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Visualizzazione dei post da Agosto, 2013

pensiero al vangelo di oggi è una preghiera

Magnificat L'anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. * D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente * e santo é il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Commento al vangelo Alberto Maggi Dom. 1 sett.

XXII TEMPO ORDINARIO – 1 settembre 2013 CHIUNQUE SI ESALTA SARA’ UMILIATO, E CHI SI UMILIA SARA’ ESALTATO - Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM Lc 14,1.7-14 Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato». Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi …

Lettura spirituale cap. 5 L'umiltà interiore S. Francesco di Sales

LETTURA SPIRITUALE FILOTEA o Trattato dell’Amore di Dio di San Francesco di Sales Vescovo e Dottore della Chiesa Capitolo V L’UMILTA’ INTERIORE “Tu, Filotea, mi chiedi di condurti avanti nell’umiltà: quello che ho detto finora riguarda più il campo della saggezza che quello dell’umiltà; quindi andiamo avanti. Molti non vogliono pensare alle grazie che Dio ha loro dato personalmente, non ne hanno il coraggio perché temono di cadere nella vanagloria e nel vuoto compiacimento. E qui si sbagliano: S. Tommaso d’Aquino dice che il mezzo per giungere all’amore di Dio è il pensiero dei suoi benefici; meglio li conosciamo e più amiamo Dio. Direi proprio che niente può umiliarci di fronte alla misericordia di Dio quanto i suoi benefici, e niente può umiliarci di fronte alla sua giustizia quanto le nostre offese. Pensiamo a quello che Egli ha fatto per noi e a quello che noi abbiamo fatto contro di Lui; e, come dobbiamo pensare ai nostri peccati più piccoli, dobbiamo pensare alle sue grazi…

Un pensiero di condivisione al vangelo di oggi

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Non sfuggiamo la realtà con sotterfugi ma nel tempo che ci è dato ,troviamo il vero senso della vita passando per la porta stretta della fede.Dono gratuito fatto a tutti ma bisognoso da essere accolto,poi come dice S. Paolo l'amore con la fede valorizza i talenti Non sotterriamoci...

Oggi nel giorno dei talenti,udienza Papa Francesco.

PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE Piazza San Pietro Mercoledì, 24 aprile 2013 Video Cari fratelli e sorelle, buongiorno! nel Credo noi professiamo che Gesù «di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti». La storia umana ha inizio con la creazione dell’uomo e della donna a immagine e somiglianza di Dio e si chiude con il giudizio finale di Cristo. Spesso si dimenticano questi due poli della storia, e soprattutto la fede nel ritorno di Cristo e nel giudizio finale a volte non è così chiara e salda nel cuore dei cristiani. Gesù, durante la vita pubblica, si è soffermato spesso sulla realtà della sua ultima venuta. Oggi vorrei riflettere su tre testi evangelici che ci aiutano ad entrare in questo mistero: quello delle dieci vergini, quello dei talenti e quello del giudizio finale. Tutti e tre fanno parte del discorso di Gesù sulla fine dei tempi, nel Vangelo di san Matteo. Anzitutto ricordiamo che, con l’Ascensione, il Figlio di Dio ha portato presso il Padre la nost…

Spunti omelia XXII dom.Occupare l'ultimo posto

"Occupare l'ultimo posto" Spunti per l'omelia a cura della Congregazione per il Clero. XXII.ma domenica del Tempo Ordinario - Anno C ROMA, 30 Agosto 2013 (Zenit.org) - Citazioni: Si 3,19-21.30-31: www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9a3l0ec.htm www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9bolpwc.htm He 12,18-19.22-24a: www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9a12erl.htm Lc 14,1a.7-14: www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9ak1pwn.htm La liturgia della Parola di questa XXII domenica del tempo ordinario presenta alla nostra riflessione quali devono essere le grandi aspirazioni del cristiano che devono orientare il vivere quotidiano di ogni fedele: la corsa all’ultimo posto e l’imbandire tavole con disinteressata generosità per gli affamati. Sono due realtà che sicuramente cozzano con i principi mondani del vivere, ma che il cristiano, come seguace di Cristo, non può non accettare e mettere in pratica per conquistare quella meta che è il fin…

