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Visualizzazione dei post da Novembre, 2013

Pane Quotidiano"Vegliate, per essere pronti al suo arrivo."

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VANGELO (Mt 24,37-44)
Vegliate, per essere pronti al suo arrivo.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo.
Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e
bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui
Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio
e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell'uomo. Allora
due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l'altro lasciato.
Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l'altra
lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro
verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale
ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe
scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che
non immaginate, viene il Figlio dell'uomo».
Parola del Signore
Pensier…

Dalle «Catechesi» di san Cirillo di Gerusalemme"Le due venute di Cristo"

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Le due venute di Cristo
    Noi annunziamo che Cristo verrà. Infatti non è unica la sua venuta, ma ve n\'è una seconda, la quale sarà molto più gloriosa della precedente. La prima, infatti, ebbe il sigillo della sofferenza, l\'altra porterà una corona di divina regalità. Si può affermare che quasi sempre nel nostro Signore Gesù Cristo ogni evento è duplice. Duplice è la generazione, una da Dio Padre, prima del tempo, e l\'altra, la nascita umana, da una vergine nella pienezza dei tempi.
    Due sono anche le sue discese nella storia. Una prima volta è venuto in modo oscuro e silenzioso, come la pioggia sul vello. Una seconda volta verrà nel futuro in splendore e chiarezza davanti agli occhi di tutti.
    Nella sua prima venuta fu avvolto in fasce e posto in una stalla, nella seconda si vestirà di luce come di un manto. Nella prima accettò la croce senza rifiutare il disonore, nell\'altra avanzerà scortato dalle schiere degli angeli e sarà pieno di gloria.

Francesco Follo per la I domenica dell'Avvento"Che sorta di amore per Cristo sarebbe il temere che egli venga?"

Che sorta di amore per Cristo sarebbe il temere che egli venga?" Lettura patristica e spirituale di monsignor Francesco Follo per la I domenica dell'AvventoDi Mons. Francesco Follo PARIGI, 30 Novembre 2013 (Zenit.org) - Monsignor Francesco Follo, osservatore permanente della Santa Sede presso l'UNESCO a Parigi, offre oggi la seguente Lettura patristicae spiritualesulle letture liturgiche per la I.ma domenica dell’Avvento 2013.
***
Discorso 5 sull’Avvento
di San Bernardo di Chiaravalle, abate:
Il Verbo di Dio verrà in noi
“Conosciamo una triplice venuta del Signore. Una venuta occulta si colloca infatti tra le altre due che sono manifeste. Nella prima il Verbo fu visto sulla terra e si intrattenne con gli uomini, quando, come egli stesso afferma, lo videro e lo odiarono. Nell’ultima venuta “ogni uomo vedrà la salvezza di Dio”

Pane Quotidiano"Essi subito lasciarono le reti e lo seguirono"

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VANGELO (Mt 4,18-22)
Essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Parola del Signore Pensiero:Inatteso e rapido li raggiunge un invito sconvolgente: quello di Gesù. Li aggancia, li prende all'amo di un'autorevolezza che doveva trapelare da tutta la sua persona, soprattutto dallo sguardo.

Dalle "Omelie sul vangelo di Giovanni" di san Giovanni Crisostomo",Abbiamo trovato il Messia"

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Abbiamo trovato il Messia
    Andrea, dopo essere restato con Gesù e aver imparato tutto ciò che Gesù gli aveva insegnato, non tenne chiuso in sé il tesoro, ma si affrettò a correre da suo fratello per comunicargli la ricchezza che aveva ricevuto. Ascolta bene cosa gli disse: "Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)" (Gv 1,41). Vedi in che maniera notifica ciò che aveva appreso in poco tempo? Da una parte mostra quanta forza di persuasione aveva il Maestro sui discepoli, e, dall'altra, rivela il loro interessamento sollecito e diligente circa il suo insegnamento.
    Quella di Andrea è la parola di uno che aspettava con ansia la venuta del Messia, che ne attendeva la discesa dal cielo, che trasalì di gioia quando lo vide arrivare, e che si affrettò a comunicare agli altri la grande notizia.

