fr. Massimo Rossi, Commento Pentecoste (Anno A) - Messa del Giorno

Commento su Giovanni 20,19-23
fr. Massimo Rossi  
Pentecoste (Anno A) - Messa del Giorno (04/06/2017)
Vangelo: Gv 20,19-23 
Eccoci un'altra volta a Pentecoste! E con la Pentecoste dello Spirito su Maria Vergine e gli Apostoli
, inizia ufficialmente la missione della Chiesa. Come vi dicevo domenica scorsa, la teologia del quarto evangelista colloca la nascita della Chiesa ai piedi della croce. "Ma, allora, che bisogno c'era che il Cristo risorto soffiasse ancora una volta lo Spirito Santo nel cenacolo, se lo aveva già fatto inviando il suo ultimo respiro sulla madre e sull'amico?"
C'era bisogno eccome! Un conto è la nascita della Chiesa, un altro conto è la missio, la missione della Chiesa. È la stessa differenza che intercorre tra il battesimo e la confermazione o cresima: con il battesimo si nasce alla vita cristiana; con la confermazione si riceve il mandato a vivere l'impegno cristiano. Come dire: cristiani si nasce; ma anche, cristiani si diventa! uomini e donne si nasce, ma persona umana si diventa, man mano che compiamo le scelte importanti della vita.
Detto questo, concentriamoci sul contenuto del Vangelo: il Signore si presenta nel cenacolo a porte chiuse, saluta i suoi con l'augurio della pace, alita su di loro e dice: "Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati". Il primo elemento è il dono della pace; il secondo, il sacramento della riconciliazione: il primo effetto della Pentecoste è dunque la pace: genti che prima non si capivano, ora parlano la stessa lingua.
La Pentecoste rende possibile ciò che agli inizi del mondo non lo era stato: costruire la città comune, edificare la vera comunità, mettere insieme le forze di tutti e di ciascuno, perché tutti e ciascuno si sentano parte di un progetto comune, il mondo, la città, la comunità, la famiglia... Più nessuna emarginazione, più nessuna sperequazione sociale, più nessuna discriminazione in base al censo, alla razza, alla fede politica, alla classe sociale...
Attenzione, però: rendere possibile la pace non significa che pace è fatta! Basta guardare la nostra società, la nostra Italia, le relazioni internazionali... ma anche le nostre case, la nostra comunità,... per capire che tra possibilità e realizzazione resta uno scarto, una sporgenza; e Dio solo sa se e quando questo scarto, questa sporgenza verranno mai azzerati.
Ebbene, in questa sede mi sento di affermare che la Chiesa finirà quando nel mondo la pace sarà stabile e definitiva, un bene che tutti potranno godere senza differenze, senza condizioni, senza privilegi... Per la cronaca, il sacramento della riconciliazione è finalizzato proprio alla pace: pace con Dio, pace con noi stessi, pace con gli altri uomini.
Le distinzioni tra regolari e irregolari, in Chiesa non devono entrare!
Dalla prima Pentecoste, inizia dunque la stagione della Chiesa! Forse sarebbe meglio dire "le stagioni della Chiesa": la primavera della prima evangelizzazione infiammata dalle persecuzioni; l'inverno delle crociate, che non dovremmo dimenticare, specie oggi che altre forze pseudoreligiose remano contro la pace.
Il Medioevo, segnato dalla nascita della vita monastica in Occidente e più tardi degli Ordini mendicanti: una nuova primavera dello Spirito.
Il Rinascimento, inaugurò la polemica della Riforma protestante, che provocò conseguenze politiche in tutta l'Europa e sta alla base dell'odierno dibattito ecumenico.
E poi il Consilio di Trento, anche questo ricco di inferenze politiche, il cui valore stiamo ancora scoprendo, dopo quattro secoli di documenti secretati, chiusi negli archivi vaticani.
