Missionari della Via Commento Domenica delle Palme (Anno A)

Commento su Matteo 26,14-27,66
Missionari della Via  
Domenica delle Palme (Anno A) (09/04/2017)
Vangelo: Mt 26,14-27,66 
Gesù viene osannato e acclamato: il Messia entra in Gerusalemme in groppa ad un asinello, mite ed
umile, come profetizzato in Zaccaria. Tutti sventolano rami d'ulivo per acclamare il Liberatore, il Salvatore; ma non lo sarà secondo le attese umane, infatti quasi tutti lo abbandoneranno nell'ora della croce. Gesù non è venuto né a fare un colpo di stato e né a riformare l'economia: Dio si è fatto uomo per liberarci dal dominio del peccato (che sta alla base di tutti gli altri problemi) e della morte, donandoci lo Spirito di Dio e con esso la possibilità di vivere, uniti a Lui, una vita piena, eterna e beata. Rifiutato e disprezzato, il Figlio di Dio non si tirerà indietro, amandoci sino in fondo, sino alle estreme conseguenze della croce, insegnandoci così l'arte di vivere e di amare.
La passione fa emergere la misteriosa grandezza del Signore davanti al peccato dell'uomo. Da Pilato, governatore-burattino che non sa ascoltare la voce della verità, ma si piega al consenso della folla; alla folla stessa, che poco prima ha osannato il Signore e ora, nel momento della prova, lo ha abbandonato; ai capi religiosi, interessati alle loro idee e al loro prestigio più che alla verità, che insultano il vero Dio in nome della loro idea di Dio, passando dai soldati, poveri frustrati che trovano "una povera vittima" sulla quale sfogarsi, fino ai passanti che bestemmiano quel povero in croce, tanto non può reagire.
Ma vediamo anche segni di bellezza: la moglie di Pilato, attenta alla sua interiorità che riconosce il passaggio di Dio in un sogno e suggerisce a suo marito il bene da fare; Simone di Cirene, che si fa carico della sofferenza di Gesù; le pie donne, con Maria e Giovanni ai piedi della croce, che accompagnano Gesù con il loro affetto e presenza.
Ma soprattutto emerge la grandezza di Gesù, nostro Signore, con il Suo amore fedele al Padre e all'uomo sino alla fine, che domina e vince amando. Proprio Lui è Dio, quel Dio che risorge dai morti e fa risorgere tanti, ieri come oggi, donando vita a quanti credono in Lui.
La passione ci aiuti a riscoprire l'infinito amore di Dio e a lasciarci interrogare dai suoi vari "attori", perché il Signore ci illumini e ci converta!

Fonte:http://www.qumran2.net