Movimento Apostolico "Così anche colui che mangia me vivrà per me"

Così anche colui che mangia me vivrà per me
Movimento Apostolico - rito romano  
Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Anno A) (18/06/2017)
Vangelo: Gv 6,51-58 
Mangiare Cristo non è solo nutrirsi dell'Eucaristia. È mangiare Lui, la sua anima, il suo spirito, i suoi
pensieri, la sua anima, il suo cuore, la sua volontà, i suoi desideri, la sua obbedienza, la sua missione, la sua parola. Anche la sua croce si mangia per poter gustare la sua risurrezione. San Paolo ci dice che chi mangia Cristo, mangia il suo corpo, la sua Chiesa, mangia la povertà dell'altro per ricolmarla della sua ricchezza. Ci dice anche che chi mangia Cristo, mangia il peccato dell'altro per espiarlo nel suo corpo. Prima di mangiare Cristo nell'Eucaristia, lo si deve mangiare per intero nella Parola, nel suo Vangelo, nella sua verità. Chi non mangia Cristo nella Parola, mai lo potrà mangiare nell'Eucaristia. Senza la Parola nessuno potrà vivere per Cristo.
Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga. Perciò chiunque mangia il pane o beve al calice del Signore in modo indegno, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore. Ciascuno, dunque, esamini se stesso e poi mangi del pane e beva dal calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. È per questo che tra voi ci sono molti ammalati e infermi, e un buon numero sono morti. Se però ci esaminassimo attentamente da noi stessi, non saremmo giudicati; quando poi siamo giudicati dal Signore, siamo da lui ammoniti per non essere condannati insieme con il mondo. Perciò, fratelli miei, quando vi radunate per la cena, aspettatevi gli uni gli altri. E se qualcuno ha fame, mangi a casa, perché non vi raduniate a vostra condanna. Quanto alle altre cose, le sistemerò alla mia venuta (1Cor 11,26-34). E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell'acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo: chi ama la propria moglie, ama se stesso. Nessuno infatti ha mai odiato la propria carne, anzi la nutre e la cura, come anche Cristo fa con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo. Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne. Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! Così anche voi: ciascuno da parte sua ami la propria moglie come se stesso, e la moglie sia rispettosa verso il marito (Ef 5,25-33).
L'Eucaristia non è la pura e semplice carne di Cristo. È la carne e il sangue di Cristo offerti al Padre in espiazione del peccato del mondo e dati all'uomo come nutrimento di vita eterna. In questa carne e in questo sangue, per la verità dell'unione ipostatica, ci è anche l'anima e la divinità di Gesù Signore. Ma se vi è la divinità, vi è anche tutto il Padre e lo Spirito Santo. Sempre per la verità della legge del corpo di Cristo, vi è tutta la Chiesa e tutta l'umanità da salvare e da redimere. Si mangia Cristo per divenire in Lui, con Lui, per Lui, vero sacrificio e olocausto di salvezza e di redenzione per l'umanità. L'Eucaristia non è evento privato dell'anima con Cristo. È evento di salvezza universale. In essa avviene "l'incarnazione" del cristiano nell'umanità per la sua redenzione. Questo è l'altissimo mistero che viviamo in questo sacramento.
Se non si vive l'Eucaristia come evento ecclesiale nella quale confluisce tutta la totalità dell'umanità, abbiamo compreso poco di essa. Essa non è un biscottino di grazia.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci eucaristia in Cristo.
Fonte:http://www.qumran2.net/

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