D. Gianni Mazzali SDB, "LA RISURREZIONE : SEGNO DI MISERICORDIA"

23 aprile 2017 | 2a Domenica di Pasqua - A | Omelia
LA RISURREZIONE : SEGNO DI MISERICORDIA

Oggi, a guardarci attorno, scorgiamo tanti segni ed eventi che inducono molti alla confusione e allo
scoraggiamento. La nostra situazione nazionale mostra segni di stanchezza e di disillusione. Sentiamo tante voci, troppe, disparate, litigiose, denigratorie. Il tessuto sociale, e di conseguenza anche la percezione psicologica delle persone, si lacera. Dialogando con una persona a cui sono legato da sincero e profondo affetto, ho percepito tutta l'amarezza di un animo confuso, disilluso, tentato di gettare la spugna e di rinunciare alla lotta quotidiana, all'impegno nella famiglia e nelle istituzioni. Anch'io a volte, di fronte a situazioni scoraggianti e contraddittorie, sono tentato di cedere il passo, di rinunciare. Percepisco che, nella situazione attuale, c'è un anelito e un reale bisogno di serenità, di pace del cuore. La Parola oggi raccoglie sia il disagio che l'anelito con un messaggio che dice risurrezione, rinascita di una vita che si sente "rigenerata", generata una seconda volta, dalla misericordia, dall'amore di Dio.

LE FONDAMENTA DELLA MISERICORDIA

Il brano degli Atti che viene letto oggi, che è da collegarsi ad altri brevi passaggi dello stesso libro, ci propone un quadro ideale di comunità: la comunità dei credenti come dovrebbe essere, su quali fondamenta si deve reggere per vivere la misericordia di Dio e per esserne un segno credibile nella vita di ogni giorno. Vale la pena evidenziarli così come sono proposti da Luca: "Quelli che erano stati battezzati erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere".
L'insegnamento degli apostoli richiama il riferimento alle Sacre Scritture da parte degli apostoli sia per i membri della comunità cristiana, sia nei confronti di coloro che, non ancora battezzati, si stavano aprendo alla fede in Gesù. La Parola genera, nella vita della Chiesa degli inizi, la Parola che costituirà il Nuovo Testamento. Senza la Parola di Dio la comunità non può vivere la misericordia di Dio e trasmetterla all'interno e all'esterno della comunità stessa.
E' di grande conforto constatare che il secondo pilastro riguarda la comunione tra i membri della comunità. Essere in comunione significa vivere in pienezza il dono di Dio, l'amore di Dio offerto a tutti come dono e come invito a donare. La comunione è l'espressione più piena della misericordia di Dio. E' gratuità, è dono, scaturisce dalla fede per essere autentica e universale.
Lo spezzare il pane concretizza nel vissuto quotidiano la comunione ed è un chiaro riferimento all'Eucaristia, come fonte e segno della vita della comunità cristiana. L'Eucaristia fa la Chiesa e la Chiesa fa l'Eucaristia. Cristo, nel segno del pane e del vino, è la forza della comunità che non si chiude in sé stessa, ma si apre alla condivisione, alla solidarietà verso i più poveri e bisognosi nel corpo e nello spirito. L'Eucaristia è la sorgente della misericordia di Dio per tutti i membri della comunità e alimenta il dinamismo che li spinge ad "uscire" per essere misericordiosi.
L'Eucaristia è il culmine di una vita di preghiera, senza della quale la comunità non potrebbe vivere. La misericordia e l'amore non sono frutto di un patto sociale e per questo richiedono un costante riferimento a Dio dei singoli e della comunità. La preghiera fa respirare l'anima e ossigena il cuore che riceve misericordia e, a sua volta, la dona.

MISERICORDIA, LA GIOIA DI RINASCERE

La prima lettera di Pietro trasuda paternità e serenità. Si sente l'esperienza sofferta e matura del pescatore di Galilea che è stato trasformato dalla grazia e dalla misericordia di Gesù. E Pietro mette in pratica ciò che Gesù gli aveva preannunciato: conferma i suoi fratelli nella fede e soprattutto in quella misericordia di Dio, che lo ha avvolto e conquistato dopo l'amarezza del vile tradimento di Gesù. Ci pare di sentire la voce commossa di Pietro: "Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva".
Pietro ha sperimentato la gioia di rinascere nella misericordia gratuita del Padre e questa ci vuole trasmettere con cuore paterno e magnanimo. E della gioia di una vera rinascita, di una vita che è stata riscattata e che si può riscattare ne abbiamo certamente bisogno tutti. E' la verità che ci consente di superare l'amarezza, la delusione, lo sconforto: l'amore di Dio, in Gesù Risorto, ci genera una seconda volta, ci fa rinascere, possiamo vivere una vita nuova.

UNA FEDE CHE HA BISOGNO DI MISERICORDIA

Tommaso, come Pietro anche se non ha tradito, ha bisogno di misericordia. E' chiuso di fronte al mistero, la sua mente si ribella. Gesù semplicemente lo avvolge con la forza prepotente della sua risurrezione, ma soprattutto con un amore che consente a Tommaso di "vedere" oltre a ciò che vedono i suoi occhi. La nostra povera fede ha bisogno di essere rafforzata dalla misericordia, dall'amore prepotente del Risorto: "Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto".

"Si è capaci di misericordia
nella misura in cui si sa
di essere oggetto di misericordia".

(René Laurentin )

Don Gianni MAZZALI SDB
http://www.donbosco-torino.it

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