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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2013

Pane Quotidiano "Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli."

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VANGELO (Mt 5,1-12)
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere
e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava
loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno
saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei
cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno
ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate,
perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Parola del Signore.
Pensiero:Se tanti e tante, p…

Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate"Affrettiamoci verso i fratelli che ci aspettano"

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Affrettiamoci verso i fratelli che ci aspettano
    A che serve dunque la nostra lode ai santi, a che il nostro tributo di gloria, a che questa stessa nostra solennità? Perché ad essi gli onori di questa stessa terra quando, secondo la promessa del Figlio, il Padre celeste li onora? A che dunque i nostri encomi per essi? I santi non hanno bisogno dei nostri onori e nulla viene a loro dal nostro culto. È chiaro che, quando ne veneriamo la memoria, facciamo i nostri interessi, non i loro.
    Per parte mia devo confessare che, quando penso ai santi, mi sento ardere da grandi desideri.

Ermes Ronchi "Lo sguardo di Gesù libera l'uomo"

Lo sguardo di Gesù libera l'uomo

(...) Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto» (...). 
Zaccheo ha un handicap (la bassa statura) e un desiderio (vedere Gesù) e, a questo conflitto tra due forze che potrebbero annullarsi, risponde con creatività e coraggio, diventando figura di tutti coloro che, anziché chiudersi nei loro limiti e arrendersi, cercano soluzioni, inventano alternative senza timore di

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi - 3 novembre 2013

XXXI Domenica del tempo Ordinario
Commento al Vangelo di Enzo Bianchi - 3 novembre 2013
Lc 19,1-10
Gesù Cristo è «il Figlio dell’uomo, venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto»: questa è la buona
notizia del vangelo odierno, un annuncio di grande consolazione per i poveri peccatori che noi siamo.
Un giorno Gesù, in cammino verso Gerusalemme, deve attraversare Gerico: qui abita Zaccheo, un
uomo che si è arricchito in modo disonesto grazie al suo mestiere di capo dei pubblicani, di ingiusto
esattore delle tasse. Questo peccatore pubblico ha nel cuore un profondo desiderio di conoscere il profeta
e maestro Gesù, come mostra il suo comportamento: prima gli corre incontro poi, data la sua bassa
statura, sale su un albero di sicomoro per poter superare l’ostacolo della folla e scorgerlo mentre passa.
Zaccheo non si vergogna di compiere un gesto sconveniente, di rendersi ridicolo agli occhi altrui: il
desiderio che lo abita è più forte di ogni sentimento e scaccia ogni esitazione.

Luciano Manicardi commento Domenica 3 Novembre 2013

Anno C
Sap 11,23-12,2; Sal 144; 2Ts 1,11-2,2; Lc 19,1-10

Il testo della Sapienza parla del Dio che ha misericordia (verbo eleéo: Sap 11,23) di tutti e non guarda ai peccati degli uomini in vista della loro conversione (metánoia: Sap 11,23); il vangelo presenta Zaccheo come uomo che fa esperienza della misericordia del Signore e esempio concreto di conversione.


Zaccheo cerca di vedere Gesù, ma la folla gli è di ostacolo. Per incontrare Gesù occorre uscire dalla folla, osare la propria singolarità, assumere i propri limiti per trovare il proprio personale cammino, occorre il coraggio di “cantare fuori dal coro”.

La grandezza del piccolo Zaccheo sta nell’intelligente assunzione del limite della propria statura e nel trovare aiuto in un albero di sicomoro su cui sale per poter vedere Gesù. I limiti precisi che ci abitano (fisici, morali, intellettuali, …), quando siano assunti con maturità e intelligenza, non ci impediscono di incontrare il Signore, ma ci consentono di far avvenire tale i…

Papa Francesco "mettiamo Cristo al centro della nostra vita"

