GIOVANNINI Attilio sdb, "Un altro Paraclito."

21 maggio 2017 | 6a Domenica di Pasqua - A | Omelia
Un altro Paraclito.
*Un altro Paraclito. 
Un altro difensore, o assistente, o aiuto. O perfino un'altra madre. Perché i discepoli attraversano un
mondo terribile, in cui è facile perdersi, essere fagocitati. Occorre proprio che qualcuno li difenda e doni loro forza.
Sempre i discepoli si devono misurare con potenti nemici. Ogni epoca presenta i suoi movimenti, ideologie, dinamiche, contrapposte al messaggio evangelico, uomini ostili e persecutori, difficoltà esterne ed interne.
Ai nostri giorni non di meno la storia, la cultura dominante, i movimenti migratori, la demografia, la globalizzazione... giocano per molti aspetti contro i cristiani.

Il 2017, per dire, ci ha ricongiunto con la rivoluzione di 5 secoli fa: nel 1517 partiva la Riforma protestante, che, con l'istanza di purificare la Chiesa, di fatto la spaccava; e con l'assolutizzazione della sola fede, di fatto allontanava la gente dalle espressioni spontanee della religiosità, contribuendo alla secolarizzazione.

La messa in questione dei modi di esprimere la fede diede agio ai movimenti anticristiani di definire il credere superstizione, ignoranza, che doveva lasciare il campo alla scienza. Spogliato di ogni significato sacro, il mondo diventava puro oggetto di manipolazione e sfruttamento. La società si laicizzava sempre più, e ogni forma di espressione religiosa era relegata al privato.
Ma, se l'autonomia delle realtà mondane può essere stata anche una conquista, rimaneva da trovare una risposta al bisogno di trascendenza, alla ricerca di senso; e quel vuoto è stato riempito da pseudo-religiosità, da un pullulare di sette, di ideologie e fanatismi. Cacciato Dio, subentrano i surrogati.
Ai nostri giorni invero, la cultura post-illuminista, a partire dalla globalizzazione, non è più la dominante. Si sono fatte avanti altre prospettive, tra cui vari integralismi di reazione, che rifanno del mondo il luogo di Dio, della storia la marcia vittoriosa della loro fede, della società un regno teocratico.
Così ora la Chiesa si trova schiacciata tra il secolarismo o ateismo pratico dei post-cristiani e il fanatismo o iper-religiosità dei nuovi protagonisti del mondo contemporaneo. Come riuscirà a far fronte e compiere la sua missione?

L'unico aiuto le viene dall'alto. L'unico difensore lo Spirito Santo. Perché solo lui impedisce ai cristiani di lasciarsi suggestionare dalla potenza tecnico-scientifica, fino a dimenticare il destino sovra-mondano ed eterno.

Solo lui fa vedere, al di sotto delle vicende politico-economiche-sociali, il silenzioso avanzare del Regno di Dio, e li assicura del trionfo finale di Cristo.
Solo lui può risolvere il conflitto tra religioni, portando ogni credente nel profondo e vero contatto con Dio, quale si vive nell'esperienza mistica, dove non conta più essere giudeo o greco...

Solo lo Spirito Santo. Non è un caso che in ambito cristiano la fede risorga spesso ad opera dei movimenti pentecostali.
Non è un caso che attraverso la riscoperta della preghiera, fatta nei grandi santuari mariani, rifiorisca la fede di molti che si erano allontanati.

Lo Spirito Santo, a cui Maria è sinergica, è la grande potenza donata a noi, per resistere al nemico nella consapevolezza che Cristo è in noi e noi in lui, e niente ci può separare. Con lo Spirito anche le tribolazioni diventano preziose occasioni per rendere conto della speranza che è in noi.

Invochiamo dunque lo Spirito Santo
giorno e notte,
impariamo a sentirlo
e a lasciarci condurre,
per godere della pienezza
della vita cristiana
e rendere gloria
al nostro Signore Gesù Cristo.

Don Attilio GIOVANNINI SDB
Fonte:www.donbosco-torino.it

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