Il ‘500 fu anche la stagione delle grandi evangelizzazioni oltreoceano, parallelamente alla scoperta del Nuovo Mondo. Intanto la scienza si andava delineando con un filone di pensiero e di ricerca suo proprio, in opposizione al pensiero religioso della Chiesa... Tramontata l'era delle Summæ Teologiche, nelle quali i teologi scrivevano l'unica parola (autentica) di verità sulla fede, sulla filosofia, sulla natura, sulla politica, sulle arti,... i primi scienziati rivendicarono l'autonomia della ragione sulla fede e si conquistarono a prezzo del sangue il loro spazio di ricerca, di sperimentazione e di insegnamento nelle università. Nasce il pensiero laico; e per la prima volta la Chiesa deve dare ragione della fede ad un interlocutore che la guarda dritta negli occhi, senza paura, né vergogna, senza complessi di inferiorità né sensi di colpa.
Con la rivoluzione industriale - fine XVI sec.-inizio XVII - quella americana, a seguire, quella francese, e l'ascesa di Napoleone, la Chiesa subisce l'attacco violento al suo potere temporale: la sua influenza sociale, il suo controllo sulle coscienze, fino ad allora indiscussi e indiscutibili, vengono messi (finalmente) in discussione... Il legame Stato-Chiesa, nato a cavallo tra il IX e il X secolo tradizionalmente legato alla donazione di Clunì (910 d.C.), andò definitivamente in crisi dopo quasi 1000 anni, agli albori del XIX secolo, con le guerre di indipendenza e i moti insurrezionali europei contro l'Impero austroungarico.
Ma l'800 non fu solo la stagione delle guerre di liberazione! Nacquero i cosiddetti Santi sociali - in Italia, Giovanni Bosco, Benedetto Cottolengo, Allamano,... -; una nuova Pentecoste: nacquero congregazioni maschili e femminili, il cui carisma era appunto la cura sociale delle persone più fragili: anziani, malati, giovani, ragazze madri, orfani...
Ancora: nell'800, l'azione missionaria ricevette un impulso mai avuto prima. L'asse della Chiesa cominciò a spostarsi verso le popolazioni di seconda evangelizzazione, come l'Africa, l'America Latina, l'Estremo Oriente. L'azione dello Spirito non si ferma e la sua energia non si esaurisce!
Eccoci agli anni Sessanta: la cultura si trasforma; il movimento operaio si ricostituisce intorno ai sindacati, la rivoluzione studentesca esce dalle università e diventa un fenomeno di massa. Anche la Chiesa esce dalle (ultime) torri d'avorio e si dà convegno a Roma: Papa Giovanni XXIII, divinamente ispirato, indice un Concilio Ecumenico: i padri conciliati convocati da tutto il mondo, arrivarono a Roma con le relazioni conciliari già pronte nella loro 24ore... Ma, fin dalle prime sedute, si accorsero che quelle relazioni preconfezionate non servivano a reggere gli scossoni che anche la Chiesa, come la società, stava patendo a motivo di nuovi fermenti planetari: il movimento di liberazione della donna, la lotta per la parità dei sessi, le sfide economiche, la corsa agli armamenti, la diffusione dei mezzi di comunicazione, il progresso scientifico, le nuove scoperte in campo medico, la sfida del Terzo Mondo... la questione della pace. Era necessario aprirsi nuovamente all'azione dello Spirito Santo. E, in Concilio, lo spirito Santo soffiò...e molto!
E arriviamo e noi... Aver toccato con mano l'azione dello Spirito nei cuori e nelle penne dei Padri Conciliari, ci spinge ad esporci, anche noi, al fuoco della Pentecoste.
Papa Francesco ci sta aiutando ad abbandonare la schiavitù delle nostre certezze, i nostri piccolo/grandi egitti, per avventurarci nel deserto della conversione.
Memori delle gesta del popolo eletto raccontate nel libro dell'Esodo, camminiamo anche noi, insieme, al fianco dei nostri fratelli di fede ebraica e musulmana!
Qualcosa ci lega, qualcosa ci accomuna. Non siamo soli in questo viaggio difficile, ma avvincente, verso una Terra Santa che non è nostra, né loro, ma è di tutti! Un solo popolo, sotto un solo pastore!
Buona Pentecoste a tutti!
Fonte:http://www.qumran2.net

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