Deboli e peccatori come San Paolo, mettiamo Cristo al centro della nostra vita Celebrando messa davanti alla tomba di Giovanni Paolo II, papa Francesco ricorda che la fedeltà incondizionata al Signore sta nell'accettazione del suo amoreDi Luca Marcolivio CITTA' DEL VATICANO, 31 Ottobre 2013 (Zenit.org) - Stamattina, a differenza della consuetudine, papa Francesco non ha celebrato la messa a Santa Marta, bensì nella basilica di San Pietro, presso l’altare dove è custodita la tomba del beato Giovanni Paolo II.
L’omelia del Santo Padre si è articolata sulle letture del giorno, a partire dalla Lettera ai Romani in cui San Paolo afferma: “Nessuno può allontanarmi dall’amore di Cristo” (cfr. Rm 8,31b-39).
Paolo, infatti, ha incontrato il Signore e l’ha conosciuto così bene da amarlo e da farne il centro della propria vita, anche “nelle persecuzioni, nelle malattie, nei tradimenti” e in tutte le vicissitudini della vita.
Sulla scia di San Paolo, ogni cristiano autentico vive dell’am…

Pane Quotidiano"Non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.

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VANGELO (Lc 13,31-35)
Non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel momento si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: «Parti
e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere».
Egli rispose loro: «Andate a dire a quella volpe: "Ecco, io scaccio
demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera
è compiuta. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io
prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori
di Gerusalemme".
Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che
sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli,
come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!
Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi
vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: "Benedetto colui che viene
nel nome del Signore!"».
Parola del Signore.
Pensiero:Gesù ha a cuore tutti quelli che non vogliono e no…

Dai «Discorsi contro gli Ariani» di sant\'Atanasio, vescovo"Le cose create portano l\'impronta e l\'immagine della sapienza"

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"Le cose create portano l\'impronta e l\'immagine della sapienza
    Poiché in noi e in tutte le altre cose si trova l\'immagine creata della Sapienza, a ragione la vera e operante Sapienza, attribuendo a se stessa ciò che è proprio della sua natura, dice: Il Signore mi ha creata nelle sue opere (cfr. Pro 8, 22). In questo modo il Signore rivendica a sé, come cosa sua propria, tutto ciò che la nostra sapienza dice di essere e di avere.
    E questo non perché lui che è creatore sia oggetto di creazione, ma per ragione della sua immagine impressa nelle stesse opere. Dice dunque così, quasi parlando di se stesso. Esprime la stessa cosa quando sentenzia:
«Chi accoglie voi accoglie me» (Mt 10, 40), perché in noi è delineato il suo ritratto. Così, sebbene egli non si possa annoverare tra le cose create, tuttavia poiché nelle cose vengono prodotte la sua forma e la sua figura e cioè, in un certo senso, lui stesso, dice: «Il Signore mi ha creato all\'inizio della sua attivi…

Alberto Vianello" Solo da un peccatore Gesù si sente a casa"

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Solo da un peccatore Gesù si sente a casa Quando Gesù va a casa di Zaccheo, «tutti» (compresi quindi i suoi discepoli!) si mettono a mormorare: «Presso un uomo peccatore è entrato ad alloggiare» (letteralmente). Il termine «alloggiare/alloggio» è particolare in Luca. Oltre che nel Vangelo di questa domenica, ricorre nel racconto della nascita di Gesù. Sua Madre lo depone in una mangiatoia perché «non c'era posto per loro nell'alloggio» (2,9). L'accoglienza familiare che il Figlio di Dio nato come uomo non ha trovato alla sua nascita e per tutta la sua vita («Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo» ,9,58), ora la trova a casa di un grande peccatore come era il pubblicano Zaccheo. Infine, lo stesso termine «alloggio/stanza» ricorre un'ultima volta nei preparativi dell'ultima cena: «Dov'è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli?» (22,11): quell'alloggio diven…

l'Udienza Generale, papa Francesco " è importante avere il coraggio e l'umiltà di aprirsi agli altri e a Dio"