Omelia di S.E.R. Card. Angelo Scola, Arcivescovo di Milano«Andarono senza indugio» (Lc 2,16)

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Arcidiocesi di Milano

«Andarono senza indugio» (Lc 2,16)
II domenica d’AvventoI figli del Regno Popoli tutti, acclamate il Signore Bar 4,36 – 5,9; Sal 99; Rm 15,1-13; Lc 3,1-18Duomo di Milano, 24 novembre 2013
Omelia di S.E.R. Card. Angelo Scola, Arcivescovo di Milano

1. La nostra prima attività è ricevere «Guarda a oriente, Gerusalemme, osserva la gioia che ti viene (Avvento) da Dio. … Dio ha deciso di spianare ogni alta montagna e le rupi perenni, di colmare le valli livellando il terreno, perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio» (Lettura, Bar 4,36. 5,7). Il profeta Baruc dà per certo che Dio rinnova fedelmente, costantemente la sua promessa. Egli sa che il cuore dell’uomo, magari in modo confuso e ribelle, è sempre in attesa di qualcosa, o meglio di Qualcuno. «Solo il precedere di Dio rende possibile il camminare nostro, il cooperare nostro, che è sempre un cooperare, non una nostra pura decisione” (Benedetto XVI, Meditazione al Sinodo sulla Nuova evangelizzazione, 8 ottobre …

Michele Ziccheddu, OFM"La dimenticanza di Dio"

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La dimenticanza di Dio
Uno starec russo diceva: l'uomo pecca perché non si ricorda che Dio è presente. Se avesse il Signore sempre in mente, si vergognerebbe dei suoi pensieri e delle sue azioni e starebbe più vigilante per non cadere. La dimenticanza di Dio è certamente un grande male, sia quando l'uomo s'allontana dal Signore, volontariamente e consapevolmente, sia quando si distrae per andar dietro a cose vane. La distrazione, anche se spesso è involontaria e incolpevole, è comunque una forma se pur momentanea di dimenticanza di Dio. E' vero che fino a quando un discepolo di Gesù, non ha raggiunto una relazione con Lui, abbastanza stabile, è soggetto a vagare con la mente e con i sensi, ed è impossibile pensare a Dio continuamente, ma è anche vero a ben guardare, che quasi tutti i peccati si compiono proprio in questi momenti di svago, quando l'attenzione e la vigilanza spirituale si sono allentati. A noi pare d'esserci trovati nell'occasione pericolosa, …

Omelia a Santa Marta, papa Francesco esorta a pensare "secondo Dio" e non "secondo i propri gusti"

Il "pensiero debole" non è adatto per comprendere i "segni dei tempi" Durante l'omelia a Santa Marta, papa Francesco esorta a pensare "secondo Dio" e non "secondo i propri gusti"Di Luca Marcolivio CITTA' DEL VATICANO, 29 Novembre 2013 (Zenit.org) - Un cristiano non cede al “pensiero debole” perché “pensa secondo Dio”. Lo ha detto papa Francesco durante l’omelia di stamattina alla Casa Santa Marta.
Illustrando il Vangelo di oggi (Lc 21,29-33), il Pontefice ha messo in luce come i “segni dei tempi” siano incomprensibili per i farisei, dal momento in cui Gesù – e con lui tutti i cristiani – non pensa solo con la testa ma anche con il cuore e con “lo spirito che ha dentro”: soltanto così è possibile comprendere “il passo di Dio nella storia”.
Non a caso, con i discepoli di Emmaus, Gesù usa, ammonendoli, l’espressione “stolti e tardi di cuore”. Il Signore, infatti, desidera che noi comprendiamo “cosa succede nel mio cuore, cosa succede nella…

