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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2014

Padre Romeo Ballan "Cristo, salvezza e luce per tutti i popoli"

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Riflessioni
La festa della Presentazione del Signore Gesù al tempio conclude liturgicamente il ciclo delle feste natalizie. Fino a qualche decennio fa', l'accento delle riflessioni e commenti spirituali su questo mistero gaudioso del Rosario (il quarto) era posto sulla Purificazione legale di Maria dopo il parto, secondo "la Legge del Signore" nel Primo Testamento. Dopo la riforma conciliare della liturgia, l'accento della festa è spostato sulla Presentazione del Signore Gesù. Essendo festa del Signore, quindi, prende il posto della domenica, come accade quest'anno.
Il profeta Malachia (I lettura) presenta l'entrata del Signore nel suo tempio come un momento glorioso, con un compito purificatore "come il fuoco del fonditore e come la lisciva

Pane Quotidiano"Chi è costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?

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VANGELO (Mc 4,35-41)
+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».
Parola del Signore
Meditazione del giorno
Santa Faustina Kowalska (1905-1938), religiosa
Giornale, § 1322
“Perché siete così paurosi?”

Gaudium et spes"Il mistero della morte"

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Il mistero della morte

    In faccia alla morte l\'enigma della condizione umana diventa sommo. Non solo si affligge, l\'uomo, al pensiero dell\'avvicinarsi del dolore e della dissoluzione del corpo, ma anche, ed anzi più ancora, per il timore che tutto finisca per sempre. Però l\'istinto del cuore lo fa giudicare rettamente, quando aborrisce e respinge l\'idea di una totale rovina e di un annientamento definitivo della sua persona. Il germe dell\'eternità, che porta

ORDINE FRANCESCANO SECOLARE FRATERNITA’ DI SCHIO"“FRATERNITA’ PRIMO LUOGO DI CONVERSIONE E PRIMA FORMA DI EVANGELIZZAZIONE”

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ORDINE FRANCESCANO SECOLARE FRATERNITA’ DI SCHIO
INCONTRO DI FRATERNITA’ APERTO A TUTTI 29 GENNAIO 2014
PERCORSO BIBLICO TERZA TAPPA
“FRATERNITA’ PRIMO LUOGO DI CONVERSIONE E PRIMA FORMA DI EVANGELIZZAZIONE”
Preghiamo assieme
Preghiera allo Spirito Santo ( San Francesco d'Assisi )
Dio onnipotente,
eterno, giusto e misericordioso,
concedi a me misero
di fare sempre, per grazia tua,
quello che tu vuoi,
e di volere sempre
quel che a te piace.

Purifica l'anima mia
perchè, illuminato
dalla luce dello Spirito Santo
e acceso dal suo fuoco,
possa seguire
l'esempio del Figlio tuo
e nostro Signore Gesù Cristo.

Donami di giungere,

Marco Pozza "Le tortore o Dio? Il sacerdote sceglie le tortore "

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Presentazione del Signore (02/02/2014)
Vangelo: Lc 2,22-40
Due tortore per la purificazione e un pugno di sicli d'argento in mano per il riscatto del primogenito. Quanto basta perché quel Bambino - quaranta giorni dopo la sorpresa di Betlemme - "pur essendo nella condizione di Dio, non ritenga un privilegio l'essere come Dio " (Fli 2,5-6). Un Dio nascosto, feriale, quotidiano: Nazareno prima che Cristo. Dritti al tempio, magari sul ciuchino ch'era già stato mezzo di trasporto e di salvezza oltre il deserto, nell'Egitto dei profughi e della salvezza accorsa. Un ciuco per irridere Erode Il Pancione. Ieri a Betlemme, prima ancora a Nazareth; poi in Egitto e oggi al Tempio: perché nessuno possa dire d'aver veduto l'Eterno prendere qualche scorciatoia. Un giorno la Legge Lui la

Alberto Brignoli " Nunc dimittis... "