La comunione dei santi è una "grande famiglia" dove tutti si aiutano e si amanoDurante l'Udienza Generale, papa Francesco ricorda che, quando si affrontano dubbi nel cammino di fede, è importante avere il coraggio e l'umiltà di aprirsi agli altri e a DioDi Luca Marcolivio CITTA' DEL VATICANO, 30 Ottobre 2013 (Zenit.org) - Nell’imminenza della solennità di Ognissanti e della commemorazione liturgica dei Fedeli Defunti, papa Francesco ha dedicato la catechesi dell’Udienza Generale di oggi al tema della comunione dei santi.
Nonostante una mattinata meno soleggiata delle precedenti, i pellegrini accorsi in piazza San Pietro sono stati almeno 80mila, tra i quali moltissimi giovani che, a più riprese, hanno acclamato entusiasti il Santo Padre.
Arrivato a bordo della consueta jeep scoperta, Francesco ha prolungato più del solito il suo giro intorno alla piazza, prendendo in braccio e benedicendo

Pane quotidiano"Verranno da oriente e da occidente e siederanno a mensa nel regno di Dio."

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VANGELO (Lc 13,22-30)
Verranno da oriente e da occidente e siederanno a mensa nel regno di Dio.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era
in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi
quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti,
io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il
padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori,
comincerete a bussare alla porta, dicendo: "Signore, aprici!". Ma egli
vi risponderà: "Non so di dove siete". Allora comincerete a dire:

Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa " Seguiamo la via della verità"

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Seguiamo la via della verità
    Rivestiamoci di pace, di umiltà, di castità. Teniamoci lontani da ogni mormorazione e maldicenza, e pratichiamo la giustizia non a parole, ma nelle opere. È scritto infatti: Chi parla molto, sappia anche ascoltare, e il loquace non creda di salvarsi per le sue molte parole (cfr. Gb 11, 2).
    Bisogna dunque che ci mettiamo di buon animo a fare il bene, poiché tutto ci è dato dal Signore. Egli ci avverte in precedenza: Ecco il Signore, e la sua ricompensa è con lui, per rendere a ciascuno secondo le sue opere (cfr. Ap 22, 12). Perciò ci esorta a credere in lui con tutto il cuore e a non essere pigri, ma dediti ad ogni opera buona.
    Lui sia la nostra gloria e in lui riposi la nostra fiducia. Stiamo soggetti alla sua volontà e consideriamo come tutta la moltitudine degli angeli stia alla sua presenza, a servizio della sua volontà. Dice infatti la Scrittura: «Mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano» e «Proclamavano l\'uno all\&#…

Enzo Bianchi festa di tutti i Santi

Mt 5,1-12 1° novembre 2013 Oggi facciamo memoria della comunione dei santi, contempliamo la mietitura di tutti i sacrifici viventi offerti a Dio, celebriamo la festa in cui risplende più che mai il corpo di Cristo nella storia. Nella fede viviamo un grande mistero: i morti per Cristo, con Cristo e in Cristo sono con lui viventi e, poiché noi siamo membra del corpo di Cristo ed essi membra gloriose del corpo glorioso del Signore, siamo in comunione gli uni con gli altri, chiesa pellegrinante con chiesa celeste, insieme formanti l’unico e totale corpo del Signore. Ma cos’è la santità, che oggi noi meditiamo e cantiamo quale vocazione di ogni uomo e di ogni donna? La risposta a questa domanda ci viene dal brano evangelico delle beatitudini, le acclamazioni di Gesù con cui si apre il «discorso della montagna» (cf. Mt 5,1-7,27). Le beatitudini non possono essere

Omelia S. Marta Papa Francesco"la speranza cristiana è dinamica e dona vita, liberiamoci da comodi clericalismi"

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La speranza non è ottimismo, ma “un’ardente aspettativa” verso la rivelazione del Figlio di Dio. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nella MessaL di stamani alla Casa Santa Marta. Il Papa ha ribadito che i cristiani devono guardarsi da clericalismi e atteggiamenti comodi, perché la speranza cristiana è dinamica e dona vita. Il servizio di Alessandro Gisotti:
Cos’è la speranza per un cristiano? Papa Francesco ha preso spunto dalle parole di San Paolo, nella Prima Lettura, per sottolineare la dimensione unica della speranza cristiana. Non si tratta di ottimismo, ha avvertito, ma di “un’ardente aspettativa” protesa verso la rivelazione del Figlio di Dio. La creazione, ha detto, è “stata sottoposta alla caducità” e il cristiano vive dunque la tensione tra la speranza e la schiavitù. “La speranza – ha detto riecheggiando San Paolo – non delude, è sicura”. Tuttavia, ha riconosciuto, “non è facile capire la speranza”. Alcune volte, ha affermato, “pensiamo che essere persone di speranza …

Pane quotidiano"Il granello crebbe e divenne un albero."

