#PANEQUOTIDIANO, «Padre, è venuta l’ora»

La Liturgia di Martedi 30 Maggio 2017  VANGELO (Gv 17,1-11) Commento:Rev. D. Pere OLIVA i March (Sant Feliu de Torelló, Barcelona, Spagna)
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse:
«Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su
ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.
Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.
Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.
Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».
Parola del Signore
«Padre, è venuta l’ora»
Rev. D. Pere OLIVA i March 
(Sant Feliu de Torelló, Barcelona, Spagna)
Oggi il Vangelo di Giovanni —che da giorni stiamo leggendo— inizia parlandoci ”dell’ora”: «Padre, è giunta l’ora» (Gv 17,1). Il culmine, la glorificazione di tutte le cose, la donazione massima di Cristo per tutti... “L’ora” è ancora una realtà nascosta agli uomini. Si rivelerà man mano che la trama della vita di Gesù ci va aprendo la prospettiva della croce.

È giunta l’ora? L’ora di cosa? Ebbene, è giunta l’ora nella quale gli uomini conoscono il nome di Dio, cioè la Sua azione, il modo di dirigersi all’umanità, il modo di parlare a noi nel Figlio, in Cristo che ama.

Gli uomini e le donne di oggi, conoscendo Dio attraverso Gesù («Le parole che hai dato a me io le ho date a loro»: Gv 17,8), riusciamo ad essere testimoni della vita, della vita divina che si realizza in noi per il sacramento battesimale. In Lui viviamo, ci muoviamo e siamo, in Lui troviamo parole che alimentano e che ci fanno crescere; in Lui scopriamo quel che Dio vuole da noi: la pienezza, la realizzazione umana, una vita vissuta senza vanagloria personale ma un atteggiamento esistenziale basato su Dio e la Sua Gloria. Ci ricorda Sant Ireneo che «La Gloria di Dio è che l’uomo viva». Lode e Gloria a Dio affinché la persona umana arrivi alla sua pienezza.

Siamo segnati dal Vangelo di Gesù; lavoriamo per la Gloria di Dio, compito che si traduce in un maggior servizio alla vita di uomini e donne di oggi. Questo significa: lavorare per una vera comunicazione umana, per la vera felicità della persona, far gioire chi è triste, compatirsi con i deboli... in definitiva... aperti alla Vita (con maiuscola).

Per lo Spirito, Dio lavora in ognuno di noi e abita nel più recondito di ogni persona, e non smette di stimolare tutti noi a vivere il Vangelo e i suoi valori. La Buona Notizia è espressione della felicità liberatrice che Lui vuole dare a noi.
La voce di un vescovo santo

O Signore risorto, donaci di fare l'esperienza delle donne il mattino di Pasqua.
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Esse hanno visto il trionfo del vincitore, ma non hanno sperimentato la sconfitta dell'avversario.

Solo tu puoi assicurare che la morte è stata vinta davvero. Donaci la certezza che la morte non avrà più presa su di noi. Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati. Che le lacrime di tutte le vittime della violenza e del dolore saranno prosciugate come la brina dal sole della primavera.

Don Tonino Bello





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