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Presentazione del Signore (02/02/2014)
Vangelo: Lc 2,22-40
Quanto dev'essere faticoso, a volte, dover vivere fino alla morte. Finché si è giovani, tutto questo pare assurdo: vivere non è una fatica, vivere è una gioia, è una grazia, è un'opportunità nuova ogni giorno, è la possibilità quotidiana di fare nuove esperienze, di costruire qualcosa di grande. Poi però il tempo passa, molti sogni stentano a farsi realtà, le esperienze negative influiscono sulle nostre scelte, e si resta disincantati di fronte alle opportunità che ci si presentano dinnanzi. Arriva un momento in cui addirittura si smette di provare esperienze nuove, ci si accomoda su ciò

Omelia S. Marta, Papa Francesco: se perdiamo il senso di Dio, il peggiore dei peccati ci appare una piccolezza

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Quando viene meno la presenza di Dio tra gli uomini, “si perde il senso del peccato” e così può accadere di far pagare ad altri il prezzo della nostra “mediocrità cristiana”. Lo ha affermato oggi Papa Francesco all’omelia della Messa mattutina in Casa Santa Marta. Chiediamo a Dio, ha esortato il Papa, la grazia che in noi non diminuisca mai la presenza “del suo Regno”. Il servizio di Alessandro De Carolis:
Un peccato grave, come ad esempio l’adulterio, derubricato a “problema da risolvere”. La scelta che compie il re Davide, narrata nella prima Lettura di oggi, diventa lo specchio davanti al quale Papa Francesco pone la coscienza di ogni cristiano. Davide si invaghisce di Betsabea, moglie di Uria, un suo generale, gliela prende e spedisce il marito in prima linea in battaglia, causandone la morte e di fatto perpetrando un assassinio. Eppure, adulterio e omicidio non lo

Commento al Vangelo del 26 gennaio 2014 – Congregazione per il Clero

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III Domenica del Tempo Ordinario
Iniziativa di Dio e risposta dell’uomo danno forma all’eterno dialogo che percorre la storia d’amore tra Dio e l’umanità, dalla creazione ad oggi. È questo un dialogo segnato anche dal rifiuto dell’uomo, a causa del peccato e, quindi, dalla conseguente necessità che venga ricucito lo strappo creatosi, che crea nell’uomo la sensazione di essere solo ed abbandonato in un vivere quotidiano senza senso e spesso buio. Il nostro peccato personale fa sì che ogni tanto questo sia anche lo stato d’animo, con il quale ci rechiamo alla

Paolo Curtaz"Presentazione al tempio di Gesù"

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Nel passato in questa giornata si benedivano i ceri che servivano ad illuminare le nostre chiese quando ancora non esisteva l’illuminazione elettrica. E sempre questa giornata, ancora oggi, rappresenta un momento importante per le persone consacrate che rinnovano la loro totale adesione a Cristo, il dono di sé al Padre, gesto richiamato dalla presentazione al tempio di Gesù.
E il valore di questa festa è rimasto talmente inciso nella memoria della liturgia che quest’anno, cadendo di domenica, finisce col sostituirla.
È una festa che richiama il tempo di Natale appena concluso, festa dal sapore sacro che odora di incenso: con la fantasia rivediamo le alte colonne che sorreggevano il portico di Salomone e i vasti cortili lastricati che

Don Mauro Pozzi"RICONOSCERLO"

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Nella notte della fuga dall’Egitto si era abbattuta sul popolo del Nilo la decima piaga: la morte dei primogeniti. I bambini degli Ebrei erano stati risparmiati grazie al sangue dell’agnello che segnava gli stipiti delle porte delle loro case. Da allora i primogeniti del bestiame e della prole erano considerati sacri al Signore per cui andavano riscattati con un sacrificio. Nel caso di un bambino la legge prescriveva il sacrificio di due tortore o due giovani colombe. Maria e Giuseppe, ebrei osservanti, vanno a Gerusalemme per compiere il rito come molti altri genitori, il Tempio era infatti l’unico luogo di culto, per cui molti altri genitori e bambini saranno stati

Pane Quotidiano"L’uomo getta il seme e dorme; il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa."