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VANGELO (Lc 13,18-21)
Il granello crebbe e divenne un albero.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che
cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo
prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli
del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile
al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché
non fu tutta lievitata».
Parola del Signore.
Pensiero:Immagini di grandezza, di potenza e di gloria ci accompagnano quando pensiamo ai regni umani e ai grandi della terra. Gesù viene ancora una volta a sconvolgere i nostri pensieri dicendoci che il Regno di Dio, infinito nella sua grandezza e in tutte le sue perfezioni e simile a un granellino di senapa gettato nell'orto. L'infinitamente grande diventa infinitamente piccolo! È un monito per noi che siamo caduti nel peccato a causa della superbi…

Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa "Dio è fedele alle sue promesse"

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Dio è fedele alle sue promesse
    Consideriamo, o carissimi, come il Signore ci mostri continui esempi della risurrezione futura, della quale ci ha dato una primizia in Gesù Cristo, risuscitandolo dai morti.
    Osserviamo la risurrezione che avviene nella legge del tempo. Il giorno e la notte ci fanno vedere la risurrezione. La notte si addormenta, il giorno risorge. Il giorno se ne va, la notte sopravviene.
    Prendiamo come esempio i frutti. Il seme cos\'è, e come si genera? Il seminatore è uscito e ha sparso sulla terra ciascuno dei semi. Questi, caduti per terra secchi e nudi, marciscono. Poi Dio grande e provvidente li fa risorgere dallo stesso disfacimento, e da un solo seme ne ricava molti, e li porta alla fruttificazione.

31a domenica del tempo ordinario - anno C -

Abazzia Pulsano «Domenica di Zaccheo» XXXI del Tempo Ordinario C

«Domenica di Zaccheo»
XXXI del Tempo Ordinario C
Lc 19,1-10; Sap. 11,23-12,2; Sal 144; 2Ts 1,11-2,2
Antifona d’Ingresso Sal 37,22-23
Non abbandonarmi, Signore mio Dio,
da me non star lontano;
vieni presto in mio aiuto,
Signore, mia salvezza.
Nelle tre suppliche dell’antifona d’ingresso si addensa la tensione del fedele orante per la “Presenza”
del Signore. La prima, in senso negativo, chiede che il Signore non lo abbandoni mai, neppure per un
istante, e la seconda che mai si allontani da lui, neppure per poco (v. 22). Al contrario, la terza epiclesi
chiede al Signore che si affretti a venire in aiuto del suo fedele; che questi senta la sua Presenza, l’unica
Forza che lo porta alla salvezza (v. 23).
La scelta dei versetti qui è qui certamente indicativa della situazione verso cui stiamo camminando, la
parte ormai terminale dell’Anno liturgico: l’attesa della Venuta finale, che sarà il tema dell’ultima

Papa Francesco Omelia S. Marta "Gesù continua a pregare con noi"

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GESÙ CONTINUA A PREGARE PER NOI ANCHE OGGI MOSTRANDO AL PADRE LE SUE PIAGHE ON 28 OTTOBRE 2013. POSTATO IN OMELIE A CASA SANTA MARTA Gesù continua a pregare e a intercedere per noi, mostrando al Padre il prezzo della nostra salvezza: le sue piaghe. E' quanto ha detto Papa Francesco durante la Messa a Santa Marta nel giorno in cui la Chiesa celebra i Santi Simone e Giuda Taddeo, Apostoli.  Al centro dell’omelia è stato il brano del Vangelo in cui Gesù passa tutta la notte pregando il Padre prima di scegliere i dodici Apostoli: "Gesù sistema la sua squadra" – sottolinea il Papa – e subito dopo è attorniato da una grande moltitudine di gente "venuta per ascoltarlo ed essere guarita" perché "da Lui usciva una forza che guariva tutti". Sono i "tre rapporti di Gesù" – osserva Papa Francesco – "Gesù con il Padre, Gesù con i suoi Apostoli e Gesù con la gente". Gesù pregava il Padre per gli Apostoli e per la gente. Ma ancora oggi prega:

Pane Quotidiano "Ne scelse dodici ai quali diede anche il nome di apostoli."