La scelta di Gustave Thibon

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La scelta non è tra la gioia e la sofferenza; la sola scelta è tra il dolore aperto dalla Croce e il dolore chiuso dell'infermo. Gustave Thibon

pensiero sul vangelo di oggi

VANGELO (Mt 25,1-13) Ecco lo sposo! Andategli incontro! + Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: "Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l'olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: "Ecco lo sposo! Andategli incontro!". Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: "Dateci un po' del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono". Le sagge risposero: "No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene". Ora, mentre quelle andavano a comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che …

Ermes Ronchi commento 1 settembre 2013

Ronchi - 1 settembre 2013 XXII Tempo Ordinario Dio regala gioia a chi produce amore (...) Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va' a metterti all'ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato». Disse poi a colui che l'aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch'essi e tu abbia il contraccambio (...)». Gesù amava i banchetti, li adottava a simbolo della frat…

Ritornate a me S. Girolamo commento su Gioele

Dal «Commento su Gioele» di san Girolamo, sacerdote (PL 25, 967-968) Ritornate a me «Ritornate a me con tutto il vostro cuore» (Gl 2, 12) e mostrate la penitenza dell\'anima con digiuni, pianti e battendovi il petto: affinché, digiunando adesso, dopo siate satollati; piangendo ora, dopo ridiate; battendovi ora il petto, dopo siate consolati. Nelle circostanze tristi ed avverse vi è consuetudine di strapparsi le vesti. Così fece, secondo il vangelo, il sommo Sacerdote per rendere più grave l\'accusa contro il Signore, nostro Salvatore, e così pure Paolo e Barnaba all\'udire parole blasfeme. Ebbene Gioele dice: «Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore vostro Dio, perché egli è misericordioso e benigno, tardo all\'ira e ricco di benevolenza» (Gl 2, 13). Ritornate dunque al Signore vostro Dio, da cui vi siete allontanati per il male che avete fatto, e non disperate mai del perdono per la gravità delle colpe, perché l\'infinita misericordia le …

Alberto Vianello C.Marango omelia 1 settembre

Letture: Sir 3,17-20.28-29; Eb 12,18-19.22-24; Lc 14,1.7-14 Prendere l'ultimo posto di Gesù e assumere la sua gratuità nel donare 1 Stare al proprio posto nella vita e fare posto agli altri; umiltà e accoglienza gratuita: è un po' la sintesi dell'insegnamento di Gesù nel brano evangelico di questa domenica. Innanzitutto bisogna dire che è Gesù il vero umile ed è Gesù colui che accoglie senza chiedere alcun contraccambio: e, in Gesù, Dio. Infatti, in tutta la sua vita terrena, Gesù, il Figlio di Dio, non ha ricercato mai alcun onore, riconoscimento, plauso. Ha scelto l'ultimo posto, quello dello schiavo, e lì ha voluto rimanere fino alle estreme conseguenze: quelle della condanna da schiavo (la croce). Gesù ha dato il privilegio (i primi posti) ai poveri e piccoli, ai malati e i deboli, ai lontani e agli esclusi dalla religione. Poi Gesù non ha preteso alcunché dalla gente in termini di riconoscimento, onore e debito. Ha sempre dato gratuitamente in modo sovrabbond…

Pensiero al Vangelo di oggi.

VANGELO Mc 6, 17-29 Dal Vangelo secondo Marco In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l'aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell'ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell'esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e…

Commenti Vangelo 1 settembre 2013 XXII Tempo O.

AlzogliOcchiversoilCielo: Vangelo: Seme di vita buona (Manicardi)

Bianchi 1 Settembre 2013

XXII domenica del tempo Ordinario Stampa E-mail Stile copto - tempera all’uovo su tavola (particolare)LE ICONE DI BOSE, Gesù è a pranzo presso un capo dei farisei Anno C Lc 14,1.7-14 1 settembre 2013 Un giorno di sabato, mentre Gesù è a pranzo presso un capo dei farisei, «osservando come gli invitati scelgono i primi posti, dice loro una parabola…». Gesù osserva attentamente gli eventi quotidiani in cui è immerso, traendone preziosi insegnamenti: la sua sapienza, oltre che dalla relazione di fede con il Padre, nasce dalla sua adesione alla realtà; anzi, egli è capace di narrare l’agire di Dio proprio a partire dagli avvenimenti più ordinari, compresi dal suo cuore che sa ascoltare (cf. 1Re 3,9). In questo caso Gesù narra una parabola con cui mette in guardia dal protagonismo di chi cerca i primi posti nei banchetti, rischiando di essere retrocesso all’ultimo posto dal padrone di casa, qualora arrivi un ospite più ragguardevole di lui (cf. Pr 25,6-7). Gesù conosce la s…

