padre Gian Franco Scarpitta,"Lo Spirito della verità che ci guida al vero"

Lo Spirito della verità che ci guida al vero
padre Gian Franco Scarpitta  
Pentecoste (Anno A) - Messa del Giorno (04/06/2017)
Vangelo: Gv 20,19-23
Prima di ascendere al Cielo, Gesù aveva assicurato i suoi discepoli che non sarebbero rimasti orfani,
ma che nonostante la sua assenza terrena avrebbero potuto contare sulla sua presenza che certamente sarebbe stata misteriosa, arcana e impenetrabile, ma non per questo meno attiva e proficua di quella precedente. "Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo", aveva esclamato precisando che sarebbe stato egli stesso ad agire nelle loro attività e nelle loro iniziative di evangelizzazione. Ma soprattutto aveva promesso loro il dono dello Spirito Santo, che li avrebbe condotti alla verità per intero, illuminandoli e ispirandoli in ogni loro occasione. Chi è lo Spirito Santo? Paolo precisa che "Il Signore è lo Spirito"(2Cor 3, 17) e Gesù indica lo Spirito quasi come un altro se stesso (Gv 14, 15), conferendo a Lui la prerogativa di Avvocato e Consolatore, titoli che altrove vengono assegnati allo stesso Gesù. Lo Spirito Santo quindi è Dio, la Terza Persona dell'unico Dio Uno che allo stesso tempo è Tre. Nell'Antico Testamento lo si nota a volte come una forza impersonale divina, una risorsa con la quale Dio suole intervenire a vantaggio della creazione e dell'uomo, ma è soprattutto a partire da Gesù Cristo Risorto che siamo in grado di riscontrare la presenza e l'azione dello Spirito che parla, che agisce, suggerisce e predispone, quindi dello Spirito che è protagonista della vicenda della nostra salvezza accanto al Padre e al Figlio.
Sempre Gesù Cristo prometteva agli apostoli che lo Spirito sarebbe stato per loro la guida alla verità perché "non parlerà da se stesso... prenderà del mio e ve lo darà"(Gv 16, 14 - 15), orientandoci su ogni cosa che ci sia stata insegnata da Gesù. A rendere effettiva quindi la suddetta presenza di Gesù "fino alla fine del mondo" nella via della Chiesa è appunto lo Spirito, la cui presenza attualizza quella del Risorto e ci guida secondo il suo insegnamento. Tutto questo particolarmente a partire dal cinquantesimo giorno dopo la Pasqua ebraica, che indicava per i Giudei l'inizio della mietitura (primo covone). In tale giorno si era soliti organizzare il pellegrinaggio a Gerusalemme per lodare Dio per il dono dei raccolti, offrendo particolari sacrifici al tempio. Proprio mentre si trovano a festeggiare il termine delle sette settimane (cinquantesimo giorno = Pentecoste), Giudei di ogni nazione allora conosciuta vengono sorpresi da un avvenimento insolito e particolarmente imbarazzante: alcuni uomini, prima timidamente nascosti nella segretezza intima di un rifugio dalle porte sprangate, noncuranti di possibili pericoli di persecuzioni ai loro danni appaiono improvvisamente in pubblico lodando ed esaltando Dio, ciascuno esprimendosi in modo tale da essere compresi da ciascuno degli astanti, non importa la sua provenienza o la sua differenza etnica o culturale. Parlano dei grandi prodigi del Signore in modo da essere compresi da tutti. Un procedere linguistico universale che reca a tutti gli uomini l'annuncio della verità nel presentare le grandi opere del Signore
Lo Spirito Santo, diventa dono per loro e anche per noi. Dalla Pentecoste in poi infatti, nel cosiddetto "tempo della Chiesa", tutti noi siamo sospinti dallo Spirito Santo dal quale, unicamente, troviamo la forza, la tenacia, il coraggio e lo prone per essere latori del messaggio di Cristo in ogni situazione, affrontando ogni sorta di controversia e di dura prova. Nello Spirito troviamo la forza per lanciarci avanti quando ci sentiamo insicuri, di recuperare stima di noi stessi quando ci sentiamo incapaci e insufficienti, di cogliere tutte le opportunità e sfruttare tutte le occasioni che ci si presentano, di non mostraci esitanti né titubanti di fronte alle insicurezze, ma di vincere ogni sorta di timidezza e di procrastinazione... Lo Spirito Santo incute coraggio nelle insicurezze e reimposta la fede quando venga minacciata dal dubbio e dalla perplessità; nello Spirito ci sentiamo motivati e incoraggiati, troviamo nella nostra debolezza la forza di Dio e allo stesso tempo siamo resi capaci di accettare le dovute gratificazioni e le ricompense con umiltà e discrezione. Tutto questo anche per il fatto che lo Spirito ci induce a conoscere la verità, quella intorno al Signore Gesù Cristo, alla volontà del Padre su di noi e anche la verità fondamentale su noi stessi. Lo Spirito ci rinnova non in quanto suscita sobbalzi o gratuite alienazioni di ebrezza, ma in quanto ci ragguaglia intorno a tutto ciò che è reale e non illusorio o fittizio, per cui di conseguenza veniamo spronati e orientati nell'agire. Ratzinger si sofferma su questo aspetto dello Spirito che è verità anche per noi: "Lo Spirito Santo è la verità. Qui non si tratta di quante cose si possano sapere di lui; si tratta piuttosto dell'unica e definitiva cosa che viene detta nella professione di fede della Chiesa: Chi è Dio... e questo ci concede con la conoscenza di Dio la verità su noi stessi". Vivere nella verità che è Dio in Cristo è la risultante dell'azione dello Spirito, che consegue per noi la motivazione fondamentale per cui vivere, il criterio delle nostre scelte e delle nostre decisioni, il coraggio, lo sprone, la rettitudine, la scienza, l'intelletto e ogni altra risorsa adeguata al vissuto personale e collettivo. E di fatto tutte queste prerogative si configurano come doni dello Spirito Santo. Se quindi Gesù è la "via, la verità e la vita", lo Spirito Santo è colui che ci indica la via da percorrere, guidandoci alla verità (che è il Cristo) e in essa ci fa vivere stabilmente. Occorre tuttavia aprirsi allo Spirito omettendo di considerarlo alla stregua di un'entità astratta o lontana dal nostro vissuto, quale siamo soliti interpretarla. E' altrettanto indispensabile, d'altra parte, che esso non diventi neppure un'ossessione chimerica di promesse alienanti per fuggire, ma che lo si invochi semplicemente come lo Spirito che ci guidi su ciò che è vero, ossia su quella verità che cerchiamo di scoprire nella vita di tutti i giorni e a proposito delle nostre aspirazioni vocazionali. Pregare lo Spirito Santo nelle nostre orazioni quotidiane, associare la preghiera alla Terza Persona a tutte le altre consuetudini di preghiera è garanzia che troveremo sempre il Vero che costantemente cerchiamo. E nel quale possiamo costantemente vivere.

Fonte:http://www.qumran2.net

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