Don Paolo Zamengo, "Una nuova storia "

Una nuova storia   Mt 28,16-20
Gesù desiderava che tutti fossero presenti per l’ultimo saluto. E il monte diventava una specie di pista
di decollo, di lancio per Gesù e anche per i discepoli. Gesù ritorna al Padre pur assicurando la sua vicinanza a tutti e per sempre.  C’è una buona notizia, il vangelo, da diffondere, c’è una comunione da costruire.  Finisce il tempo dell’apprendistato. Ora tutti devono rimboccarsi le maniche.

La storia personale di ogni credente, vive stagioni diverse di adesione alla fede. Pietro aveva reagito immediatamente quando Gesù lo chiama e lo segue con molto entusiasmo ma soltanto nel tempo libero. Si accontenta di una appartenenza parziale. Pietro non nasconde a Gesù le sue divergenze sulla croce.

Solo dopo i giorni della passione Pietro sperimenterà la luce dello spirito e comprenderà la superficialità della sua adesione. Pietro capirà che la vita cristiana è un itinerario più interiore che esteriore.

I Vangeli sono costruiti come il racconto di un percorso. Luca imposta il suo vangelo come un viaggio con partenza da Gerusalemme e ritorno a Gerusalemme, una specie di coast to coast. Giovanni, invece, userà il linguaggio del cammino. “Venne tra la sua gente. Venne ad abitare tra di noi. Io sono la via. Se uno vuole venire con me. Noi verremo a lui”.

La vita cristiana è più uno spostare tende che un costruire chiese, provvisorietà più che stabilità. Partire dal monte dell’ascensione significa andare e restare per le strade e sulle strade, dove vive l’uomo, senza una fissa dimora che non sia Gesù stesso.

Gesù fa tre richieste esplicite: “andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato”. Ecco il programma: andate, battezzate, insegnate.

Andare, camminare, cercare sempre tutti e dappertutto. Non ci sono persone privilegiate né escluse. Battezzare nel nome del Padre. Battezzare significa insegnare a vivere nel mondo da fratelli. Battezzare nel nome del Figlio significa insegnare a vivere come Gesù e a seguirlo fino alla croce. Battezzare nello Spirito Santo significa interiorizzare la fraternità e il cammino dietro a Gesù lasciandosi condurre dallo Spirito e dalla comunità.

C’è una parola che scoppia sulla bocca di Gesù.  “Andate in tutto il mondo e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. È la parola tutto.

C'è una speranza di totalità, un desiderio di infinito, una ricerca di assoluto, un’ansia di superamento dei limiti. Attraverso i discepoli e oggi, attraverso noi, Gesù vive una più ardente presenza. Ci vuole protagonisti nel suo regno, ci vuole costruttori del mondo nuovo, ci vuole protagonisti e non comparse.

Andare, battezzare, insegnare. E per fare questo non ci chiede qualcosa, ci chiede tutto.

Post popolari in questo blog

fr. Massimo Rossi Commento su Matteo 25,31-46 - "Cristo Re"