Commento Paolo Curtaz Domenica 1 Dicembre

01 dicembre 2013 - Come Noè Di già?
Riparte l’avvento, l’anno liturgico nuovo, il percorso verso il Natale.
Ciò significa che fra un mese saremo di nuovo a tavola ad aprire i doni e a farci gli auguri.
Almeno chi ha qualcuno con cui sedersi e quattro soldi per comprare un regalo.
E ci guardiamo intorno, spaesati, come chi, dopo una lunga notte di battaglia, vede il bagliore dell’aurora a oriente. Siamo troppo stanchi per gioire. Troppe ferite da curare. Troppa emorragia di speranza per prendere sul serio i poco convinti inviti alla gioia che cominciamo a vedere in televisione.
Arriva Natale, certo, e noi qui in mezzo al campo di battaglia.
Intenti a cercare il fine, non a invocare la fine.
Abbiamo assoluto bisogno di fermarci, almeno qualche minuto, di guardare dove stiamo andando, di trovare un filo a cui appendere, come dei panni, tutte le nostre vicende.
Oggi inizia l’avvento: ne avevo bisogno, sincera mente. Anelito
Sono quattro settimane che ci preparano al Natale, un’arca si salvezza che …

Avvento Ermes Ronchi

Avvento, un tempo per desiderare

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «[...] Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo». 
Inizia l'«Avvento», un termine latino che significa avvicinarsi, camminare verso... Tutto si fa più prossimo, tutto si rimette in cammino e si avvicina: Dio, noi, l'altro, il nostro cuore

L’Ordine Serafico è stato in ogni tempo focolare di santità: questo è il motivo della sua vitalità spirituale che lo fa perennemente rifiorire

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> L’Ordine Serafico è stato in ogni tempo focolare di santità: questo è il motivo della sua vitalità spirituale che lo fa perennemente rifiorire. I suoi figli Santi (del primo, secondo e terzo Ordine) appartengono ad ogni condizione sociale e ad ogni popolo. Ci sono martiri, dottori, sacerdoti, fratelli religiosi, laici, vergini, sante donne... Una moltitudine immensa radunata intorno al grande Poverello, «recante il segno del Dio vivo».
> La festa di tutti i Santi dell’Ordine Francescano si celebra in questo giorno, perché il 29 novembre 1223, Onorio III confermò solennemente la Regola di  Francesco, già approvata verbalmente nel 1209 da Innocenzo III. L’originale della Regola è conservato tra le reliquie nella Basilica di S. Francesco in Assisi.    
> Impariamo a prediligere le cose umili
>
> Dalla «Apologia pauperum» di san Bonaventura vescovo
> (c. 3, nn. 8-10 - Quaracchi, VIII, 246-247)
>
Il nostro Salvatore quando dice: «Beati i poveri in spirito» ci invita alla pe…

Pane Quotidiano"Quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino."

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VANGELO (Lc 21,29-33)
Quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è
vicino.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano,
capite voi stessi, guardandoli, che ormai l'estate è vicina. Così anche
voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio
è vicino.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto
avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non
passeranno».
Parola del Signore.
Pensiero:Oggi, il Vangelo ci solleva lo spirito con una parabola piena di speranza. Gesù invita gli ascoltatori a osservare il fico e gli altri alberi: quando si sono svegliati dal sonno dell'inverno, si conosce che l'estate è ormai vicina; c'è un clima di freschezza e speranza.

Dal trattato «Sulla morte» di san Cipriano,"Cacciata la paura della morte, pensiamo all'immortalità"

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Cacciata la paura della morte,
pensiamo all'immortalità

    Non dobbiamo fare la nostra volontà, ma quella di Dio. È una grazia che il Signore ci ha insegnato a chiedere ogni giorno nella preghiera. Ma è una contraddizione pregare che si faccia la volontà di Dio, e poi, quando egli ci chiama e ci invita ad uscire da questo mondo, mostrarsi riluttanti ad obbedire al comando della sua volontà! Ci impuntiamo e ci tiriamo indietro come servitori caparbi. Siamo presi da paura e dolore al pensiero di dover comparire davanti al volto di Dio. E alla fine usciamo da questa vita non di buon grado, ma perché costretti e per forza. Pretendiamo poi onori e premi da Dio dopo che lo incontriamo tanto di malavoglia!
    Ma allora, domando io, perché preghiamo e chiediamo che venga il regno dei cieli, se continua a piacerci la prigionia della terra? Perché con frequenti suppliche domandiamo ed imploriamo insistentemente che si affretti a venire il tempo del regno, se poi coviamo nell'animo maggio…

