PARROCCHIA S.MARIA DEGLI ANGELI, omelia 1^ DOMENICA DI QUARESIMA ANNO A

omelia 1^ DOMENICA DI QUARESIMA ANNO A 
domenica 5 marzo 2017: S.Messa prefestiva
All’inizio di ogni Quaresima, nella Liturgia della parola, la Chiesa ci presenta le tentazioni di Gesù nel deserto.

Penso conosciamo bene le tre tentazioni.
Esse ci invitano a riflettere sul nostro modo di vivere la fede, in rapporto a ciò che incontriamo ogni giorno lungo il cammino della vita.
La tentazione del trasformare le pietre in pane riporta:” «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma Egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Quando leggo questo brano, lo collego ad un altro passo che incontreremo più avanti nella lettura del Vangelo, al passo in cui Gesù, dopo la moltiplicazione dei pani, si ritrova con una moltitudine che lo segue perché pensa di aver trovato la soluzione ai problemi materiali. Gesù, però, più volte fa capire che l’essenzialità non è il bene materiale, ma la salvezza dell’anima.
La Chiesa ci educa al fine ultimo della nostra vita, cioè, al perché vivere e non a come vivere in senso materiale.
La seconda tentazione dice: «Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù. Sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Credo, solo se Dio mi fa il miracolo, solo se c’è spettacolarità della mia fede. Spesso, anche nel rapporto di coppia, avviene che si cerca sempre la novità come se lo stare insieme fosse noioso.
E, infine, la terza tentazione: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Come abbiamo meditato domenica scorsa, non si possono servire due padroni.
Chi è Colui che mi dà la vita?
Finché il mio cuore penserà che la salvezza è il bene di questo mondo, io servirò e seguirò questo mondo. Ma quando si concluderà la mia vita, io di chi sarò?
È come la storia di quel padre che, essendo ricco, ai figli non ha fatto altro che dare. Quando arrivò alla fine della vita, li chiamò a sé e disse loro:”Figlioli vi lascio”. I figli in coro risposero:”Quanto?”.
Non abbandoniamo la via che conduce alla salvezza, lasciandoci ingannare dalla falsa felicità! Diavolo significa ingannatore.
Il pittore Mantegna diceva:”Niente, se non ciò che è divino, è stabile. Tutto il resto è fumo”.
Fonte:http://www.guardavalle.net