p. José María CASTILLO, "IL SUO VOLTO BRILLO’ COME IL SOLE"

II QUARESIMA – 12 marzo 2017 - Commento al Vangelo
IL SUO VOLTO BRILLO’ COME IL SOLE
di p. José María CASTILLO
Mt 17, 1-9
Sei giorni dopo Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte,
su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».
Gli specialisti dei vangeli sinottici hanno sottolineato il parallelismo che si percepisce tra questo racconto e quello della consegna delle tavole della Legge a Mosè sul Sinai (Es 24 e 34). Già lo avevano dimostrato gli studi di W. D. Davies e D. C. Allison, così come quelli di R. Pesch sul vangelo di Marco. Vediamo in concreto : “sei giorni dopo” (Mt 17,1=Es 24,1); “monte” (Mt 17,1=Es 24,12.15-18; 34,3); gruppo scelto (Mt 17,1=Es 24,1); “volto brillante” (Mt 17,2=Es 34, 29-35); “nube luminosa” (Mt 17,5=Es 24, 15-18; 34,5); voce uscita dalla nube (Mt 17,5=Es 24,16); timore dei presenti (Mt 17,6=Es 34, 29-30) (W. Carter. Cf. U. Luz). Sono troppe le coincidenze per pensare che ci troviamo di fronte ad una coincidenza meramente occasionale.
Si tratta di due racconti paralleli, ma con messaggi religiosi diversi e persino contrapposti. Sul monte Sinai si rivela un Dio che impressiona, che impone obblighi, minaccia e spaventa la povera gente che sta di fronte ad un simile spettacolo, che è (in ogni caso) uno spettacolo terribile. Sul monte della trasfigurazione si rivela un Dio che elimina la paura, che si separa da Mosè e da Elia, che non infonde terrore, ma pace. E che termina parlando di resurrezione, cioè di una vita senza alcun limite. Ossia, il Dio del Sinai è il Dio delle imposizioni e delle minacce. Il Dio della trasfigurazione è il Dio della vicinanza, della vita e della speranza.
La voce del cielo dice riferendosi a Gesù: “Ascoltatelo”. Cosa bisogna ascoltare? Quello che poco prima Pietro aveva rifiutato: l’annuncio della passione e della morte. Il Dio di Gesù, così come lo stesso Gesù, è il Dio che nella vita lotta contro la paura dei vigliacchi, contro il potere che sottomette, spaventa ed opprime, anche se questo si fa in nome di Dio. Quando la vita si orienta in questo modo, la fine della vita può essere molto simile alla fine della vita di Gesù. Ma in definitiva è questo ci trasfigura, cioè questo dà alla nostra vita lo stesso senso che ha avuto la vita che ha condotto Gesù. Quando cambia la nostra idea di Dio, cambia la nostra vita. Si conferma quello che già lo stesso Matteo aveva insegnato nel sermone della montagna: ogni credente è a seconda di come è il Dio nel quale crede.

Fonte:http://www.ildialogo.org

Post più popolari