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VANGELO (Mc 4,26-34)
+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegav…

Dalle «Lettere» di san Giovanni Bosco"Imitare Gesù e lasciarsi guidare dall\'amore"

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Se vogliamo farci vedere amici del vero bene dei nostri allievi, ed obbligarli a fare il loro dovere, bisogna che voi non dimentichiate mai che rappresentate i genitori di questa cara gioventù, che fu sempre tenero oggetto delle mie occupazioni, dei miei studi, del mio ministero sacerdotale, e della nostra Congregazione salesiana. Se perciò sarete veri padri dei vostri allievi, bisogna che voi ne abbiate anche il cuore; e non veniate mai alla repressione o punizione senza ragione e senza giustizia, e solo alla maniera di chi vi si adatta per forza e per compiere un dovere.
    Quante volte, miei cari figliuoli, nella mia lunga carriera ho dovuto persuadermi di questa grande verità! È certo più facile irritarsi che pazientare: minacciare un fanciullo che persuaderlo: direi ancora che è più comodo alla nostra impazienza ed alla nostra superbia castigare quelli che resistono, che correggerli col sopportarli con fermezza e con benignità. La carità che vi raccomando è quella che adope…

Ermes Ronchi"Gesù, la luce preparata per i popoli"

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IV domenica Tempo Ordinario
Anno A

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l'anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. (...)

Alberto Vianello«I miei occhi hanno visto la tua salvezza»

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Letture: Ml 3,1-4; Eb 2,14-18; Lc 2,22-40
Comunità Marango
1
In questa domenica cade la festa della Presentazione di Gesù al tempio di Gerusalemme. I suoi genitori lo conducono, quaranta giorni dopo la nascita, per «presentarlo», cioè «offrirlo» a Dio, come la Legge prescriveva per ogni primogenito; pienezza di un uomo e una donna nella vita generata, che è dono del Signore, e perciò a Lui appartiene. Un gesto rituale, che nel bambino Gesù, Figlio di Dio, assume in tutta pienezza la valenza esistenziale: Lui solo appartiene veramente al Padre, perché da Lui generato e inviato.

Messa a Santa Marta-Nessuna dicotomia tra Cristo e la Chiesa

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2014-01-30 L’Osservatore Romano
Il sensus Ecclesiae — che ci salva dall’«assurda dicotomia di essere cristiani senza Chiesa» — poggia su tre pilastri: umiltà, fedeltà, servizio della preghiera. Lo ha affermato Papa Francesco nella messa celebrata giovedì mattina, 30 gennaio, nella cappella della Casa Santa Marta.



A suggerire la sua riflessione è stata la lettura del salmo 131 (132) che, ha detto il Pontefice, «ci apre

Pane Quotidiano"La lampada viene per essere messa sul candelabro"

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VANGELO (Mc 4,21-25)
La lampada viene per essere messa sul candelabro. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.
+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

Parola del Signore
Meditazione del giorno
San Francesco d'Assisi (1182-1226), fondatore dei Frati minori
Ammonizioni, 19-22.28

Dai «Sermoni» di Giovanni di Napoli, vescovo"Ama il Signore e cammina nelle sue vie"

