JUAN J. BARTOLOME sdb, Lectio"Adorare Dio in spirito e verità!"

19 marzo 2017 | 3a Domenica di Quaresima - A | Lectio Divina
Lectio Divina : :Gv 4,5-42 
Adorare Dio in spirito e verità!
Lectio Divina : Gv 4,5-42
Gv 4 è un racconto impressionante per la sua complessità narrativa ed il suo potere di evocazione.
Stanco del cammino, a mezzogiorno, Gesù si intrattiene da solo a solo con una donna semipagana, in un posto che ricorda il passato patriarcale, comune a giudei e samaritani (4,6-12). La donna, e le tre confessioni che fa, provocate da Gesù, (4,19: Profeta; 4,29: Cristo; 4,42: Salvatore del mondo), insieme con l'entrata in scena dei discepoli (4,27.31) e degli abitanti della regione (4,30.39) indicano la presenza di tre scene (4,5-26.27-38.39-42). L'acqua (4,7.10.11.13.14.15) è il primo tema di un dialogo che avviene presso il pozzo di Giacobbe (4,6.11.12.14); adorare/rendere culto è il secondo (4,20.21.22.23.24). Quando compaiono nuovi personaggi, cambia il tema del dialogo e lo scenario si complica; la loro presenza pare introdurre nuovi motivi: i discepoli, che erano andati a comprare qualcosa da mangiare (4,8.31) sono sorpresi dal discorso di Gesù sulla volontà del Padre come alimento (4,31-38); i samaritani, vedendo Gesù, non avranno bisogno della testimonianza della donna per credere in lui (4,39-40).
Come Gesù con la samaritana, l'evangelista guida noi, lettori, a rifare il percorso personale di fede e scoprire in colui che ha sete colui il quale può dissetarci, nello sconosciuto colui che ci conosce intimamente. Dovremmo avere pazienza per lasciarci guidare e coraggio per riconoscere i nostri bisogni più nascosti, ma non meno reali; e se, come la samaritana, ci lasciamo guidare, conosceremo meglio Gesù e lo riconosceremo subito. Mentre i discepoli cercano di dar da mangiare a Gesù, Gesù si adopera per rendere credente un popolo.

In quel tempo, 5 Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: 6qui c'era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. 7Giunge una donna samaritana ad attingere acqua.
Le dice Gesù: "Dammi da bere".
[8 I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi.]
9 Allora la donna samaritana gli dice:
"Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?"
[I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.]
10 Gesù le risponde: "Se tu conosci il dono di Dio e chi è lui che ti dice: 'dammi da bere!', tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva".
11 Gli dice la donna: "Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva? 12Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?"
13 Gesù le risponde:
"Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; 14ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna".
Gli dice la donna:
15"Signore, dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua".
16Le dice: "Va' a chiamare tuo marito e ritorna qui"
17Gli risponde la donna: "Io non ho marito"
Le dice Gesù: "Hai detto bene: 'io non ho marito'. 18Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero".
19 Gli replica la donna: "Signore, vedo che tu sei un profeta! 20I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare"
21Gesu le dice: "Credimi, donna, viene l'ora in cui nè su questo monte né in Gerusalemme adorerete il Padre. 22Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. 24Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità". 25 Gli rispose la donna: "So che deve venire il messia, chiamato cristo; quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa". 26 Le dice Gesù: "Sono io, che parlo con te". 27In quel momento giunsero i discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: 'Che cosa cerchi?' o 'Di che cosa parli con lei?'. 28La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente:
29"Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?
30Uscirono dalla città e andavano da lui. 31 Intanto i discepoli lo pregavano: Rabbì, manga".
32 Ma egli rispose loro: 'Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete".
33 E i discepoli si domandavano l'un l'altro: "Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?"
34Gesù disse loro: "Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. 35Voi non dite forse: ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. 36Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. 37In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l'altro miete. 38Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica".
