p. José María CASTILLO," NON ABBIATE PAURA DI QUELLI CHE UCCIDONO IL CORPO"

XII TEMPO ORDINARIO – 25 giugno 2017 - Commento al Vangelo
NON ABBIATE PAURA DI QUELLI CHE UCCIDONO IL CORPO
di p. José María CASTILLO
Mt 10,26-33

[In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:]
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che
non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Nel discorso della missione, alla quale Gesù invia i suoi discepoli, ci troviamo di fronte a questo testo (preoccupante) sul tema della paura. Il testo è redatto in maniera tale che la paura è citata quattro volte. È un testo ripetitivo, insistente. Questo fa pensare che il Vangelo presenta questa questione come un problema per il quale bisogna avere molta attenzione. Siamo di fronte ad un problema grave ed abbastanza pericoloso. Certamente più pericoloso di quanto possiamo sospettare. Perché questa paura? E soprattutto quali conseguenze comporta questo spiacevole problema?
La prima cosa – e la più evidente – che appare in questo testo del vangelo di Matteo, è che la predicazione del Regno di Dio si imbatte, per chi lo predica, in situazioni molto pericolose per chi si dedica a questa missione. Cioè, la signoria di Dio è una questione che fa paura. E fa paura perché è origine e fonte di situazioni molto pericolose. Che Dio sarà veramente il Re, che sarà quindi colui che comanderà e la cui volontà si imporrà nella coscienza dei cittadini, questo – se si prende sul serio e si accetta fermamente – risulta essere la più grave di tutte le minacce. Soprattutto minaccia per coloro che hanno il potere e con il potere si impongono agli altri. La signoria di Dio è un annuncio che fa paura a coloro che hanno il potere e non sono disposti a lasciarlo. Basti pensare che, se colui che comanda è Dio e la sua volontà si impone, perdono tutta la loro forza tutti quelli che si sottomettono e ci impongono la loro volontà. In questo sta il segreto ed il cuore della questione.
In definitiva, quello che Gesù sta dicendo – senza dirlo così – è che, quando si predica il Regno, ma questo si trasmette in maniera tale che non fa paura predicarlo, allora bisogna chiedersi se realmente quello che annunciamo è il Regno di Dio o un’altra cosa, che può essere simile all’annuncio del Regno, ma che in realtà non è. Il Regno di Dio non si annuncia impunemente. E, se si annuncia con impunità e persino con accettazione ed applauso, allora bisogna chiedersi se quello che si annuncia è il Regno di Dio o in realtà si annuncia un’altra cosa. Per esempio, può capitare che si annuncino e si diffondano la religiosità, la pietà, la devozione, la sottomissione alla Chiesa…quello che sia. Ma non è il Regno di Dio. Il Vangelo è così. E le esigenze di Gesù sono così come sono. Gesù (con il suo Vangelo) è bontà, è misericordia, è perdono, è libertà. Me, se accettiamo Gesù (con il suo Vangelo), continueremo ad essere indifferenti di fronte a tanta sofferenza, a tanta ingiustizia, a tanta avidità, a tanto scandalo….come stiamo vedendo, vivendo e sopportando? Che il Signore Gesù ci dia luce e forza per vivere, in questo mondo così come è, la luce e la vita del Regno che ha annunciato Gesù!
Fonte:http://www.ildialogo.org

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