Don Paolo Zamengo, "Una luce sfolgorante "

Una luce sfolgorante       Gv 20, 1-9

Nel giorno dopo il sabato, all’alba, una notizia sconvolgente stoppa gli orologi della storia. Gesù di
Nazareth, crocifisso e morto, esce vivo dal sepolcro. Era già successo che alcuni morti facessero ritorno alla vita terrena precedente, ma non era mai accaduto che uno di loro rientrasse tra i viventi avvolto di immortalità.

In questo mattino le pie donne danno prova di un amore inesauribile. Con il dolore nell’anima, inquiete, ma sospinte dall’affetto, si recano alla tomba, portando gli aromi profumati. È appena terminato il sabato e il dolore rivendica i suoi diritti e l’amore spinge coloro che lo amano verso il luogo dove riposa Gesù.

Ma proprio le donne che lo cercano ardentemente, non lo trovano più. Perché tutto è cambiato e nulla è più come prima. La roccia è spaccata, la pietra rotolata, una luce inonda la tomba e i soldati giacciono a terra come morti. Un angelo porta il messaggio sconvolgente: “So che cercate Gesù crocifisso. Non è qui. È risorto come aveva detto”.

Le donne lo cercano ma non possono trovarlo là dov’era. La risurrezione di Gesù ha sconvolto ogni cosa. La morte è vinta, da una tomba è scaturita la vita. Gesù è sfuggito alla corruzione ed è uscito dagli spazi terrestri, non è più rapportabile ai tempi dell’uomo. Inutile ormai imbalsamare il suo corpo, toccarlo o abbracciarlo.

Si può solo toccare con mano la sua assenza. Rimangono alcune tracce eloquenti: una tomba aperta, alcune bende e una sindone. Tracce che l’amore può venerare ma che non ci restituiranno mai colui che è definitivamente altrove.

Ma improvvisamente Gesù viene in persona e le saluta. Lo avranno riconosciuto al primo sguardo? Il vangelo non lo dice, in ogni caso Gesù è là, a pochi passi dalla tomba vuota. Forse era là già da prima ma loro lo cercavano febbrilmente altrove, in una tomba, e cercavano un morto mentre Gesù è vivo ed è Signore della vita.

Soprattutto le donne lo cercavano da sole e il loro ardore le accecava. Bastava attendere che fosse Gesù stesso a dissolvere il velo invisibile che le separava da lui e si mostrasse loro, allo stesso tempo lontano e tanto meravigliosamente vicino.

Questa è la nuova presenza di Gesù dopo il miracolo della risurrezione, contemporaneamente assente e presente. Ci sfugge e ci è vicino, è al di là di questo mondo e nello stesso tempo vi è immerso per trasfigurarlo, è di un altro mondo verso il quale ci trascina.

Per vederlo e incontrarlo i discepoli devono andare in Galilea.  La Galilea era la primavera della vita di Gesù ed è di nuovo primavera per i suoi discepoli, ed è primavera per la chiesa. Tutto ricomincia a Pasqua e il Signore sarà con noi fino alla fine dei secoli.

Basta attenderlo, dietro al velo, con molto amore. Egli si farà vedere e verrà ad incontrarci anche qui. Nell’Eucarestia Gesù risuscita un’altra volta in ciascuno di noi. E’ presso il Padre ma la nostra fede lo può vedere e il nostro cuore abbracciare. Poiché ci ha strappati dalla morte, non siamo più noi che viviamo, è lui che vive in noi.

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