39 Molti samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava:
"Mi ha detto tutto quello che ho fatto"
40 E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. 41Molti di più credettero per la sua parola e alla donna 42dicevano:
"Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo".
1. LEGGERE : capire quello che dice il testo facendo attenzione a come lo dice
L'episodio si apre descrivendo l'incontro di Gesù con una samaritana; si crea così la scena (4,5-6), il cui centro è costituito da due lunghi dialoghi (4,7-26.31-38) attraverso i quali Gesù si svela in modo progressivo alla donna e ai discepoli, affinché poi, alla fine, i samaritani in blocco accolgano Gesù come salvatore del mondo (4,42). È significativo che mentre la conversazione con la donna è iniziata da una richiesta di Gesù, quella con i discepoli parte con un loro invito; la prima, è stata motivata nella sete di Gesù; la seconda, nel volere dei discepoli di far mangiare a Gesù. Dalla sete di Gesù si svolge un cammino di fede che percorre la donna; invece, i discepoli non sapranno di cosa ha veramente fame Gesù.
Protagonista indiscutibile è Gesù, che non esce mai di scena e che si va dando a conoscere progressivamente (4,10.22.25.32.42). I titoli: giudeo (4,9), più grande di Giacobbe (4,12), profeta (4,19), messia (4,29), salvatore del mondo (4,42) segnalano le tappe fondamentali della rivelazione della sua identità personale e del cammino di fede di chi le pronuncia. Significativo risulta, e tanto!, che nel dialogo con i discepoli l'unico titolo usato sia quello anodino di maestro. Salvatore - il titolo che chiude questo itinerario di fede - è un titolo divino nella tradizione biblica; in bocca dei samaritani è molto rivelatore: in un mondo in cui abbondano i salvatori, siano dei o imperatori, Gesù è proclamato salvatore universale, la massima confessione di fede possibile per i pagani. Gesù, attraverso un incontro personale, ha avviato la missione ad gentes, restando due giorni tra essi.
Un dettaglio non indifferente: la donna rimase con Gesù un tempo così lungo da 'scandalizzare' i discepoli; Gesù rimase con i samaritani due giorni; in ambedue i casi, questo rimanere accanto a Gesù portò alla fede. I discepoli si erano allontanati dal maestro, certo con una buona ragione…, ma saranno gli unici che non fanno una professione di fede.
2 - MEDITARE : Applicare quello che dice il testo alla vita
Un Gesù solitario, stanco e assetato, verrà alla fine riconosciuto come il salvatore del mondo: uno stato di necessità, inizi così poveri, possono condurre ad una stupenda professione di fede, se c'è Gesù. Una debolezza tanto umana in Gesù non impedisce di arrivare alla fede in Lui. Perché non mi piace tanto trovarmi con un Gesù impotente, fiacco, solo? Che Gesù abbia sentito bisogno di ristoro, come me, lo fa tanto normale e meno affidabile? La necessità di Gesù non è finta. Era affaticato, e se si tiene in mente il motivo della mancanza dei discepoli attorno, pure affamato.
La samaritana trova Gesù presso il pozzo, perché pure lei ha bisogno d'acqua. La sua necessità, del tutto ordinaria, spiega l'inaspettato incontro. Quel momento, mezzogiorno, era insolito perché una donna venisse ad attingere acqua; di solito si faceva di buon mattino. L'incontro è casuale, ma guidato pure dalla necessità - quotidiana - della donna. Come fare per convertire le mie più ordinarie necessità in opportunità per trovarmi, con Gesù? Quali sarebbero i bisogni più normali che mi porterebbero da Lui?