Il ritorno a Dio

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Il ritorno a Dio


Illuminata ormai sulla propria condizione umana, toccata nel profondo del cuore dalla grazia divina, questa persona è ormai decisa, come il figliol prodigo a ritornare alla casa paterna con l'intenzione di umiliarsi, chiedere perdono a quel Padre da cui si era allontanata. Si avvia verso casa ripercorrendo la stessa strada che l'ha portata via, ma con uno stato d'animo diverso. Questo cammino di ritorno o riavvicinamento o come altre volte viene chiamato: conversione, è uno stato di purificazione da tutti i vizi e i mali che l'avevano separata, non solo fisicamente, ma soprattutto spiritualmente e affettivamente dal padre e resa impura. Dal momento del risveglio della coscienza e del proposito di convertirsi si entra nello stato di purificazione, percorrendo il quale l'anima viene purificata dal male, illuminata nel bene e gradualmente disposta ad unirsi misticamente con il Signore. A questo punto l'anima viene presa da una santa inquietudine e …

I Testi Biblici

La seconda vita di Etty HILLESUM

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HILLESUM La seconda vita di Etty Il 30 novembre saranno settant’anni dalla morte di Etty Hillesum, ebrea olandese di 29 anni vittima dell’Olocausto a Auschwitz. Settant’anni non sono pochi per la memoria degli uomini, e molti grandi nomi, dopo un tale lasso di tempo, sono dimenticati. Etty Hillesum invece, di cui quasi niente si sapeva nel’immediato dopoguerra, conosce con il suo Diarioe le sue Lettere una sorta di nuova vita; capace com’è di sedurre e affascinare lettori di oggi, che anagraficamente potrebbero essere suoi nipoti e che pure trovano in lei, singolarmente, una contemporanea, con le stesse domande e le stesse speranze nel cuore. Infatti da poco Adelphi ha pubblicato la edizione integrale del Diario e in questi giorni esce l’integrale delle Lettere, mentre fino a ora in Italia si erano lette solo edizioni parziali.

Già sufficienti, comunque, per suscitare con un passaparola fra lettori, e più ancora lettrici, quello che si potrebbe definire un innamoramento per la Hillesu…

Papa Francesco mette in guardia dal "pensiero unico" e dalla "fratellanza da laboratorio"

"Dialogare non significa cedere a compromessi sulla fede cristiana" Ricevendo in udienza i partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, papa Francesco mette in guardia dal "pensiero unico" e dalla "fratellanza da laboratorio"Di Luca Marcolivio CITTA' DEL VATICANO, 28 Novembre 2013 (Zenit.org) - Al termine di una mattinata fitta di incontri ed udienze, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, papa Francesco ha ricevuto i partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, convocata sul tema Membri di differenti tradizioni religiose nella società.
Il Santo Padre ha sottolineato innanzitutto il valore della “promozione  dell’amicizia” e del “rispetto tra uomini e donne di diverse tradizioni religiose”, in un mondo diventato “più piccolo”, ovvero sempre più caratterizzato da viaggi, migrazioni e relazioni tra popoli molto diversi per cultura, etnia e religione.
“Questa realtà – ha …

Nella Messa a Santa Marta, il Papa avverte dalla tentazione del mondo di rendere la religione "un fatto privato"

