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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2013

OMELIA DI S.E.R. CARD. ANGELO SCOLA MESSA DELL’OTTAVA DEL" NATALE DEL SIGNORE CIRCONCISIONE DEL SIGNORE"

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ARCIDIOCESI DI MILANO

MESSA DELL’OTTAVA DEL NATALE DEL SIGNORE
CIRCONCISIONE DEL SIGNORE

Vangelo della Risurrezione Gv 20, 19-23; Nm 6,22-27; dal Salmo 66 (67);Fil 2,5-11; Lc 2,18-21

CHIESA DI S. FEDELE, 31 DICEMBRE 2013

OMELIA DI S.E.R. CARD. ANGELO SCOLA, ARCIVESCOVO DI MILANO



1.«Senza disprezzo per il mondo antico diede principio al nuovo». Così si esprime il Prefazio facendo riferimento al gesto del Salvatore di sottomettersi all’antico precetto della circoncisione. «Pur essendo nella condizione di Dio … svuotò se stesso» (Epistola, Fil 2,6-7).
Dio ha mandato suo Figlio nel mondo non per condannarlo, ma per salvarlo. Il tempo, perciò, non segna la corsa inarrestabile verso la morte di persone e cose destinate a dissolversi nel nulla, ma il progressivo svelarsi del disegno buono con cui il Padre accompagna la storia al suo compimento. Questo vale anzitutto a livello personale: la nostra biografia è scritta dal concorso di grazia, cioè del disegno di Dio attuato in Gesù Cristo,

Dalle «Lettere» di sant\'Atanasio, vescovo"Il Verbo ha assunto da Maria la natura umana"

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Il Verbo ha assunto da Maria la natura umana

    Il Verbo di Dio, come dice l\'Apostolo, «della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli» (Eb 2,16.17) e prendere un corpo simile al nostro. Per questo Maria ebbe la sua esistenza nel mondo, perché da lei Cristo prendesse questo corpo e lo offrisse, in quanto suo, per noi.
    Perciò la Scrittura quando parla della nascita del Cristo dice: «Lo avvolse in fasce» (Lc 2,7). Per questo fu detto beato il seno da cui prese il latte. Quando la madre diede alla luce il Salvatore egli fu offerto in sacrificio.
    Gabriele aveva dato l\'annunzio a Maria con cautela e delicatezza. Però non le disse semplicemente colui

TE DEUM LAUDAMUS Dall’Omelia di S.S. Benedetto XVI

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TE DEUM LAUDAMUS
Dall’Omelia di S.S. Benedetto XVI

Basilica Vaticana,

Cari fratelli e sorelle!

L’anno che si chiude e quello che si annuncia all’orizzonte sono posti entrambi sotto lo sguardo benedicente della Santissima Madre di Dio. [...]
Tutto dunque, questa sera, ci invita a volgere lo sguardo verso Colei che « accolse nel cuore e nel corpo il Verbo di Dio e portò al mondo la vita" e proprio per questo - ricorda il Concilio Vaticano II - « viene riconosciuta e onorata come vera Madre di Dio » (Cost. Lumen gentium, 53). Il Natale di Cristo, che in questi giorni commemoriamo, è interamente soffuso della luce di Maria e, mentre nel presepe ci soffermiamo a contemplare il Bambino, lo sguardo non può non volgersi riconoscente anche verso la Madre, che con il suo "sì" ha reso possibile il dono della Redenzione.

Don Roberto Seregni "Grazie"

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Grazie

"Grazie" - Meditazione per l'ultimo giorno dell'anno

Tra feste, panettoni e amici siamo arrivati all'ultimo giorno del 2012. Certo: è un giorno come tutti gli altri, niente di speciale. Domani cambieremo l'ultima cifra dell'anno e tutto ricomincerà come prima. Penso, però, che sia un' occasione buona per provare a fare un bilancio. Incontri, scelte, avvenimenti, nuovi slanci o sedimentate immobilità, hanno segnato questo anno che si sta per chiudere. La Parola di Dio ascoltata e accolta nelle nostre comunità o nella preghiera personale ci ha accompagnato, guidato, rialzato e sostenuto. Lo Spirito ha soffiato nelle nostre vele e chissà se

Abbazia Pulsano"LECTIO DOMENICA «DEL VERBO DIO INCARNATO» II DOPO IL NATALE"

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Gv 1,1-18; Sir 24,1-4.8-12 (leggi 1-12); Sal 147; Ef 1,3-6.15-18 (leggi 1-19)
I Colletta
Dio onnipotente ed eterno, luce dei credenti, riempi della tua gloria il mondo intero, e rivelati a tutti i popoli nello splendore della tua verità. Per il nostro Signore... Così la I colletta ci fa pregare in questa II Domenica dopo Natale ma già la liturgia sta producendo i suoi effetti: Antifona d’Ingresso Sap 18,14-15 Nel quieto silenzio che avvolgeva ogni cosa, mentre la notte giungeva a metà del suo corso, il tuo Verbo onnipotente, o Signore, è sceso dal cielo, dal trono regale.

