PARROCCHIA S.MARIA DEGLI ANGELI, "È buio dentro di me, ma presso di Te c’è Luce."


4^ DOMENICA DI QUARESIMA ANNO A 
Domenica scorsa ci siamo soffermati sul segno dell’acqua, sulla ricerca di appagare la nostra sete, di
andare alla ricerca di Dio che, come riportava la poesia, ”Mi alza sulla sua mano e mi fa vedere oltre la siepe”.
Il segno di oggi è la luce. La guarigione del cieco Bartimeo, ci spiega come Gesù è la luce che ci fa vedere meglio quello che ci sta attorno e come Egli è veramente presente nella nostra vita.
Un proverbio ripete:”Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e cieco di chi non vuol vedere”.
È vero. Spesso abbiamo dei dubbi, ma non c’è da preoccuparsi. Come dicevo agli adulti, la via della fede è come entrare in una camera buia dopo essere stati fuori. Per un momento non vediamo niente, poi, a poco a poco, la nostra vista si abitua a quella differenza di luce ed iniziamo a conoscere ciò che ci sta attorno, soprattutto se si tratta di una camera a noi familiare.
Mi è piaciuta molto questa preghiera:
È buio dentro di me, ma presso di Te c’è Luce.
Sono solo, ma Tu non mi abbandoni.
Sono impaurito, ma presso di Te c’è Aiuto.
Sono inquieto, ma presso di Te c’è Pace.
In me c’è amarezza, ma presso di Te c’è Pazienza.
Io non comprendo le Tue Vie, ma Tu sei l’Unica Via per me. (D. Bonhoeffer)
Riprendiamo il Vangelo. Anche il cieco Bartimeo, all’inizio non comprende, ma vede il segno del miracolo e riconosce Gesù come il suo salvatore.
“Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.
Così è il cammino della fede. Dopo averLo riconosciuto, iniziamo a vedere diversamente anche noi.
Quando tutto questo diventa difficile? Quando cerchiamo ciò che a noi piace e non ciò che veramente ci fa felici.
La lontananza Anna Lisa Baldisserotto
Mi basterebbe una telefonata e la lontananza diventerebbe vicinanza.
Mi basterebbero cinque minuti e la mia inferiorità diventerebbe parità.
Mi basterebbe non pensare a me.
Mi basterebbe stare con te, Signore, cinque minuti.
Allora, in questi giorni di Quaresima, impegniamoci a stare ogni giorno cinque minuti con Gesù!
Fonte:http://www.guardavalle.net

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