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«Il Signore è mia luce e mia salvezza; di chi avrò paura?» (Sal 26, 1). Si dimostra grande questo servo che comprendeva come veniva illuminato, da chi veniva illuminato e chi veniva illuminato. Vedeva la luce: non questa che volge al tramonto, ma quella che occhio non vede. Le anime irradiate da questa luce non cadono nel peccato, non inciampano nei vizi.
    Il Signore diceva: «Camminate mentre avete la luce» (Gv 12, 35). Di quale luce parlava se non di se stesso? Egli infatti ha detto: «Io come luce sono venuto nel mondo» (Gv 12, 46), perché quelli che vedono non vedano e i ciechi ricevano la luce.
    Il Signore è dunque colui che ci illumina, il sole di giustizia che ha irradiato la Chiesa cattolica, sparsa in tutto il mondo. Il profeta vaticinava di lei con queste parole: «Il Signore è mia luce e mia salvezza; di chi avrò paura?».
    Se l\'uomo interiore è illuminato, non vacilla, non smarrisce la sua strada, non si perde di coraggio. Chi scorge da lontano la sua patria…

Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi "I MIEI OCCHI HANNO VISTO LA TUA SALVEZZA"

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PRESENTAZIONE DEL SIGNORE – 2 febbraio 2014
Lc 2,22-40
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè,
Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è
scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per
offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del
Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la
consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato
che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo

(Luciano Manicardi"La predilezione di Dio è per i poveri e gli umili"

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Sof 2,3; 3,12-13; Sal 145; 1Cor 1,26-31; Mt 5,1-12

La predilezione di Dio è per i poveri e gli umili (I lettura), per i poveri in spirito (vangelo). La comunità cristiana di Corinto – dice la II lettura, che pur proseguendo la lectio semicontinua della Prima lettera ai Corinti, rientra in qualche modo nel messaggio unitario delle altre due letture – è formata da persone irrilevanti dal punto di vista sociale ed economico: Dio infatti sceglie ciò che è debole, ignobile e disprezzato per confondere le grandezze mondane.

Don Luciano Cantini "Vedere l'invisibile, toccare l'intangibile "

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Presentazione del Signore (02/02/2014)
Vangelo: Lc 2,22-40
A Gerusalemme
Gerusalemme si identifica con il Tempio, centro religioso e culturale d'Israele, non certo luogo del silenzio e del raccoglimento come le nostre chiese, data la struttura e la molteplicità di azioni che vi si svolgevano. Immaginiamo solo il passaggio degli animali che venivano portati al sacrificio e la loro macellazione. Nel cortile più esterno c'era di tutto: venditori, stallieri, cambiavalute, predicatori, visitatori. Nel cortile più interno - dove erano ammessi solo gli ebrei, compreso le donne c'era anche il deposito del legname

PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE

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Piazza San Pietro
Mercoledì, 29 gennaio 2014
Cari fratelli e sorelle, buongiorno,

in questa terza catechesi sui Sacramenti, ci soffermiamo sulla Confermazione o Cresima, che va intesa in continuità con il Battesimo, al quale è legata in modo inseparabile. Questi due Sacramenti, insieme con l’Eucaristia, formano un unico evento salvifico, che si chiama — l’“iniziazione cristiana” —,

Pane Quotidiano "Il seminatore uscì a seminare"

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VANGELO (Mc 4,1-20)
Il seminatore uscì a seminare.
+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva.
Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Quando poi furono da so…

Dai «Discorsi sul Cantico dei Cantici» di san Bernardo"Dove ha abbondato il delitto, ha abbondato ancor più la grazia"

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Dove ha abbondato il delitto, ha abbondato ancor più la grazia

    Dove trovano sicurezza e riposo i deboli se non nelle ferite del Salvatore? Io vi abito tanto più sicuro, quanto più egli è potente nel salvarmi. Il mondo freme, il corpo preme, il diavolo mi tende insidie, ma io non cado perché sono fondato su salda roccia. Ho commesso un grave peccato; la coscienza si turberà, ma non ne sarà scossa perché mi ricorderò delle ferite del Signore. Infatti «è stato trafitto per i nostri delitti» (Is 53, 5). Che cosa vi è di tanto mortale che non possa essere disciolto dalla morte di Cristo? Se adunque mi verrà alla memoria un rimedio tanto potente ed efficace, non posso più essere turbato da nessuna malattia per quanto maligna.