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VANGELO (Lc 6,12-19)
Ne scelse dodici ai quali diede anche il nome di apostoli.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la
notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne
scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale
diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni,
Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone,
detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne
il traditore.

Dal «Commento sul vangelo di Giovanni» di san Cirillo d\'Alessandria, vescovo

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Come il Padre ha mandato me, anch\'io mando voi
    Nostro Signore Gesù Cristo stabilì le guide, i maestri del mondo e i dispensatori dei suoi divini misteri. Volle inoltre che essi risplendessero come luminari e rischiarassero non soltanto il paese dei Giudei, ma anche tutti gli altri che si trovano sotto il sole e tutti gli uomini che popolano la terra. È verace perciò colui che afferma: «Nessuno può attribuirsi questo onore, se non chi è chiamato da Dio» (Eb 5, 4). Nostro Signore Gesù Cristo ha rivestito gli apostoli di una grande dignità a preferenza di tutti gli altri discepoli.
    I suoi apostoli furono le colonne e il fondamento della verità. Cristo afferma di aver dato loro la stessa missione che ebbe dal Padre. Mostrò così la grandezza dell\'apostolato e la gloria incomparabile del loro ufficio, ma con ciò fece comprendere anche qual è la funzione del ministero apostolico.

Preghiera di papa Francesco alla Santa Famiglia

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Gesù, Maria e Giuseppe a voi, Santa Famiglia di Nazareth, oggi, volgiamo lo sguardo con ammirazione e confidenza; in voi contempliamo la bellezza della comunione nell’amore vero; a voi raccomandiamo tutte le nostre famiglie, perché si rinnovino in esse le meraviglie della grazia. Santa Famiglia di Nazareth, scuola attraente del santo Vangelo: insegnaci a imitare le tue virtù con una saggia disciplina spirituale, donaci lo sguardo limpido che sa riconoscere l’opera della Provvidenza nelle realtà quotidiane della vita. Santa Famiglia di Nazareth, custode fedele del mistero della salvezza:

Angelus Papa Francesco" LA PREGHIERA DEL FARISEO E' APPESANTITA DALLA VANITA"

PAPA FRANCESCO: LA PREGHIERA DEL FARISEO E' APPESANTITA DALLA VANITA' - “La preghiera del povero, è la preghiera gradita a Dio che ‘arriva fino alle nubi’, mentre quella del fariseo è appesantita dalla zavorra della vanità”. Lo ha affermato Papa Francesco nell’omelia tenuta in piazza San Pietro per il grande raduno delle famiglie commentando il Vangelo di oggi che “mette in evidenza due modi di pregare, uno falso, quello del fariseo, e l’altro autentico, quello del pubblicano”. "Il fariseo - ha spiegato Francesco - incarna un atteggiamento che non esprime il rendimento di grazie a Dio per i suoi benefici e la sua misericordia, ma piuttosto soddisfazione di sé. Il fariseo si sente giusto, si sente a posto, e giudica gli altri dall’alto del suo piedestallo. Il pubblicano, al contrario, non moltiplica le parole. La sua preghiera è umile sobria, pervasa dalla consapevolezza della propria indegnità, delle proprie miserie: quest’uomo si riconosce bisognoso del perdono di Dio”. “Ne…

Pane Quotidiano "Il pubblicano tornò a casa giustificato, a differenza del fariseo"

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VANGELO (Lc 18,9-14)
Il pubblicano tornò a casa giustificato, a differenza del fariseo.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano
l'intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due
uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro
pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: "O Dio, ti ringrazio
perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e
neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago
le decime di tutto quello che possiedo".
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli
occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: "O Dio, abbi pietà di me

Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa "Dio ordina il mondo con armonia e concordia e fa del bene a tutti"

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Dio ordina il mondo con armonia e concordia
e fa del bene a tutti

    Fissiamo lo sguardo sul padre e creatore di tutto il mondo e immedesimiamoci intimamente con i suoi magnifici e incomparabili doni di pace e con i suoi benefici. Contempliamolo nella nostra mente e scrutiamo con gli occhi dell\'anima il suo amore così longanime. Consideriamo quanto si dimostri benigno verso ogni sua creatura.
    I cieli, che si muovono sotto il suo governo, gli sono sottomessi in pace; il giorno e la notte compiono il corso fissato da lui senza reciproco impedimento. Il sole, la luce e il coro degli astri percorrono le orbite prestabilite secondo la sua disposizione senza deviare dal loro corso, e in bell\'armonia. La terra, feconda secondo il suo volere, produce a suo tempo cibo abbondante per gli uomini, le bestie e tutti gli esseri animati che vivono su di essa, senza discordanza e mutamento alcuno per rapporto a quanto egli ha stabilito. Gli stessi ordinamenti

Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM 27 Ottobre

XXX TEMPO ORDINARIO – 27 ottobre 2013
IL PUBBLICANO TORNO’ A CASA GIUSTIFICATO, A DIFFERENZA DEL FARISEO -
Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM
Lc 18,9-14
In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano
l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non
sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo
pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che
possiedo”.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al
cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché
chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».
“Siate santi perché io sono santo”, questo è l’imperativ…

Pane Quotidiano" Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo".

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VANGELO (Lc 13,1-9)
Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei
Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei
loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei
Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale
sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo
stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di
Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli
abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite,
perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi
nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse
al vignaiolo: "Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su
quest'albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il
terreno?". Ma quello g…

Dai «Discorsi» di san Pietro Crisòlogo, vescovo "Il Verbo, Sapienza di Dio, si è fatto carne"

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Il Verbo, Sapienza di Dio, si è fatto carne
    Il beato Apostolo ci ha fatto sapere che due uomini hanno dato principio al genere umano, cioè Adamo e Cristo. Due uomini uguali riguardo al corpo, ma diversi per merito. Somigliantissimi nelle membra, ma quanto mai diversi per la loro stessa origine. «Il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l\'ultimo Adamo divenne spirito datore di vita» (1 Cor 15, 45).
    Quel primo fu creato da quest\'ultimo, dal quale ricevette l\'anima per vivere. Questi si è fatto da se stesso, perché è tale che non potrebbe aspettare la vita da un altro, egli che è il solo a dare a tutti la vita. Quello fu plasmato da vilissimo fango, questo viene al mondo dal grembo nobilissimo della Vergine. In quello la terra fu trasformata in carne, in questo la carne viene elevata fino a Dio.
    E che più? Questo è il secondo Adamo che plasmò il primo e gli impresse la propria immagine. E così avvenne poi che egli ne prese la natura e il nome, per non d…

Papa Francesco omelia S.Marta Confessarsi non è una seduta psichiatrica, ma dire al Signore: "Sono un peccatore"

Confessarsi non è una seduta psichiatrica, ma dire al Signore: "Sono un peccatore"Nella Messa a Santa Marta, il Papa parla del Sacramento della Riconciliazione e invita a viverlo in concretezza e con la sincerità dei bambini, accogliendo la "grazia della vergogna"Di Salvatore Cernuzio CITTA' DEL VATICANO, 25 Ottobre 2013 (Zenit.org) - La Confessione è stata il centro dell’omelia di Papa Francesco nella Messa di questa mattina a Santa Marta, quel Sacramento che per molti credenti adulti rappresenta uno sforzo insostenibile o un motivo di imbarazzo, tanto che il più delle volte viene evitato o affrontato superficialmente. Confessarsi, invece, è andare incontro all’amore di Gesù Cristo con “sincerità di cuore” e con la “trasparenza dei bambini”, afferma il Papa, accogliendo quella “grazia della vergogna” che fa vivere la Riconciliazione come un dono di Dio.
Per ottenere questo, bisogna avere però il coraggio di non nascondere davanti al confessore i propri peccati…

