PADRE TIZIANO SOFIA," CORPO, ANIMA, SPIRITO: ECCO L'UOMO"

4 giugno 2017 | 8a Domenica: Pentecoste - A | Omelia
8a Domenica di Pasqua - A / La Pentecoste
Senza anima il corpo è morto. O non è uomo, ma animale. 
Lo Spirito sta all'anima come l'anima al corpo.

CRISTO HA UN SOLO COMPITO ricevuto dal Padre: riportare al CORPO dell'UMANITA' intera
di tutta la storia lo SPIRITO. A suo tempo anche i corpi singoli di ogni uomo ritorneranno alla propria anima. Ed è la risurrezione finale, quando corpo+anima+Spirito ritornerneranno allo splendore degli INIZI. E' il pensiero di Paolo.

PENTEKOSTE, dal greco, ultimo numero di una serie di cose con un numero prefissato: 50 nel nostro caso. Siamo abituati, per esempio, a pensare all'ultimo giorno della settimana, del mese, dell'anno.
Pentecoste è il risultato finale delle opere di Cristo sulla terra. Egli venne per restituire "cuore-Spirito" all'umanità materialistica. Venne a SPIRITUALIZZARCI del suo Spirito. L'uomo che vive nel materialismo persistente non comprenderà mai la spiritualità. Ma tutte le cosiddette "spiritualità", se non sono prodotte dallo Spirito di Cristo, sono imitazioni false, sono contraffazioni.
Dio ha creato Adamo+Eva "spiritualizzati", non solo "animati". Il primo "UOMO" ha rifiutato lo Spirito di Dio, che lo rendeva PERFETTA IMMAGINE DI DIO. Se il Figlio di Dio è immagine perfetta di Dio ("Chi vede me, vede il Padre") per natura, l'uomo è immagine di Dio per dono. Il peccato è rifiutarlo. Ne siamo stati tutti colpiti. Non possiamo farne a meno. Ma dopo la venuta di Cristo abbiamo l'opzione nuova: adeguarci "all'immagine di Cristo" rifiutando quella materialistica (= senza Spirito) del Diavolo. Individualmente dobbiamo scegliere. Chi non vuole scegiiere, rimane nel peccato personale.

Da "Erma, il Pastore - precetti" ci viene dato un insegnamento radicale:

- Dio dà i suoi doni a tutti. Coloro che li ricevono rendono conto a Dio del perchè li ricevettero, dello scopo. Infatti quelli che ricevono perchè sono nella sofferenza non saranno condannati. Quelli invece che ricevono con IPOCRISIA pagheranno con la condanna. Si dà quello che ho ricevuto: lo Spirito dal Signore.
IL CRISTIANO DEVE SVOLGERE QUESTO SERVIZIO: portare a tutti lo Spirito. Se lo svolge con sincerità, senza distinguere a chi dare o non dare, non sarà condannato.
IL CRISTIANO RICEVE LO SPIRITO NEL BATTESIMO. Tutta la sua vita dovrà essere "una sofferenza", un impegno duro, faticoso: servire lo Spirito a tutti. E quindi non sarà condannato. Ma chi non vuole ricevere lo Spirito o non vuole trasmetterlo una volta ricevuto sarà condannato, come servo infedele.
Se la SOSTANZA SU CUI POGGIA DIO è L'AMORE, l'uomo "spiritualizzato avrà come su-strato della propria esistenza Dio stesso, quindi l'AMORE. "SOSTANZA", termine caro al Tomismo Aristotelico, se ben compreso ci fa capire che se il corpo poggia sulla terra, l'anima nostra poggia sull'Amore, Dio. Come dire: gli uccelli poggiano sull'aria, gli animali sulla terra, i pesci nell'acqua, l'uomo su DIO, che è SPIRITO, è AMORE.

Attenzione a non confondere SPIRITO con PSICHE...

...ma anche psiche con anima. Senza corpo non c'è "uomo"; senza "anima" non c'è uomo. Ma senza "SPIRITO" perchè rifiutato, l'uomo si fa da solo INFERNO.
Cristo dalla Croce, nel Cenacololo, nella Pentecoste sempre in atto, sempre "in progress", nei sacramenti, nella Parola, nella nostra inabitazione in lui e con lui, quindi in Dio, sta agendo nel nostro essere singolo e universale e così tende a ricostruire il suo "CORPO" - secondo il pensiero di Paolo - nel quale Egli è il CAPO e noi le MEMBRA: ambedue permeati, immersi nello Spirito, senza il quale non ci sarebbero né Cristo, né Chiesa, né Corpo, né Regno di Dio, né paradiso, ma solo INFERNO, che è condizione terminale di assenza totale di Spirito. Assenza eterna.
Sarà allora il PARACLITO a guidare ciascuno di noi e l'umanità intera verso la VERITA', che non sarà quindi un concetto, ma una NUOVA REALTA' intesa come nuovo Popolo di Dio, definitivo: formato dagli SPIRITUALIZZATI LIBERI E COSCIENTI per dono dello stesso Spirito.
Non più quindi libertà di peccare, di vivere senza Spirito, ma libertà di vivere l'AMORE. Come DIO! la richiesta (preghiera) dello Spirito diventa allora il cuore del nostro pregare, che a sua volta diventa RINGRAZIAMENTO EUCARISTICO COSTANTE PER IL DONO DELLA VITA UMANA SPIRITUALIZZATA già "ante mortem", nella quale finalmente coglieremo la nostra identità perfetta. LA VERITA' "nostra".
Il cristiano, alla fin fine, è l'immerso, il battezzato per sempre nello SPIRITO, quello di Cristo, che è quello del Padre e del Figlio.

Padre Tiziano SOFIA SDB
Fonte:http://www.donbosco-torino.it/

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