Adorare Dio, nonostante il divieto del mondo Nella Messa a Santa Marta, il Papa avverte dalla tentazione del mondo di rendere la religione "un fatto privato". E incoraggia ad avere fiducia in Cristo che ha vinto la battaglia con il maleDi Salvatore Cernuzio CITTA' DEL VATICANO, 28 Novembre 2013 (Zenit.org) - Dai crocifissi tolti nelle scuole, fino alle persecuzioni contro i cristiani, sembra che il mondo voglia ‘soffocare’ la religione fino a renderla “una cosa privata”. Papa Francesco, oggi a Santa Marta, lo ha detto esplicitamente: “Non si può parlare di religione, è una cosa privata, no? Di questo pubblicamente non si parla. I segni religiosi sono tolti. Si deve obbedire agli ordini che vengono dai poteri mondani. Si possono fare tante cose, cose belle, ma non adorare Dio”.
I “poteri mondani” ha detto il Santo Padre impongono una sorta di “divieto di adorazione”. E spesso anche gli stessi cristiani, per debolezza o poca fede, cedono a questa “tentazione universale”, …

Pane Quotidiano"Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti."

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VANGELO (Lc 21,20-28)
Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non
siano compiuti.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che
la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea
fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino,
e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti
saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si
compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che
allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo
popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte
le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei
pagani non siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra
angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre
gli uomini moriranno per la…

«Omelie sul vangelo di Matteo» di san Giovanni Crisostomo "Se saremo agnelli vinceremo, se lupi saremo vinti"

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Se saremo agnelli vinceremo,
se lupi saremo vinti

    Finché saremo agnelli, vinceremo e, anche se saremo circondati da numerosi lupi, riusciremo a superarli. Ma se diventeremo lupi, saremo sconfitti, perché saremo privi dell\'aiuto del pastore. Egli non pasce lupi, ma agnelli. Per questo se ne andrà e ti lascerà solo, perché gli impedisci di manifestare la sua potenza.
    È come se Cristo avesse detto: Non turbatevi per il fatto che, mandandovi tra i lupi, io vi ordino di essere come agnelli e colombe. Avrei potuto dirvi il contrario e risparmiarvi ogni sofferenza, impedirvi di essere esposti come agnelli ai lupi e rendervi più forti dei leoni. Ma è necessario che avvenga così, poiché questo vi rende più gloriosi e manifesta la mia potenza. La stessa cosa diceva a Paolo: «Ti basta la mia grazia, perché la mia potenza si manifesti pienamente nella debolezza» (2 Cor 12, 9). Sono io dunque che vi ho voluto così miti.

Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM" VEGLIATE PER ESSERE PRONTI AL SUO ARRIVO"

I DOMENICA AVVENTO – 1 dicembre 2013
VEGLIATE PER ESSERE PRONTI AL SUO ARRIVO - Commento al Vangelo di p.
Alberto Maggi OSM
Mt 24,37-44
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti,
come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano
moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si
accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la
venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà
portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata
via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà.
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte
viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche
voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio

Papa Francesco"Udienza Generale"

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno e complimenti perché siete coraggiosi con questo freddo in piazza. Tanti complimenti. Desidero portare a termine le catechesi sul “Credo”, svolte durante l’Anno della Fede, che si è concluso domenica scorsa. In questa catechesi e nella prossima vorrei considerare il tema della risurrezione della carne, cogliendone due aspetti così come li presenta il Catechismo della Chiesa Cattolica, cioè il nostro morire e il nostro risorgere in Gesù Cristo. Oggi mi soffermo sul primo aspetto, «morire in Cristo». 1. Fra noi comunemente c’è un modo sbagliato di guardare la morte. La morte ci riguarda tutti, e ci interroga in modo profondo, specialmente quando ci tocca da vicino, o quando colpisce i piccoli, gli indifesi in una maniera che ci risulta “scandalosa”. A me sempre ha colpito la domanda: perché soffrono i bambini?, perché muoiono i bambini? Se viene intesa come la fine

Comunità Marango"Consapevoli dell’amore"