Pane Quotidiano"Il Verbo si fece carne"

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VANGELO (Gv 1,1-18)
Il Verbo si fece carne.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma d…

Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa"Il Natale del Signore è il natale della pace"

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Il Natale del Signore è il natale della pace

    L\'infanzia, che il Figlio di Dio non ha ritenuto indegna della sua maestà, si sviluppò con il crescere dell\'età nella piena maturità dell\'uomo. Certo, compiutosi il trionfo della passione e della risurrezione, appartiene al passato tutto l\'abbassamento da lui accettato per noi: tuttavia la festa d\'oggi rinnova per noi i sacri inizi di Gesù, nato dalla Vergine Maria. E mentre celebriamo in adorazione la nascita del nostro Salvatore, ci troviamo a celebrare il nostro inizio: la nascita di Cristo segna l\'inizio del popolo cristiano; il natale del Capo è il natale del Corpo.

La famiglia è "il terreno di scontro fra il potere di questo mondo e la voce di Dio

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L'omelia del cardinale Caffarra in occasione della festa liturgica odiernaBOLOGNA, 29 Dicembre 2013 (Zenit.org) - Riportiamo di seguito l’omelia del cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, durante la Santa Messa da lui presieduta stamattina presso la parrocchia della Sacra Famiglia a Bologna, in occasione della festa della Sacra Famiglia.
***
Cari fratelli e sorelle, la pagina evangelica ci fa capire in quale condizione versa oggi la famiglia, e come dobbiamo giudicare e vivere questa condizione. E’ assai importante che ascoltiamo con docilità la parola evangelica.

Pane Quotidiano"Anna parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione."

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VANGELO (Lc 2,36-40)
Anna parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione.
+ Dal Vangelo secondo Luca
[Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore.] C’era una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
Parola del Signore
Pensiero:Papa Francesco
Enciclica « Lumen Fidei/ La luce della fede » , § 50-51( © Libreria Editrice Vaticana)
“Ella parlava del bambino a qua…

Dalla lettera ai Colossesi di san Paolo, apostolo 1,15-2,3

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Cristo, Capo della Chiesa, e Paolo suo servo

Fratelli, Cristo Gesù è immagine del Dio invisibile,
generato prima di ogni creatura;
poiché per mezzo di lui
sono state create tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potestà.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.

Dal trattato «La confutazione di tutte le eresie» di sant\'Ippolito

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Il Verbo che s\'è fatto carne ci rende simili a Dio

    Noi crediamo al Verbo di Dio. Non ci appoggiamo su parole senza senso, né ci lasciamo trasportare da improvvise e disordinate emozioni o sedurre dal fascino di discorsi ben congegnati, ma invece prestiamo fede alle parole della potenza di Dio.
    Queste cose Dio le ordinava al suo Verbo. Il Verbo le diceva in parole per distogliere con esse l\'uomo dalla sua disobbedienza. Non lo dominava come fa un padrone con i suoi schiavi, ma lo invitava a una decisione libera e responsabile.
    Il Padre mandò sulla terra questa sua Parola nel tempo ultimo poiché non voleva più che parlasse per mezzo dei profeti, né che fosse annunziata, in forma oscura e solo intravvista attraverso vaghi riflessi, ma

Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

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Domenica 29 Dicembre 2013 Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, festa

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ MARIA E GIUSEPPE (Festa)
La festa della Santa Famiglia nella liturgia cattolica, nel secolo XVII, veniva celebrata localmente; papa Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Raffaele Luigi Pecci, 1878-1903) nel 1895, la fissò alla terza domenica dopo l’Epifania “omnibus potentibus”, ma fu papa Benedetto XV (Giacomo della Chiesa, 1914-1922) che nel 1921 la estese a tutta la Chiesa, fissandola alla domenica compresa nell’ottava dell’Epifania; il Beato Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli, 1958-1963) la spostò alla prima domenica dopo l’Epifania; attualmente è celebrata, salvo eccezioni, nella domenica dopo il Santo Natale. La celebrazione fu istituita per dare un esempio e un impulso all’istituzione della famiglia, cardine del vivere sociale e cristiano, prendendo a riferimento i tre personaggi che la componevano, figure eccezionali sì ma con tutte le caratteristiche di ogni essere umano e con le probl…

