D. Gianni Mazzali SDB, "UM AMORE FATTO PERSONE"

11 giugno 2017 | 10a Domenica: Ss. Trinità - A | Omelia
Ss. Trinità: 
UM AMORE FATTO PERSONE
Nella nostra cultura occidentale la democrazia rappresenta un valore fondamentale, irrinunciabile. E'
stato un cammino faticoso che, lungo i secoli e con esperienze molto diversificate, ha segnato grandi trasformazioni e importanti traguardi nella vita delle nazioni, dei popoli, delle comunità, delle famiglie e dei singoli. C'è anche chi si pone seri interrogativi sul fatto che la democrazia sia l'organizzazione civile e sociale che più di tutte salvaguarda i diritti e promuove i doveri dei singoli e delle collettività. Nella società complessa di oggi, con tante garanzie e tutele, spesso appare fragile salvaguardare la dignità basilare della persona umana. Il libertarismo appare contraddittorio in quanto, promuovendo l'insindacabile libertà del cittadino, deve registrare che tale assunto comporta spesso soprusi, deviazioni, prevaricazioni e non infrequentemente l'affermarsi della legge del più "forte". Oggi la Parola di Dio entra di petto in queste palesi contraddizioni e mette al centro dell'identità di Dio l'armonia di tre persone, l'Amore fatto "persone". E' un caposaldo che ci conforta nel determinare e vivere la dignità di ogni essere umano, dal concepimento alla morte, generato nell'amore per l'eternità.

UN PADRE : MISERICORDIA CHE VINCE LA DUREZZA

Vorremmo poterci immedesimare nell'esperienza straordinaria di Mosè che sale sul monte per incontrare Dio. Siamo abituati a confrontarci con Dio, nel caso che ne ammettiamo l'esistenza, in modo più "usuale", quotidiano, quasi scontato. Lui è nella sua dimensione, nel suo cielo, e noi ben radicati sulla nostra terra, alle prese con le sfide di una vita quotidiana con tutta la sua ripetitività, le sue gioie, le sue tragedie, in fondo il suo mistero. Dio incontra Mosè nella solitudine, privilegio e sfida, sulla cima del monte ed è lui stesso a presentarsi, a rivelare la propria identità: "Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà".
Mosè viene conquistato da questa rivelazione e sente la sua piccolezza, gli viene spontaneo gettarsi a terra e riconoscere il privilegio che Dio gli fa di manifestarsi a lui. Mosè si sente creatura, ma riconosce anche la grazia, il dono che Dio gli sta facendo e vuole intercedere per tutti, riconoscendo l'infedeltà a la durezza di cuore del popolo: "Sì, è un popolo di dura cervìce, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa' di noi la tua eredità"
In termini semplici Mosè ci offre una chiave di lettura per penetrare l'identità di Dio, per esprimerne la natura e il suo modo di rapportarsi con le creature. Anzi è Dio stesso che si autorivela come misericordia, amore indefettibile. Emerge un atteggiamento paterno che non si lascia sconfiggere dalla durezza, dall'infedeltà degli uomini.
Nell'intreccio della storia del suo popolo gradualmente Dio rivela la sua tenerezza paterna, la sua fedeltà che risaltano in modo quasi paradossale nell'apostasia del vitello d'oro.

UN FIGLIO: SALVEZZA PER SEMPRE

Sulla stessa onda si pone la pagina del Vangelo di Giovanni che ci descrive il dialogo notturno tra Nicodemo e Gesù. E' Gesù stesso ad offrirci una lettura di Dio, suo Padre, che rivela la sua identità in un gesto di amore straordinario, unico: "Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna".
Si riscontra la perfetta consonanza con il Dio di Mosè "ricco di amore e di fedeltà" e nello stesso tempo il quadro si allarga alla rivelazione del Figlio unigenito che il Padre dà in dono a chi lo ricerca nella fede. Anche Gesù, nel conversare con un uomo in sincera ricerca, rivela la sua identità riferendosi al piano di amore del Padre. L'azione che caratterizza il Figlio è la salvezza: "perché il mondo sia salvato per mezzo di lui".
Accostando la pagina dell'Esodo a quella del Vangelo di Giovanni ci rendiamo conto che la rivelazione che Dio fa di sè stesso si va definendo, si completa sia nella sua natura che nella sua azione: Dio è amore misericordioso e salva il mondo attraverso il Figlio, il Salvatore.

UNO SPIRITO: COMUNIONE DI AMORE

Con un'espressione densa e sintetica la Parola ci offre oggi la pienezza della rivelazione che Dio ha fatto di sé stesso nel lungo cammino della storia della salvezza: "La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi".
Si tratta del saluto con cui Paolo conclude la sua seconda lettera agli abitanti di Corinto, ma c'è molto di più di un saluto augurale. Leggiamo chiaramente il richiamo all'amore del Padre, al suo dono di salvezza in Gesù e all'intima comunione tra il Padre e il Figlio che è lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo, come abbiamo meditato a Pentecoste, è il dono personificato dell'amore del Padre e del Figlio, per la salvezza dell'umanità.
La rivelazione di Dio, Trinità di Persone, consente ad ogni uomo di raggiungere la dignità della sua persona, attingendo alla sorgente infinita dell'amore.

"In Dio,
cioè, non c'è una Persona
che si aggiunge all'altra
e poi all'altra ancora.
In Dio
ogni Persona
vive per l'altra"

(Tonino Bello).

Don Gianni MAZZALI SDB
Fonte:http://www.donbosco-torino.it

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