Manicardi - 1 settembre 2013 XXII Tempo Ordinario

UN pensiero per il vangelo di oggi

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Anche oggi ci è chiesto di essere persone autentiche,seguendo noi stessi addirittura possiamo rovinare quel che hanno fatto i santi e i giusti passati prima di noi.Forse seguire Gesù non è di gran moda ma è l'unico sistema per cambiare dentro per far pulizia di risorgere dentro senza trucco esteriore ,liberarci dai sepolcri imbiancati.

Confessioni di S Agostino

Dalle «Confessioni» di sant\'Agostino, vescovo (Lib. 7, 10, 18; 10, 27; CSEL 33, 157-163. 255) Eterna verità e vera carità e cara eternità! Stimolato a rientrare in me stesso, sotto la tua guida, entrai nell\'intimità del mio cuore, e lo potei fare perché tu ti sei fatto mio aiuto (cfr. Sal 29, 11). Entrai e vidi con l\'occhio dell\'anima mia, qualunque esso potesse essere, una luce inalterabile sopra il mio stesso sguardo interiore e sopra la mia intelligenza. Non era una luce terrena e visibile che splende dinanzi allo sguardo di ogni uomo. Direi anzi ancora poco se dicessi che era solo una luce più forte di quella comune, o anche tanto intensa da penetrare ogni cosa. Era un\'altra luce, assai diversa da tutte le luci del mondo creato. Non stava al di sopra della mia intelligenza quasi come l\'olio che galleggia sull\'acqua, né come il cielo che si stende sopra la terra, ma una luce superiore. Era la luce che mi ha creato. E se mi trovavo sotto di es…

S.Agostino

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Io ti invoco, o Dio di verità, nel quale, dal quale e per il quale sono vere tutte le cose vere. Dio, da cui fuggire è smarrirsi, a cui tornare è risorgere, in cui abitare è vivere. Dio, che nessuno perde se non inganna se stesso; che nessuno cerca se la grazia non lo indirizza; che nessuno trova se non è puro. Dio, che abbandonare è come morire che attendere è come amare, che intuire è come possedere. Dio, a cui ci spinge la fede, a cui ci induce la speranza, a cui ci unisce la carità. (Sant' Agostino)

Cerchiamo di arrivare alla sapienza eterna.San Agostino

Dalle «Confessioni» di sant\'Agostino, vescovo (Lib. 9, 10-11; CSEL 33, 215-219) Cerchiamo di arrivare alla sapienza eterna Era ormai vicino il giorno in cui ella sarebbe uscita da questa vita, giorno che tu conoscevi mentre noi lo ignoravamo. Per tua disposizione misteriosa e provvidenziale, avvenne una volta che io e lei ce ne stessimo soli, appoggiati al davanzale di una finestra che dava sul giardino interno della casa che ci ospitava, là presso Ostia, dove noi, lontani dal frastuono della gente, dopo la fatica del lungo viaggio, ci stavamo preparando ad imbarcarci. Parlavamo soli con grande dolcezza e, dimentichi del passato, ci protendevamo verso il futuro, cercando di conoscere alla luce della Verità presente, che sei tu, la condizione eterna dei santi, quella vita cioè che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrò in cuore d\'uomo (cfr. 1 Cor 2, 9). Ce ne stavamo con la bocca anelante verso l\'acqua che emana dalla tua sorgente, da quella sorgente di …
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Il più bel libro è il Crocifisso e chi non sa leggerlo è il più sventurato degli analfabeti. San Giuseppe Benedetto Cottolengo

Un pensiero sul Vangelo di oggi

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Cogliere insieme l'essenza e il dettaglio,leggere le scritture mettendole in pratica,essere in pratica persone vere con piedi saldi per terra e lo sguardo alle cose del cielo.L'ipocrisia è brutta, ma ancora più brutto è non fare nessuno sforzo , per avvicinarsi alla legge di Dio.AUTENTICITA'
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SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 138) R. Signore, tu mi scruti e mi conosci. Signore, tu mi scruti e mi conosci, tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo, intendi da lontano i miei pensieri, osservi il mio cammino e il mio riposo, ti sono note tutte le mie vie. R. La mia parola non è ancora sulla lingua ed ecco, Signore, già la conosci tutta. Alle spalle e di fronte mi circondi e poni su di me la tua mano. Meravigliosa per me la tua conoscenza, troppo alta, per me inaccessibile. R.

