fra Damiano Angelucci, "La promessa più bella"

Commento al Vangelo di Domenica 27 maggio 2018, Solennità Santissima Trinità
La promessa più bella


TESTO (Mt 28,16-20)

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».


COMMENTO

Anni or sono sentii dire che un Vescovo del nord Italia, dopo un periodo di ricovero in ospedale, incontrando i sacerdoti della sua Diocesi, li esortò ad andare a trovare spesso i rispettivi parrocchiani ammalati e aggiunse anche il consiglio di restare accanto a loro mantenendo il più possibile il silenzio; quasi per evitare di fare il contrario di ciò che fece Gesù: Gesù fece il discorso della montagna e noi sacerdoti invece spesso facciamo una montagna di discorsi.

La presenza è il sostegno più forte e più eloquente che possiamo ricevere da qualcuno. In questa Domenica in cui la Chiesa celebra la Santissima Trinità, un solo Dio nelle tre persone del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, brillano come perle preziose le ultime parole del Vangelo di Matteo in cui Gesù ci lascia questa promessa: “Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Non ci dice come userà a nostro aiuto quel potere che afferma di avere sia in cielo che in terra; ci dice semplicemente che ci sarà. Questo ci basti. Anche San Paolo sentì nel momento della prova questa risposta da parte del Signore: “Ti basta la mia Grazia”.

Camminiamo nella forza di questa promessa e annunciamone colla vita il suo calore! È la promessa più bella: la consapevolezza che Dio realizza con noi e in noi quello che Lui è, cioè una realtà di comunione. In fondo Egli ci dona niente di più del suo modo di essere e di esistere: Comunione. Cosa dovremmo fare se non immergere in questa comunione tutti i fratelli che incontreremo, testimoniando con la nostra vita che è già possibile ora, vivendo da figli di Dio, battezzati in Cristo Gesù, stare in questo mondo non in modo competitivo con il prossimo, ma piuttosto in modo collaborativo, costruttivo, oseremmo dire fraterno? Sarà anzitutto la nostra testimonianza di uomini di comunione a portare il profumo della perfetta Comunione di Amore che è Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo.

Fonte:fradamiano.blogspot.it/

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