Don Paolo Zamengo, "Emmaus, andata e ritorno"

Emmaus, andata e ritorno    Lc 24, 13-35
Pare immenso il popolo dei delusi. La maggior parte dei discepoli di Gesù si era rintanata in uno
scantinato di Gerusalemme bloccati dalla paura. Pensavano al fallimento dell’avventura di Gesù e alla viltà con la quale gli si erano negati per sottrarsi alla cattura. Due, poi, stavano per chiudere per sempre con quel recente passato. Ma, a pochi passi da casa, entra in scena Gesù deciso a riportarli e rilanciarli sulle strade del vangelo.

Il racconto di oggi è un capolavoro di catechesi liturgica e missionaria. Gesù inizia un’eucarestia celebrata lungo la strada per concluderla in casa a Emmaus in compagnia dei due viandanti recuperati nel cuore e nella volontà.

Gesù parte da molto lontano e spiega le Scritture che si riferivano alla sua passione e poi si svela e si fa presente nel pane spezzato.  I due viandanti, storditi e amareggiati, avevano il cuore indurito tanto da non accorgersi nemmeno di lui. Ciechi e increduli come tanti di noi, fermi davanti a un Dio morto e quindi inutile ai problemi del mondo. Ma Gesù non è disposto a perderli e li raggiunge fino al fondo del loro cuore, ne risveglia la fede e il coraggio e li rimette sulla strada del mondo.

È la prima tappa dell’Eucarestia, la grande liturgia della parola, che anche noi oggi celebriamo per dare verità e profondità alla nostra fede prima di uscire e ritornare nel mondo.

L’incontro con il pellegrino ha riscaldato il cuore dei discepoli smarriti perché riconoscono un’attrazione antica e familiare. Fiorisce la preghiera dolce e intima: “Resta con noi perché si fa sera”. Gesù accetta e fa Chiesa con loro. È finito il viaggio incerto e senza orizzonte. Gesù spezza il pane e lo benedice e gli occhi si aprono definitivamente. Adesso il loro cuore brucia.

Non c’è più bisogno di camminare a vuoto. Ora serve aprire gli occhi e celebrare il loro ritorno nella casa comune che è la chiesa. Mentre prendono coscienza di questa novità Gesù si sottrae ai loro occhi. Perché la Risurrezione va oltre il Gesù storico e lo rende presente nel segno dell’Eucarestia. È qui che noi ritroviamo Gesù ed è da qui che possiamo ripartire per edificare il suo Regno.

I due discepoli di Emmaus comprendono il messaggio del misterioso pellegrino incontrato in piena notte e ripartono per fare a ritroso la strada e per dire a quanti erano rimasti a Gerusalemme la loro straordinaria esperienza. Incomincia la missione. È l’andare in pace proclamato al termine delle nostre messe che ci invia sulle strade del mondo. Perché la messa non è finita, anzi incomincia.

Lo Spirito di Gesù fa risorgere anche in noi un atteggiamento di rinnovata responsabilità per la fede ricevuta in dono. Ognuno di noi si rispecchia nella metafora di Emmaus e diventare quella “locanda” dove  invitiamo i pellegrini di oggi a condividere con noi il pane della Parola che salva.


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