Meditazione di Gennaio Comunità Taizè

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Testo biblico con commento

Queste meditazioni bibliche mensili sono proposte per sostenere una ricerca di Dio nel silenzio e nella preghiera, anche nella vita quotidiana. Si tratta di prendere un’ora per leggere in silenzio il testo biblico suggerito, accompagnato dal breve commento e dalle domande. Ci si riunisce poi in piccoli gruppi, da 3 a 10 persone, a casa di uno dei partecipanti o in chiesa, per un breve scambio su ciò che ognuno ha scoperto, con eventualmente un momento di preghiera.

2014
Gennaio
Luca 6, 12-20: Una forza usciva da lui…
In quei giorni Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di

Don Luca Garbinetto "E' Dio che ci compra"

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Presentazione del Signore (02/02/2014)
Vangelo: Lc 2,22-40
Quando si leggono i lunghi versetti che Luca dedica al racconto della presentazione di Gesù al tempio, colpisce la quantità di volte in cui l'evangelista menziona la ‘Legge' (5 volte). Ci tiene proprio a far comprendere al lettore che Giuseppe e Maria, e con loro il piccolo Gesù, compiono tutte le prescrizioni della

Wilma Chasseur" La luce viene presentata al tempio "

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Presentazione del Signore (02/02/2014)
Vangelo: Lc 2,22-40

Festa della Luce, festa di Gesù che entra nel tempio portato da Maria e Giuseppe .
La presentazione, o offerta, o riscatto, era prescritta dalla legge antica e prevedeva che ogni primizia doveva essere offerta al Signore. Quindi ogni primo frutto dei campi, dei greggi e soprattutto degli uomini, apparteneva al Signore e doveva essergli offerto come sua legittima proprietà. Ma nel caso di Gesù, questa non poteva essere che un'osservanza legale esteriore, perché essendo l'Unigenito Figlio del Padre, generato

Mons. Roberto Brunelli" Ogni vita è preziosa agli occhi di Dio"

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Presentazione del Signore (02/02/2014)
Vangelo: Lc 2,22-40
Il 2 febbraio, quarantesimo giorno dopo il Natale, si celebra la festa della Presentazione del Signore. Quest'anno cade di domenica, e così molti più fedeli avranno modo di sentire un brano del Vangelo poco noto, perché di solito si legge in un giorno feriale. Narra l'evangelista Luca (2,22-40) che Maria e Giuseppe, scrupolosi osservanti delle prescrizioni ebraiche, "quando furono compiuti i giorni della loro purificazione

Messa a Santa Marta-La preghiera di lode

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Difficile giustificare chi prova vergogna nel cantare la lode del Signore, mentre poi si lascia andare a grida di esultanza per il gol segnato dalla squadra del cuore. Questo il senso della riflessione proposta da Papa Francesco nella mattina di martedì 28 gennaio, durante l’omelia della messa celebrata nella cappella di Santa Marta.

Papa Francesco si è soffermato sulla descrizione della festa improvvisata da Davide per il rientro dell’arca

Pane Quotidiano"Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre"

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VANGELO (Mc 3,31-35) .
+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo.
Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano».
Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

Parola del Signore
Commento: Rev. D. Josep GASSÓ i Lécera (Corró d'Avall, Barcelona, Spagna)
Oggi, contempliamo Gesù –in una scena assai concreta, e allo stesso tempo, compromettente- circondato,

San Tommaso d\'Aquino"Nessun esempio di virtù è assente dalla croce"

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Fu necessario che il Figlio di Dio soffrisse per noi? Molto, e possiamo parlare di una duplice necessità: come rimedio contro il peccato e come esempio nell\'agire.
    Fu anzitutto un rimedio, perché è nella passione di Cristo che troviamo rimedio contro tutti i mali in cui possiamo incorrere per i nostri peccati.