Non servono tante parole

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Pensiero sul vangelo di oggi

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Gesù smaschera il male, cerca di aprire gli occhi agli uomini che, non ancora del tutto induriti, possono essere liberati dallo choc della verità. La forza dell'invettiva è ancora al servizio dell'amore.

Il Buon Pastore

Dalla «Esposizione su Giovanni» di san Tommaso d\'Aquino, sacerdote (Cap. 10, lect. 3) Il resto d\'Israele pascolerà e riposerà «Io sono il buon pastore» (Gv 10, 11). A Cristo compete chiaramente di essere pastore. Infatti, come il comune gregge viene guidato e pascolato dal pastore, così i fedeli sono ristorati da Cristo con un cibo spirituale, con il suo corpo e il suo sangue. «Un tempo», dice l\'Apostolo, «eravate erranti come pecore, ma ora siete tornati al pastore e guardiano delle vostre anime» (1 Pt 2, 25). Ed il profeta: «Come un pastore egli fa pascolare il gregge» (Is 40, 11). Ma siccome Cristo ha detto che il pastore entra per la porta e che egli è la porta, mentre qui dice di essere il pastore, ne segue che egli entra attraverso se stesso. E veramente entra attraverso se stesso, perché rivela se stesso e per se stesso conosce il Padre. Noi invece entriamo per lui, perché da lui siamo resi beati. Ma osserva che nessun altro, all\'infuori di …

IN CAMMINO: Domenica 1 Settembre

IN CAMMINO: Domenica 1 Settembre: Casati - 1 settembre 2013 XXII Tempo Ordinario Sir 3, 17-18.20.28-29 Eb 12, 18-19.22-24a Lc 14, 1.7-14 Il capitolo quattordicesimo del van...

Domenica 1 Settembre

Casati - 1 settembre 2013 XXII Tempo Ordinario Sir 3, 17-18.20.28-29 Eb 12, 18-19.22-24a Lc 14, 1.7-14 Il capitolo quattordicesimo del vangelo di Luca, che oggi in parte abbiamo ascoltato, sembra quasi costituire uno stacco dentro capitoli che raccontano il viaggio, lo stacco, l'intermezzo del banchetto: è questo il tema dell'intero capitolo. E c'è - vorrei iniziare da qui - c'è un incrociarsi di sguardi: lo sguardo dei farisei, lo sguardo di Gesù. C'è modo e modo di guardare la vita, le persone, ciò che sta accadendo, c'è modo e modo di guardare un banchetto. C'è il modo di guardare dei farisei: di loro, più che della folla, secondo il testo greco, è detto che guardavano Gesù. È un guardare sospettoso, è come se lo spiassero. Purtroppo il taglio dei versetti, operato dalla liturgia, non permette di capire. Era di sabato! C'era un uomo malato. Come si sarebbe comportato Gesù? Non dicono niente. Nell'episodio non viene registrata una sola parola de…
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Preghiera del mattino Al cominciar del giorno, Dio, ti chiamo. Aiutami a pregare e a raccogliere i miei pensieri su di te; da solo non sono capace. C'è buio in me, in Te invece c'è luce; sono solo, ma tu non m'abbandoni; non ho coraggio, ma Tu mi sei d'aiuto; sono inquieto, ma in Te c'è la pace; c'è amarezza in me, in Te pazienza; non capisco le tue vie, ma tu sai qual è la mia strada. Padre del cielo, siano lode e grazie a Te per la quiete della notte, siano lode e grazie a Te per il nuovo giorno. Signore, qualunque cosa rechi questo giorno, il tuo nome sia lodato! Amen. (Dietrich Bonhoeffer)

