D. Gianni Mazzali SDB, "UNA PERENNE LUCE NELL'INTIMO"

4 giugno 2017 | 8a Domenica di Pasqua: PENTECOSTE - A | Omelia

UNA PERENNE LUCE NELL'INTIMO
Gli agenti del terrore, delle stragi più assurde, della malvagità e della sopraffazione agiscono nel buio
e allargano il loro potere malsano che grava come una pesante coltre di tenebre sul cuore e sulla mente di tanti. Tutti, indistintamente, abbiamo bisogno di luce, di un fascio di raggi luminosi che disperdano un peso oscuro che ci opprime, che ci diminuisce. Desideriamo che una luce potente ci invada nell'intimo e si propaghi ad ogni fibra del nostro essere. Vorremmo occhi più limpidi, più trasparenti, orecchi più sensibili all'ascolto di una voce lieve sommersa dal frastuono. E' l'attesa di un dono che abbia l'energia di sovvertire equilibri mediocri, di una voce che ci scuota dal compromesso, di una luce che dissipi le ombre che affollano la nostra esistenza.
Davvero la Parola, in questo giorno grande di Pentecoste, ci scuote, ci rivoluziona nel profondo, ci fa contemplare, nel dono dello Spirito Santo, un Cristo giovane, contemporaneo, salvezza nostra e di questo nostro mondo: "O luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli".

PARLARE NELLO SPIRITO

Non è infrequente vivere una situazione in cui non riusciamo a comprendere il nostro interlocutore. E non è necessario che si esprima con una lingua diversa dalla nostra. Ci si conosce, ci si frequenta, forse si è anche amici, eppure talvolta abbiamo la sensazione di parlare lingue diverse. Può essere lontano il cuore, si sono creati dei fraintendimenti, le premesse sono opposte e ci si sente lontani, estranei, addirittura ci si trasforma in nemici implacabili. Il brano degli Atti sottolinea, quasi come una cosa naturale, che, dopo aver ricevuto ciascuno la sua fiammella di Spirito Santo, gli apostoli si esprimono in modo che tutti capiscono. Certo il testo indica un chiaro fatto straordinario, un miracolo che supera la normale dialettica della comunicazione. Ma, credo, c'è di più. C'è una trasformazione che lo Spirito Santo ha operato negli atteggiamenti, nel cuore, nell'apertura di mente di uomini provati, dubbiosi ancora di fronte al Cristo risorto, stregati dalla paura. Lo Spirito li ha "invasi", è lui che parla attraverso di loro ed è naturale che tutti comprendano il linguaggio dello Spirito, il linguaggio di Dio. L'esperienza della Pentecoste è esperienza che trasforma il nostro linguaggio, le nostre categorie. Lo Spirito Santo è un formidabile traduttore simultaneo e le parole degli apostoli vanno dritte al cuore, all'intimità più vera dei loro interlocutori: "(…) li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio".
Oggi il dono dello Spirito è una grande sfida ad una comunicazione che ci travolge e ci isola sempre più. Lo Spirito ci incalza a parlare, a comunicare, attingendo alle profondità della mente e del cuore. Ci insegna la lingua di Dio, la comunicazione universale, il dialogo che non si interrompe mai, il linguaggio che nasce nell'Amore e sfocia nell'amore.

UN DONO PER TANTI DONI

La Pentecoste ha ribaltato l'esperienza traumatica della Torre di Babele: il linguaggio di Dio che fonde e armonizza tutte le lingue umane. Questo dinamismo unificante si trasmette anche al nostro agire, alle capacità e ai doni di ciascuno: "Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito". Lo Spirito ci raggiunge nel nostro profondo bisogno di identità personale, di autorealizzazione, di creatività non in prospettiva egoistica ed individualista, ma nell'armonia della comunione, della comunità. Come per il linguaggio anche in questa prospettiva lo Spirito ci pungola, ci orienta. L'unicità della nostra persona, la ricchezza dei doni che ci caratterizzano possono essere realmente efficaci nella misura in cui si fondono, si intrecciano, si completano e si integrano con le persone che ci stanno accanto e con cui dobbiamo o vogliamo avere contatti. La consapevolezza di un'unica fonte rafforza l'orientamento comunitario delle nostre ricchezze personali. Nell'infinito dono dello Spirito ciascuno di noi può essere dono per gli altri.

IL PERDONO NELLO SPIRITO

Gesù collega il ministero del perdono che egli consegna ai suoi apostoli con il dono dello Spirito: "Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati". La triste realtà dei nostri peccati che ci umilia e ci degrada si riscatta in un dono di eccellenza, in un dono superlativo: il perdono gratuito di Dio attraverso lo Spirito Santo che ci cambia, ci trasforma. Che meravigliosa realtà! Nello Spirito noi parliamo un linguaggio universale, riconosciamo e valorizziamo i doni di ciascuno e nel ricevere il perdono troviamo il coraggio di perdonare.

"Dove è la Chiesa,
là è anche lo Spirito di Dio;
e dove è lo Spirito di Dio
là è la Chiesa e ogni grazia.
E lo Spirito è verità".

(Ireneo di Lione, Contro le eresie, I sec.)
Don Gianni MAZZALI SDB
Fonte:http://www.donbosco-torino.it

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