Il 'cammino' della samaritana - che percorre sempre attraverso un dialogo sostenuto - comincia con una domanda di Gesù, domanda normale se lui non fosse giudeo. Ma Gesù chiede per essere richiesto, desidera per essere desiderato, domanda per essere domandato; mostra la sua vera sete per salvare la donna dai suoi più intimi bisogni. "Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice... Per entrare in contatto con la donna, Lui si fa 'alla misura' della sua indigenza. Ma questo 'dettaglio' di amante salvatore non sarà accolto finché la donna non scopre la sua povertà. Le basterebbe col 'riconoscere il dono', cioè col riconoscerlo come il Donante. Anche se la mia povertà è tappa e motivo della venuta di Gesù a me, Lui è sempre dono non di acqua di pozzo ma di acque che convertono in sorgente chi le beve. Non basta dunque conoscere le proprie indigenze, è preciso riconoscere Gesù come dono del Padre, come quello che disseta la mia sete e soddisfa - e gratuitamente - i miei più intimi bisogni.
La seconda tappa inizia quando la donna desidera il dono offerto da Gesù, un'acqua migliore che quella del pozzo di Giacobbe, dono del patriarca ai suoi figli. Lei la chiede perché non voleva avere più sete né necessità di attingere più acqua; Lui le scopre una più personale, intima, necessità, quella di essere amata. Prima di essere 'svelata' da Gesù, l'ha dovuto desiderare come soddisfazione per la sua sete; ma Gesù non si conforma con 'appagare' normali bisogni, fa emergere in noi i più profondi, i peggio riconosciuti, i mai confessati. Non sempre, e non tutti, siamo disposti a venir cosi scoperti, svelati e nudi, nei nostri più intimi bisogni; e proprio perciò temiamo di trovarci con Lui e resistiamo a vederlo come dono.
'Conosciuta' nella sua intimità, la samaritana crede; la sua professione di fede è ancora imperfetta, ma ha cominciato ad affidarsi a Gesù come profeta e Gli confida una sua profonda preoccupazione, che è quella del suo popolo: dove e come adorare il vero Dio. L'adoratore di Dio in spirito è verità deve prima affrontare la propria esistenza, senza ingannarsi né mascherarsi, accettando quello che è. Il Dio di Gesù non vuole essere adorato dove gli adoratori pensano che ci sia; il Dio adorabile è spirito e vita; i suoi adoratori debbono essere come Lui.
Ultima tappa del cammino di fede della samaritana - conclusione e garanzia - è la testimonianza: Mi ha detto tutto quello che ho fatto, ripeterà. Per credere, bisogna trovare; è stato l'incontro personale nella mutua conversazione, che ha portato alla fede. E chi crede diventa testimone, chi ha fede la pubblica. Dopo i samaritani crederanno..., dopo aver vissuto accanto a lui due giorni. Restare con Gesù - anche se solo due giorni - può fare credente un popolo. Perché la mia permanenza di lunghi anni nel seguire Gesù non riesce a rendermi credente in lui? Non sarà che, come i discepoli, ci diamo da fare per soddisfare le necessità materiali - quella di mangiare cibo - e dimentichiamo la sete di Lui che vive in noi?
3 - PREGARE : Desiderare che si realizzi in me quello che ho ascoltato
Aspettaci, Signore, al pozzo dell' incontro, nell'ora più insolita ma provvidenziale che scocca per ognuno.
Presentati e parlaci per primo, tu mendicante di noi, affaticati per noi.
Distoglici, pian piano, da tanti desideri, da tanti amori effimeri che ancora ci trattengono.
Sciogli l'indifferenza, i pregiudizi, i dubbi e le paure, libera la fede.
Scava in noi il vuoto di Te in cui viviamo, riempilo di un desiderio inestinguibile di Te.
Fa' emergere la sete, attraici con il tuo dono. Da' nome a quella sete che dentro ci brucia,
senza che sappiamo chiamarla con il suo vero nome.
Riportaci in noi stessi, nel centro più segreto dove nessun altro giunge e ci sei Tu.

Juan Jose BARTOLOME SDB
Fonte:  www.donbosco-torino.it

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