racchiusa nel corpo, ma essa stessa sostiene il corpo: anche i cristiani sono trattenuti nel mondo come in una prigione, ma essi stessi sostengono il mondo. (...) 10. Tanto alto è il posto che a essi assegnò Dio, né è loro lecito abbandonarlo.
(Lettera a Diogneto 6)


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