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Consapevoli dell’amore L'Avvento inizia con un preciso avvertimento: essere «consapevoli del momento» (seconda Lettura). Non si riferisce ad una data e una situazione precisa: il termine parla di una «tempo favorevole». Paolo lo aveva indicato in un passo precedente della lettera ai Romani (5,6ss): «Quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito (stesso termine) Cristo morì per gli empi». E questa morte ha avuto un preciso significato: «Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi» (Rm 5,8). La situazione favorevole, dunque, è quella data dalla morte di Cristo per tutti noi poveri peccatori. In questo modo Egli ha realizzato e dimostrato l'amore di Dio per gli uomini. Di questo tempo e di questa situazione dobbiamo essere consapevoli sempre di più: dell'amore di Dio dimostrato in Gesù Cristo. E’ questa la nostra apertura di fede ai tempi finali e definitivi a cui ci orienta l’inizio dell’Avvento. Tutte e t…

Pane Quotidiano"Sarete odiati da tutti a causa del mio nome"

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VANGELO (Lc 21,12-19)
Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del
vostro capo andrà perduto.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle
sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a
causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi
darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno
resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli
amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del
mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».
Parola del Signore.
Pensiero:Gesù non annuncia ai suoi un cammino cosparso di fiori. Mette anzi in evidenza il fatto che non ci sarà consenso e plauso circa il loro decidersi a seguir…

Dalle «Omelie» attribuite a san Macario"L'anima che non è dimora di Cristo è infelice"

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L'anima che non è dimora di Cristo è infelice
    Una volta Dio, adirato contro i Giudei, diede Gerusalemme in balia dei loro nemici. Così caddero proprio sotto il dominio di coloro che essi odiavano e si trovarono nell'impossibilità di celebrare i giorni festivi e di offrire sacrifici. Nello stesso modo, Dio, adirato contro un'anima che trasgredisce i suoi precetti, la consegna ai suoi nemici, i quali, dopo averla indotta a fare il male, la devastano completamente. Una casa, non più abitata dal padrone, rimane chiusa e oscura, cadendo in abbandono; di conseguenza si riempie di polvere e di sporcizia. Nella stessa condizione è l'anima che rimane priva del suo Signore. Prima tutta luminosa della sua presenza e del giubilo degli angeli, poi si immerge nelle tenebre del peccato, di sentimenti iniqui e di ogni cattiveria.
    Povera quella strada che non è percorsa da alcuno e non è rallegrata da alcuna voce d'uomo! Essa finisce per

Enzo Bianchi entrare nell'Avvento

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Entrare nell'Avvento
...C’è una salvezza portata da Cristo che noi conosciamo nella remissione dei peccati, ma la salvezza piena - nostra, di tutti gli uomini e di tutto l’universo – non è ancora venuta...
Entriamo nel tempo dell’avvento, il tempo della memoria, dell’invocazione e dell’attesa della venuta del Signore. Nella nostra professione di fede noi confessiamo: “Si è incarnato, patì sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto, discese agli inferi, il terzo giorno risuscitò secondo le Scritture, verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti”. La venuta del Signore fa parte integrante del mistero cristiano perché il giorno del Signore è stato annunciato da tutti i profeti e Gesù più volte ha parlato della sua venuta nella gloria quale Figlio dell’Uomo, per porre fine a questo mondo e inaugurare un cielo nuovo e una terra nuova. Tutta la creazione geme e soffre come nelle doglie del parto aspettando la sua trasfigurazione e la manifestazione dei figli di Dio (cf. Rm 8,19ss.): la…

COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di Mons. Remo Bonola Domenica 01/12/2013

COMMENTO ALLE LETTURE
Commento a cura di Mons. Remo Bonola

Mai come oggi il mondo ha bisogno di un supplemento di speranza. Ma per ottenerlo: quali vie da seguire? E quali prese di coscienza sono necessarie?
1. Un supplemento di speranza per il mondo d'oggi.
Scrive il profeta Isaia: " Alla fine dei giorni [...] verranno molti popoli e diranno: < Venite, saliamo al Tempio del Dio di Giacobbe, perché Egli ci indichi le sue vie e possiamo camminare sui suoi sentieri>. (1? lettura)
Il profeta, alludendo alla futura venuta del Messia, (= alla fine dei giorni) ci dice che verrà un tempo nel quale il Monte Sion, sul quale sorge Gerusalemme diverrà:
1. Polo di attrazione per tutti i popoli
2. Segno di pacificazione generale (Gerusalemme = città della pace).
Ma a quali condizioni? Isaia ne segnala due: lasciarsi indicare da Dio:
1. Le sue vie e
2. Come percorrerle.
1. Le vie e i sentieri di Dio:
2. Per quanto riguarda la Parola di Dio, questa ci propone i Comandamenti e le Beatitudini, come…

