PARROCCHIA S.MARIA DEGLI ANGELI, "Siamo destinati alla vita eterna"

Omelia PASQUA ANNO A 2017 
Siamo destinati alla vita eterna, ad un destino che si è avverato nella Resurrezione perché,
dall’apertura del sepolcro, si è fatto vero l’avvenimento di Cristo.
Come per gli Ebrei la liberazione dal peccato avvenne con il passaggio del mar Rosso, così la nostra vita passerà alla gloria eterna.
Nella Resurrezione l’uomo riconosce il destino ultimo, scopre una luce che apre le tenebre nel buio della sofferenza, scopre chi è Cristo e vive per Cristo.
Questo vivere è la certezza che Egli è l’ideale.
A cosa ci ha chiamato?
A stare con Lui, ad una familiarità.”Il tempo è tutto e niente. Ciò che conta è chi passa”.
Nella nostra vita viviamo l’incontro con Cristo che riconosciamo con la fede, nel volto del prossimo ed in questo incontro riscopriamo il senso del perché vivere.
Io guardo oltre. Guardo alla trascendenza di Dio in cui ritrovo lo spazio e il tempo che sono un nulla. Allora vivo quell’origine che è prima del peccato originale e la mia vita vive in armonia anche nel camminare verso la morte, perché è solo un niente che mi conduce al tutto.
“In fondo nessuno muore, perché non si esce da Dio”(Sertillanges)
Per chi viviamo?
La Pasqua è la risposta a quella domanda capitale che dà un senso al giorno.
Questa ricerca spinge i passi. Nell’omelia dell’Epifania dicevo:”I cristiani venivano chiamarti “Quelli della via”.
Ebbene, ritorniamo anche noi all’entusiasmo e allo stupore dei primi discepoli!
Questa è la Grazia che chiediamo allo Spirito Santo: Lo stupore di vivere l’incontro con il Risorto, come se ogni attimo fosse una novità.
Abbiamo questa grande fede, solo se riflettiamo su questo aspetto:”Noi non abbiamo visto Gesù, come lo hanno visto gli apostoli e discepoli”.
Cerchiamo sempre dei cambiamenti, pensando così di ritrovare la novità.
“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”(Marcel Proust)
Ignoriamo questo mondo, pensando di ritrovarlo in altro. Ma la semplicità che offre Cristo è disarmante:”Volete andarvene anche voi?” e Pietro rispose:”Signore da chi andremo? Tu hai parole di vite eterna”.
Chi è l’uomo della fede?
Ermes Ronchi scriveva:”E’ colui che aiuta alla consapevolezza che tu sei immerso in Dio, che nella tua vita una forza più grande di te ti avvolge, ti alimenta e ti sospinge in avanti, che questa forza è sempre disponibile, non viene mai meno ed è una sorgente a cui puoi attingere sempre”.
L’uomo vive questa ricerca, vive un cammino verso l’Amore.
Come diceva Ungheretti:”Io spero perché credo che “Il cielo prepara oasi al nomade d’amore”.

Fonte:http://www.guardavalle.net