PARROCCHIA S.MARIA DEGLI ANGELI, Omelia DOMENICA DELLE PALME ANNO A 2017

Omelia DOMENICA DELLE PALME ANNO A 2017
Un uomo venne per essere proclamato re e dopo un giudizio affrettato, venne condannato. Così
avviene in tante occasioni, dopo aver iniziato il nostro cammino dietro a Gesù.
Siamo come il seme caduto tra le spine che si lascia soffocare dalle preoccupazioni e i dubbi prendono il sopravvento sulla scelta di fede.
Durante la catechesi feriale spiegavo”Il Credo”, la parte”Patì sotto Ponzio Pilato…” e mi soffermavo sulla scelta politica da parte sia dei romani che dei sacerdoti del tempio. Il motivo più che altro economico, la paura di una rivoluzione e quella di perdere tutto, portò tanti di loro a scegliere di crocifiggere Gesù.
Anche Pietro ha il timore di dichiararsi amico di Gesù.
Giuda Lo tradisce e gli altri apostoli fuggono via.
Pilato teme una rivoluzione e, quindi, di essere poi giudicato dai suoi capi.
Coloro che lavoravano al tempio temevano di perdere tutto perché Gesù aveva detto:” Io distruggerò questo tempio fatto da mani d'uomo e in tre giorni ne ricostruirò un altro, non fatto da mani d'uomo".
Chi siamo noi?
Uomini che ci sforziamo di credere che esiste un ideale più grande da cui tutto ha origine. Dire origine significa anche finalità di un cammino.
Dopo il peccato originale, c’è stata questa rottura, ma nella redenzione di Cristo, ci viene ridata la libertà, la liberazione vera dalla schiavitù di questo mondo.
“Il compito della nostra generazione è tornare a celebrare l’unione tra cielo e terra, la sacra unione di cui parlano tante tradizioni”.(Panikkar)
Ogni uomo avverte il desiderio di vivere il dono della libertà, ma per seguire chi?
Io ho scelto di seguire Cristo perché l’Amore va amato.
“Vivere è crescere a più libertà, a più consapevolezza, a più amore. (Vannucci)
Come scriveva anche san Paolo:”Non però che io abbia già conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch'io sono stato conquistato da Gesù Cristo".(Fil 3,12)
Non è l’annunciatore che porta l’annuncio ma viceversa.
Quando avremo incontrato Cristo, porteremo il suo annuncio di una nuova vita o, come diceva Thomas Ruster,”Renderemo giustizia a Dio”, che significa"amare Dio".
Spesso si nota la difficoltà nel credere, il volersi giustificare così come fece la folla davanti a Pilato.”Crocifiggilo, crocifiggilo…libera Barabba”. Dobbiamo, invece, spronarci e cercare di scegliere la Verità, quella verità che solo dopo aver incontrato Cristo, ci porta a scoprire che ogni pregiudizio rimane tale.
Diceva Sciascia:”Io mi aspetto che i cristiani qualche volta accarezzino il mondo in contropelo”.
Nella sua persona, in Cristo, vi è un paradosso: La morte diventa redenzione, ciò che per noi è conclusione, per Lui è un inizio.
“Ama la vita più della sua logica! Solo allora ne capirai il senso”.(Dostoevskij)
Fonte:http://www.guardavalle.net/