Paolo Curtaz "Commento al vangelo del 1 dicembre 2013"

Commento di don Fabio Rosini al vangelo della 1° Domenica di Avvento A

Il Papa: il momento è dell'uomo, il tempo è di Dio ed è Lui che lo illumina con la speranza

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2013-11-26 Radio Vaticana L’uomo può credersi sovrano del momento, ma solo Cristo è padrone del tempo. Lo ha affermato Papa Francesco all’omelia della Messa di stamattina, celebrata in Casa Santa Marta. Il Papa ha indicato nella preghiera la virtù per discernere ogni singolo momento della vita e nella speranza in Gesù quella per guardare alla fine del tempo. Il servizio di Alessandro De Carolis:
Due consigli, per capire lo scorrere del presente e prepararsi alla fine dei tempi:

Pane Quotidiano"Non sarà lasciata pietra su pietra."

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VANGELO (Lc 21,5-11)
Non sarà lasciata pietra su pietra.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di
belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali,
di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà
distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale
sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di
non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo:
"Sono io", e: "Il tempo è vicino". Non andate dietro a loro! Quando
sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima
devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro
regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze;
vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo».
Parola del Signore.
Pensiero:Il tempio di Gerusalemme, ai tempi di Gesù, s…

Dai «Trattati su Giovanni» di sant\'Agostino"Verrai alla sorgente, vedrai la stessa luce"

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Verrai alla sorgente, vedrai la stessa luce
    A paragone degli infedeli, noi cristiani siamo ormai luce. Perciò dice l\'Apostolo: «Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore; comportatevi perciò come i figli della luce» (Ef 5, 8). E altrove disse: «La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente come in pieno giorno» (Rm 13, 12-13).
    Ma poiché, in confronto di quella luce alla quale stiamo per giungere, anche il giorno in cui ci troviamo è quasi notte, ascoltiamo l\'apostolo Pietro. Egli ci dice che a Cristo Signore dalla divina maestà fu rivolta questa parola: «Tu sei il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Questa voce, prosegue, noi l\'abbiamo udita scendere dal cielo, mentre eravamo con lui sul santo monte» (2 Pt 1, 17-18). Noi però non c\'eravamo sul monte e

Papa Francesco"Il coraggio delle scelte definitive"

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2013-11-25 L’Osservatore Romano Quante volte i cristiani — quelli che sono «perseguitati oggi» o anche soltanto «mamme e padri di famiglia» — si trovano in «situazioni al limite»? E, costretti a fare scelte definitive, scelgono comunque il Signore? Se lo è chiesto Papa Francesco all’omelia della messa celebrata lunedì mattina, 25 novembre, a Santa Marta, sottolineando che si tratta comunque di una scelta difficile, per la quale dobbiamo chiedere a Dio la «grazia del coraggio». Il Pontefice si è riferito innanzitutto al brano liturgico tratto dal libro del profeta Daniele (1,1-6; 8-20), nel quale si narra di alcuni giovani che hanno trovato il coraggio di rifiutare cibo contaminato imposto dal re e sono riusciti a ottenere di essere nutriti di nascosto solo ad acqua e verdura. Il Signore ripaga questa loro fedeltà aiutandoli a sviluppare un fisico e una mente più agili di tutti gli altri, tanto da farsi prediligere dal re stesso. Quei giovani, ha notato il Santo Padre, erano «al limit…