Dialogo con Dio

O eterna verità e vera carità e cara eternità! Tu sei il mio Dio, a te sospiro giorno e notte. Appena ti conobbi mi hai sollevato in alto perché vedessi quanto era da vedere e ciò che da solo non sarei mai stato in grado di vedere. Hai abbagliato la debolezza della mia vista, splendendo potentemente dentro di me. Tremai di amore e di terrore. Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo. E io, brutto, mi avventavo sulle cose belle da te create. Eri con me ed io non ero con te. Mi tenevano lontano da te quelle creature, che, se non fossero in te, neppure esisterebbero. Mi hai chiamato, hai gridato, hai infranto la mia sordità. Mi hai abbagliato, mi hai folgorato, e hai finalmente guarito la mia cecità. Hai alitato su di me il tuo profumo ed io l'ho respirato, e ora anelo a te. Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato e ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace. …
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Il Papa all'Angelus: essere cristiani non è un'etichetta, ma testimoniare la fede nella carità e nella giustizia

All’Angelus, prima dell’appello per la Siria, il Papa aveva svolto la sua riflessione sul Vangelo di questa domenica in cui Gesù, parlando della salvezza eterna, invita ad entrare per la porta stretta. Riascoltiamo le parole di Papa Francesco in questo servizio di Sergio Centofanti:

“Sforzatevi di entrare per la porta stretta”: è la risposta di Gesù a un uomo che gli chiede se sono pochi quelli che si salvano. Il Signore – afferma il Papa – indica così il cammino della salvezza. Ma qual è la porta per la quale dobbiamo entrare?

“Questa porta è Gesù stesso (cfr Gv 10,9). Lui è la porta, il passaggio per la salvezza. Lui ci conduce al Padre. E la porta che è Gesù non è mai chiusa, questa porta non è mai chiusa, è aperta sempre e a tutti, senza distinzione, senza esclusioni, senza privilegi. Perché, sapete, Gesù non esclude nessuno. Qualcuno di voi forse potrà dirmi: ‘Ma,…

Dio non smette di indicarci la via

He 12,5-7.11-13: www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9aghsbl.htm
Lc 13,22-30:www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9bcbkgm.htm Come sempre, nel Vangelo di Luca siamo invitati a seguire Gesù verso Gerusalemme. È passato tanto tempo, ma le domande rimangono le stesse: chi si salva? quanti si salveranno? Come sempre, noi siamo interessati al futuro, badiamo al risultato finale e al numero, ma Gesù sposta l’attenzione sul come. Non dobbiamo preoccuparci del futuro se abbiamo fede in Dio, che è ordine e benevolenza. Non dobbiamo lasciarci sfuggire il presente, il “tempo” e il “campo” dove seminare l’amore che ci permetterà di non temere nessun evento improvviso. È il presente il “tempo” e lo “strumento” attraverso il quale possiamo sforzarci di entrare per la porta stretta, senza timore di incontrare il padrone di casa il quale, se avremo seminato amore e speranza, ci accoglierà e inizierà a servirci. Se Dio è caparbio nel desiderio di volerci con Lui, se ha mandato suo Figlio per rivelars…
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La porta è stretta...e non ci dobbiamo arrendere alle luci ultra mondane e ingannatrici ma camminare spediti perchè le prostitute ci stanno superando.Toni

commento al vangelo XXI domenica del tempo Ordinario

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XXI domenica del tempo Ordinario

Anno CLc 13,22-30 25 agosto 2013
Come salvarsi, come essere salvati? Questa domanda che abita il cuore di tutti gli uomini – domanda che talora si manifesta come una ricerca perseguita con determinazione, talora come un grido disperato, altre volte sotto la forma di un gemito muto – è al centro della pagina evangelica di questa domenica. Gesù è in cammino verso Gerusalemme, sta percorrendo con risolutezza (cf. Lc 9,51) quella via che lo porterà all’ingiusta morte di croce. A un tale che gli si avvicina e gli chiede: «Sono pochi quelli che si salvano?», egli risponde: «Lottate per entrare attraverso la porta stretta, perché molti cercheranno di entrare ma non potranno». La vita cristiana richiede sforzo, fatica, esige «la bella battaglia della fede» (1Tm 6,12): non è una lotta contro altri uomini, bensì una battaglia che ognuno di noi combatte nel proprio cuore contro le dominanti del male e del peccato (cf. Ef 6,10-17), contro «il peccato che ci assedia»…