Don Attilio GIOVANNINI sdb"Vita eterna"

02 aprile 2017 | 5a Domenica di Quaresima - A | Omelia
Vita eterna
" Se tu credi vedrai la gloria di Dio. 
Gesù sta ormai andando incontro al suo destino, che è segnato. Il cerchio si sta stringendo attorno a
lui. Eppure egli non pensa che alla gloria del Padre, che non mancherà di rivelarsi, ne è del tutto sicuro.
Per il momento si tiene ancora alla larga dalle città e dalle dispute con i suoi avversari. Si è ritirato nel deserto dell'oltre Giordano coi discepoli. Ma quando i cari amici di Betania si rivolgono a lui per aiuto, egli non esita a raggiungerli, proprio perché, al di là del rischio reale, c'è in gioco il piano del Padre e la sua gloria.
I discepoli non arrivano a capire di che piano si tratta, ma non possono non seguirlo: Gesù va a Betania anche per loro, perché capiscano come si manifesta la gloria di Dio.
Quando arriva, egli non porta la presenza di un amico, che si unisce al lutto e al lamento generale; non dice parole di convenzionale cordoglio; ma offre l'annuncio di una vera consolazione, l'unica effettiva:

" Tuo fratello risorgerà!
Tornerà vivo. Ma non in un vago tempo futuro. C'è una rivelazione che devo farvi: la risurrezione è cominciata! Fin da ora

" Chi crede in me, anche se fosse morto, vivrà; e chiunque vive e crede in me, è impossibile che muoia per sempre.
Sì, perché per questo sono stato inviato dal Padre: per portarvi la vita eterna.

" Io sono la Risurrezione e la Vita.
Chi si affida a me, giunge a Colui che mi ha mandato e trova la Vita.
Hai capito, Marta?
Marta è illuminata ed esemplarmente risponde:

" Io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, Colui che viene nel mondo.
Giusto, l'attesa è compiuta, il cielo si è aperto.
E Marta corre a chiamare Maria perché riceva subito la buona notizia.
Maria viene con tutto il suo carico di dolore e si getta affranta ai piedi del Maestro. Ma è proprio questo dolore, il dolore di quelli che ama, a commuovere Gesù e a determinarlo ad affrontare il duello con la morte. Egli sa di essere la Risurrezione e la vita nostra, perché abbatterà la morte attraversandola, la ribalterà subendola. E non vede l'ora di farlo, per sollevare gli esseri umani da questa abissale desolazione. Perché il Padre è così partecipe dello strazio dei suoi figli, che non lo può sopportare.
Impaziente di affrontare il grande nemico, Gesù si porta al sepolcro e lì grida:

" Lazzaro, qui, fuori!
Lazzaro, esci dai ceppi della morte. Rialzati, in nome del Dio della vita. Sciogli le tue bende funebri.
E Lazzaro... si risveglia. La morte infatti è solo un sonno. La vita va oltre. Proprio il suo "risveglio" ne è il segno, compiuto per convincerci che il Padre ama e non cessa mai di dare vita.
Per questo Gesù non ha bisogno di supplicarlo, ma piuttosto lo ringrazia e lo esalta, nella certezza che il Padre libera sia lui stesso sia il genere umano dal dominio della morte.
Dunque, ora è chiaro: la morte non ha più l'ultima parola. Gesù ha pregato per noi e il Padre, che lo esaudisce sempre, ci ha liberati. Affidiamoci a Gesù e non abbiamo paura.
" Non ti ho detto che se tu credi vedrai la gloria di Dio?

Don Attilio GIOVANNINI sdb
 Fonte:  www.donbosco-torino.it

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