Commento Ermes Ronchi Domenica 27 Ottobre

Il pubblicano e quel «tu» che salva

(...) «Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo» (...). 
Gesù, rivolgendosi a chi si sente a posto e disprezza gli altri, mostra che non si può pregare e disprezzare, adorare Dio e umiliare i suoi figli, come fa il fariseo. Pregare può diventare in questo caso perfino pericoloso: puoi tornare a casa tua con un peccato in più. Eppure il fariseo inizia la preghiera con le parole giuste: O Dio, ti ringrazio. Ma tutto ciò che segue è sbagliato: ti ringrazio di non essere come gli altri, ladri, ingiusti, adulteri. La sua preghiera non è un cuore a cuore con Dio, è un confronto e un giudizio sugli altri, tutti disonesti e immorali. L'unico che si salva è lui s…

Buona Novella"Sapete valutare l'aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?"

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ANGELO (Lc 12,54-59)
ANGELO (Lc 12,54-59)
Sapete valutare l'aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo
non sapete valutarlo?
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù diceva alle folle: «Quando vedete una nuvola salire
da ponente, subito dite: "Arriva la pioggia", e così accade. E quando
soffia lo scirocco, dite: "Farà caldo", e così accade. Ipocriti! Sapete
valutare l'aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non
sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada
cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti
al giudice e il giudice ti consegni all'esattore dei debiti e costui ti
getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato
fino all'ultimo spicciolo».
Parola del Signore.
Pensiero:Il Vangelo di oggi sottolinea l'esigenza della conversione. Gesù fa appello al discernimento dei segni dei tem…

Dalla «Lettera a Proba» di sant\'Agostino, vescovo "Lo Spirito intercede per noi"

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Lo Spirito intercede per noi
    Chiunque chiede al Signore un\'unica cosa e quella sola cerca di ottenere (cfr. Sal 26, 4), chiede con certezza e sicurezza e non teme che gli possa nuocere quando l\'ha ottenuta. Ma, senza di essa, nulla potrebbe giovargli tutto ciò che avrà ottenuto, pregando come si conviene. Questa cosa è l\'unica e vera vita, la sola beata, perché in essa si godono le delizie del Signore per l\'eternità, dopo di essere divenuti immortali e incorruttibili nel corpo e nell\'anima. È la cosa alla quale va subordinata la domanda di ogni altro dono, l\'unica che non si sbaglierà mai a chiedere. Chiunque avrà conseguito questa vita, avrà tutto ciò che vuole, né potrà desiderare colà di avere cosa che non conviene.
    In essa infatti si trova la sorgente della vita, di cui ora dobbiamo aver sete quando preghiamo, finché viviamo nella speranza e non vediamo ancora quello che speriamo di vedere quando saremo sotto la protezione delle sue ali. Per ora…

Papa Francesco "Prendere sul serio Gesù"

Prendere sul serio Gesù Cristo. No ai "cristiani all'acqua di rosa"A Santa Marta, il Papa ammonisce dall'atteggiamento del "mi dico cristiano, ma vivo da pagano" ed esorta a portare avanti la santificazione operata da Cristo in noi con opere di giustiziaDi Salvatore Cernuzio CITTA' DEL VATICANO, 24 Ottobre 2013 (Zenit.org) - I cristiani ideologi, i cristiani da salotto, i cristiani giustizieri, trionfalisti e chiacchieroni. Ma anche i cristiani senza Cristo e quelli dalla “sindrome di Giona”. E per finire, i cristiani “all’acqua di rose”.  Al di là della Chiesa e della Curia, se c’è una 'riforma' che Papa Francesco sta attuando è quella della coscienza del popolo di Dio, denunciando, con le quotidiane omelie a Santa Marta, le tentazioni e i cliché con cui il cristiano rischia di allontanarsi da Cristo.
Anche oggi, nella Messa nella Domus vaticana, il Santo Padre è stato perentorio: “Non si può essere cristiani a metà cammino” ha detto. C’è un pr…