Abazzia Pulsano"Domenica «della venuta del figlio dell’uomo» I Dom. di Avvento A "

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Domenica «della venuta del figlio dell’uomo» I Dom. di Avvento A
Mt 24,37-44 (leggi 24,36-44); Is 2,1-5; Sal 121; Rm 13,11-14  
Antifona d'Ingresso Sal 24,1-3 A te, Signore, elèvo l'anima mia, Dio mio, in te confido: che io non sia confuso. Non trionfino su di me i miei nemici. Chiunque spera in te non resti deluso.
Il salmo 24 «Ad Te levavi animam meam», è la celebre Antifona che inaugura la celebrazione eucaristica dell'Avvento, dell'anno liturgico, di tutto l'anno, in oblazione ininterrotta. Per questo motivo il Sal 24 è chiamato “tromba d’Avvento. In questo salmo alfabetico (la prima parola di ogni versetto inizia con una lettera diversa, seguendo l’ordine alfabetico ebraico) le caratteristiche dominanti sono quelle di una supplica individuale (vv. 1-3.6-7.16-22) e di fiducia nell’aiuto divino (vv. 12-15). Il salmista sà che Dio è più grande del suo peccato e da Lui può venire l’istruzione salutare che lo porterà a ritrovare il giusto cammino (vv. 4.5.8.9). N…

Pane Quotidiano"Vide una vedova povera, che gettava due monetine."

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VANGELO (Lc 21,1-4)
Vide una vedova povera, che gettava due monetine.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le
loro offerte nel tesoro del tempio.
Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In
verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti.
Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro
superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che
aveva per vivere».
Parola del Signore.
Pensiero:La vedova del vangelo di oggi, protagonista inattesa, è lodata dal Signore per quel suo gesto

Dai «Discorsi» di san Leone Magno"Quale la prestazione, tale il compenso"

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Quale la prestazione, tale il compenso
    Il Signore dice: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli» (Mt 5, 20). Ma come potrà abbondare la giustizia, se la misericordia non trionfa sul giudizio? (cfr. Gc 2, 13). È giusto e conveniente che la creatura imiti il suo creatore, la copia il suo modello, ad immagine e somiglianza del quale è stata fatta. Orbene Dio fa consistere la riparazione e la santificazione dei credenti nella remissione dei peccati. Rimessi i peccati, cessa la severità della vendetta e viene sospesa ogni punizione, il colpevole viene restituito all\'innocenza e la fine del peccato diventa inizio della nuova santità. L\'uomo deve fare come Dio.
    La giustizia cristiana può superare quella degli scribi e dei farisei, non svuotando la legge, ma rifiutandone ogni

Catechesi di padre Ettore Rebellato "Documento del Concilio: Dei Verbum"

RIVELAZIONE, TRADIZIONE, SACRA SCRITTURA
DIO HA VOLUTO “ FARE STORIA “ CON L' UOMO
Documento del Concilio: Dei Verbum

INTRODUZIONE

“ E danzando canteranno: Sono in te tutte le mie sorgenti “  ( Sal 87,7 )
“ Attingerete  acqua con gioia alle sorgenti della salvezza “  ( Is 12,3 )
 La Costituzione DEI VERBUM  del Concilio Vaticano II presenta la  “ Sorgente della Vita e della Salvezza per l'uomo “ e le due Vie per accostarvici:
la Divina Rivelazione ( = la sorgente c'è ), la Tradizione e la Sacra Scrittura( = le vie )
“ Il Concilio intende proporre la genuina dottrina sulla divina rivelazione e la sua trasmissione affinchè, per l’annuncio della salvezza, il mondo intero ascoltando creda, credendo speri, sperando ami “ DV1
La Sorgente: Dio.
La persona che riceve: l'Uomo.
Il mediatore, il tramite: Gesu' Cristo.
Il mezzo: la Chiesa

DIO HA VOLUTO “ FARE STORIA “ CON L' UOMO
 Dopo il peccato di Adamo “  il Signore è là, mai abbandona il Suo popolo! Perché il Signore, …