Padre Gian Franco Scarpitta" Il Primogenito nostra Luce "

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Presentazione del Signore (02/02/2014)
Vangelo: Lc 2,22-40
Secondo la legge d'Israele ogni primogenito andava consacrato a Dio per mezzo di una prescritta ritualità di offerta e anche Maria e Giuseppe si attengono a tale predisposizione (Es 13, 2): essi offrono Gesù a Dio nel tempio dopo otto giorni dalla nascita perché venga circonciso e offerto al Signore. In questo contesto del tutto speciale si nota però non solamente un adempimento alle prescrizioni della Legge, con l'offerta (presentazione del Bambino) e l'offerta di due colombe ( prescritta per le famiglie povere come la nostra di Nazareth), ma anche e soprattutto un grosso atto di umiltà e di sottomissione da parte del Figlio di Dio: seppure fautore di qualsiasi Istituzione, normativa e legiferazione, sebbene al di sopra di qualunque burocrazia,è asservito alle prescrizioni umane e adempie una legge terrena, forte dello spirito di fedeltà e di ottemperanza dei genitori anch'essi ottemperanti e dimessi di front…

GIANCARLO BRUNI«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli»

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Eremo delle Stinche - Panzano in Chianti

1. La Luce che sorge nella notte (Mt 4,16) discende nell'ombra dell'uomo infelice per dare forma all'uomo felice, e lo è colui al quale è stato dato di intuire la propria ineffabile verità e  di intraprendere il viaggio verso un conseguimento sempre più pieno di essa dimorandovi. Felicità è coincidere con il sogno di Dio su ciascuno, è divenire il proprio Sé, la gioia è il fiore che sboccia sul terreno della verità dell'essere. E la cosa

Bonhoeffer, un cristiano autentico. Giornata della memoria.

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Bonhoeffer, un cristiano autentico
L’espressione “il prezzo della grazia” può sorprendere. La grazia è gratuita per definizione, non costa nulla, e questa è appunto la grande affermazione della Riforma: siamo salvati per grazia, e non per le nostre opere.

Non possiamo fare nulla per la nostra salvezza, se non accettarla e accoglierla nella fede. La salvezza non è qualcosa che si possa acquisire, comprare o guadagnare: ci viene proposta dall’amore infinito di Dio, dunque

Papa Francesco: grazie ai tanti sacerdoti santi che danno la loro vita nel silenzio

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La Chiesa non si può capire come semplice organizzazione umana, la differenza la fa l'unzione che dona a vescovi e sacerdoti la forza dello Spirito per servire il popolo di Dio: è quanto ha affermato Papa Francesco nella Messa presieduta stamani a Santa Marta. Il Pontefice ha ringraziato i tanti sacerdoti santi che danno la vita nell'anonimato del loro servizio quotidiano. Ce ne parla Sergio Centofanti:

Angelo Scola" Caterina e l’amicizia civica"

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Da Il Sole 24 Ore del 25 gennaio 2014”

1.Alla fine degli anni 50 io andavo al liceo in giacca e cravatta, oggi mio nipote ci va in jeans e scarpe d’ordinanza. Mio padre, superata la trentina (e lavorava già da più di vent’anni), chiese la mano di mia madre su suggerimento di un anziano amico delle due famiglie; e il matrimonio resse felicemente ad oltre

Pane Quotidiano"Satana è finito"

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VANGELO (Mc 3,22-30) .
+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito.
Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna».
Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Parola del Signore
Meditazione del giorno
Sant’Ambrogio (…

Gaudium et spes"Santità del matrimonio e della famiglia"

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L\'uomo e la donna, che per il patto di amore coniugale «non sono più due, ma una sola carne» (Mt 19, 6), prestandosi un mutuo aiuto e servizio con l\'intima unione delle persone e delle attività, esperimentano il senso della propria unità e sempre più pienamente la raggiungono.
    Questa intima unione, in quanto mutua donazione di due persone, come pure il bene dei figli, esigono la piena fedeltà dei coniugi e ne reclamano l\'indissolubile unità.

Mario Piatti, I.C.M.S.La Madre dice ai servi: "Fate quello che vi dirà"

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Cristo, unico Signore del nostro tempo

ROMA, 26 Gennaio 2014 (Zenit.org) - Lungo il mare di Galilea, Gesù, passando, incontrò i suoi primi discepoli, intenti al loro faticoso lavoro quotidiano, e li chiamò a sé. Li invitò a seguirlo, lasciando le proprie occupazioni e il proprio mondo, per dedicarsi a una pesca completamente diversa, universale. Era l’inizio del cammino della Chiesa. Radicata nel “Popolo eletto”, la comunità dei credenti in Cristo si sarebbe poi estesa

ANGELUS PAPA FRANCESCO

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Piazza San Pietro
Domenica, 26 gennaio 2014

Cari fratelli e sorelle buongiorno,

il Vangelo di questa domenica racconta gli inizi della vita pubblica di Gesù nelle città e nei villaggi della Galilea. La sua missione non parte da Gerusalemme, cioè dal centro religioso, centro anche sociale e politico, ma parte da una zona periferica, una zona disprezzata dai giudei più osservanti, a motivo della

Meditazione di ABBÉ PIERRE

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Perché i sofferenti siano i primi ad essere serviti, tutta la società
umana, dal comune all'universo, ha bisogno di essere sempre sollecitata,
non tanto dall'esterno, da qualche ordine di un'autorità, quanto
dall'interno, da un'emulazione o da una sfida provocata da alcuni uomini,
venuti gli uni dalla stanchezza dell'avere troppo, gli altri dalla

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VANGELO (Mt 4,12-23)
Venne a Cafàrnao perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa.
+ Dal Vangelo secondo Matteo

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguiron…

Dalla Costituzione «Sacrosanctum Concilium» del Concilio ecumenico Vaticano II sulla sacra Liturgia

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Cristo è sempre presente nella sua Chiesa

    Cristo è sempre presente nella sua Chiesa, e soprattutto nelle azioni liturgiche. È presente nel Sacrificio della Messa tanto nella persona del ministro, «Egli che, offertosi una volta sulla croce, offre ancora se stesso per il ministero dei sacerdoti», tanto, e in sommo grado, sotto le specie eucaristiche. È presente con la sua virtù nei sacramenti, di modo che quando uno battezza è Cristo che battezza. È presente nella sua parola,

Mons. Francesco Follo, Lettura patristica "Maestro di vita e medico celeste"

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Lettura patristica per la III Domenica del Tempo Ordinario - Anno A

Di Mons. Francesco Follo

PARIGI, 25 Gennaio 2014 (Zenit.org) - Monsignor Francesco Follo, osservatore permanente della Santa Sede presso l'UNESCO a Parigi, offre oggi la seguente Lettura patristica per la III Domenica del Tempo Ordinario - Anno A.

Dal Commento al vangelo di Matteo

di Cromazio di Aquileia

Avendo saputo che Giovanni era stato arrestato, si ritirò in Galilea [e ciò che segue fino a] su quelli che dimoravano nell’ombra di morte una luce si è levata. Lasciata, dunque, Nazaret, il Signore e Salvatore nostro illuminando con la sua presenza diversi luoghi della Giudea, che si era degnato di visitare, giunse nel territorio di Zabulon e di Neftali per adempiere la predizione profetica e cacciato l’errore tenebroso, infondere la luce

Don Paolo Zamengo"La squadra "

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La squadra       Mt 4, 12-23

L’arresto di Giovanni fu come il fischio d’inizio della partita. Scocca l’ora per Gesù e lui non vuole attendere oltre. Lascia il ritiro, Nazareth, ed entra finalmente nello stadio. Cafarnao, Galilea delle genti. Tutto esaurito.

Da qui fa risuonare il suo programma, il modulo di gioco. Vincere la partita della vita. Chiama tutti a conversione perché il regno dei cieli è vicino. Poi disegna la squadra da mettere in campo.

Nella composizione non fa differenze di condizione sociale ed etica. Venivano da squadre inferiori, sconosciuti al grande pubblico. Alcuni erano sul viale del tramonto, altri pieni di energia ma sprovveduti. Ce

Paolo Curtaz"Pescatori di umanità"

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26 gennaio 2014 - L’inizio
L’inizio della predicazione di Gesù è legata ad un evento drammatico: l’arresto di Giovanni il battezzatore. Gesù torna sui suoi passi, ma decide di non andare più a Nazareth, il piccolo borgo che lo ha visto crescere.
È cambiato, Gesù, il battesimo gli ha dato maggiore consapevolezza della propria missione.
Si trasferisce a Cafarnao, piccola cittadina sul mare di Tiberiade, posta al confine fra due regioni, un cittadina importante, con la guarnigione romana, con la sinagoga, con gli esattori del pedaggio.

Pane Quotidiano"Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo

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VANGELO

Mc 16, 15-18
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro:
«Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.
Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Commento: Rev. D. Josep GASSÓ i Lécera (Corró d'Avall, Barcelona, Spagna

Oggi, la Chiesa celebra la festa della Conversione di San Paolo, apostolo. Il breve frammento del Vangelo secondo San Marco raccoglie una parte del discorso con riguardo alla missione che il Signore risuscitato

Dalle «Omelie» di san Giovanni Crisostomo"Paolo sopportò ogni cosa per amore di Cristo"

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Che cosa sia l\'uomo e quanta la nobiltà della nostra natura, di quanta forza sia capace questo essere pensante lo mostra in un modo del tutto particolare Paolo. Ogni giorno saliva più in alto, ogni giorno sorgeva più ardente e combatteva con sempre maggior coraggio contro le difficoltà che incontrava. Alludendo a questo diceva: Dimentico il passato e sono proteso verso il futuro (cfr. Fil 3,13). Vedendo che la morte era ormai imminente, invitava tutti alla comunione di quella sua gioia dicendo: «Gioite e rallegratevi con me» (Fil

Mons. Francesco Follo Lectio Divina Gesù Cristo, Luce del mondo e Centro dell’uomo

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PARIGI, 24 Gennaio 2014 (Zenit.org) - Monsignor Francesco Follo, osservatore permanente della Santa Sede presso l'UNESCO a Parigi, offre oggi la seguente riflessione sulle letture liturgiche per la III Domenica del Tempo Ordinario – Anno A.

LECTIO DIVINA

Gesù Cristo, Luce del mondo e Centro dell’uomo
III Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - 26 gennaio 2014
Rito Romano
Is 8,23b - 9,3; Sal 26; 1 Cor 1,10-13. 17; Mt 4,12-23
Rito Ambrosiano – Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe
Sir 7, 27-30. 32-36; Sal 127; Col 3, 12-21; Lc 2, 22-33
            1) La prima chiamata: “Convertitevi”.

            Nel brano di oggi l’Evangelista e Apostolo Matteo ci narra che Gesù lasciò Nazareth, dove nel nascondimento aveva vissuto una vita quotidiana così normale che nessuno dei suoi compaesani[1] avevano visto in Lui qualcuno di eccezionale, e andò a Cafarnao per portare la luce di Dio. Andò in un luogo, dove

fr. Massimo Rossi III Domenica del Tempo Ordinario

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Commento su Matteo 4,12-23
fr. Massimo Rossi
III Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (26/01/2014)
Vangelo: Mt 4,12-23
Quando leggiamo pagine come questa è inevitabile immaginare la situazione, farci quantomeno un'idea di come andarono i fatti; dunque, si parla degli inizi della predicazione di Gesù: una predicazione tutto sommato molto semplice, una predicazione simile a quella di Giovanni Battista, ma priva dei toni apocalittici e talora violenti del Precursore: parola chiave è "Convertitevi!".