ANGELUS PAPA FRANCESCO "FESTA DELLA SANTA FAMIGLIA DI NAZARETH"

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FESTA DELLA SANTA FAMIGLIA DI NAZARETH PAPA FRANCESCO ANGELUS 
Piazza San Pietro Domenica, 29 dicembre 2013
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
In questa prima domenica dopo Natale, la Liturgia ci invita a celebrare la festa della Santa Famiglia di Nazareth. In effetti, ogni presepio ci mostra Gesù insieme con la Madonna e san Giuseppe, nella grotta di Betlemme. Dio ha voluto nascere in una famiglia umana, ha voluto avere una madre e un padre, come noi.
E oggi il Vangelo ci presenta la santa Famiglia sulla via dolorosa dell’esilio, in cerca di rifugio in Egitto. Giuseppe, Maria e Gesù sperimentano la condizione drammatica dei profughi, segnata da paura,

Pane Quotidiano"Prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto"

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VANGELO (Mt 2,13-15.19-23)
Prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».
Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebb…

Dai «Discorsi» di Papa Paolo VI, (Discorso tenuto a Nazareth, 5 gennaio 1964)

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L\'esempio di Nazareth
    La casa di Nazareth è la scuola dove si è iniziati a comprendere la vita di Gesù, cioè la scuola del Vangelo. Qui si impara ad osservare, ad ascoltare, a meditare, a penetrare il significato così profondo e così misterioso di questa manifestazione del Figlio di Dio tanto semplice, umile e bella. Forse anche impariamo, quasi senza accorgercene, ad imitare.    Qui impariamo il metodo che ci permetterà di conoscere chi è il Cristo. Qui scopriamo il bisogno di osservare il quadro del suo soggiorno in mezzo a noi: cioè i luoghi, i tempi, i costumi, il linguaggio, i sacri riti, tutto

Festa S. Martiri Innocenti

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Santi Innocenti
Martiri (festa)

I calendari liturgici orientali e occidentali hanno tutti questa festa. Nell’anno liturgico, che si snoda secondo la narrazione cronologica dei fatti evangelici, il racconto della strage degli innocenti ha trovato la sua logica collocazione accanto al mistero del Natale. La festa e il culto dei santi Innocenti che « confessarono Cristo non con la parola, ma con la loro morte », ci ricorda che il martirio prima di essere un omaggio dell’uomo al suo Dio, è una grazia, un dono gratuito del Signore.

Veramente, la festa degli Innocenti dovrebbe essere celebrata dopo l’Epifania, perché fu provocata, involontariamente, proprio dai Magi, venuti dall’Oriente per adorare il Bambino nato nella stalla di

Ermes Ronchi"In una famiglia le sorti del mondo"

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In una famiglia le sorti del mondo


Santa famiglia - Anno A

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall'Egitto ho chiamato mio figlio». (...)

Fuggi in Egitto! Perché l'angelo comanda di fuggire, senza garantire un futuro, senza indicare la strada e la data del ritorno? Dio interviene così: non ti protegge dall'esilio, ma dentro l'esilio; non ti custodisce dalla

Pane Quotidiano"Erode mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme"

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Erode mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme. Dal Vangelo secondo Matteo

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.
Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa:
«Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande:
Rachele piange i suoi figli
e non vuole …

Dai «Discorsi» di san Quodvultdeus, vescovo

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Non parlano ancora e già confessano Cristo
    Il grande Re nasce piccolo bambino. I magi vengono da lontano, guidati dalla stella e giungono a Betlemme, per adorare colui che giace ancora nel presepio, ma regna in cielo e sulla terra. Quando i magi annunziano ad Erode che è nato il Re, egli si turba, e per non perdere il regno, cerca di ucciderlo, mentre, credendo in lui, sarebbe stato sicuro in questa vita e avrebbe regnato eternamente nell\'altra.

"Quel Bambino ha voluto avere una famiglia" mons. Roberto Brunelli

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Quel Bambino ha voluto avere una famigliamons. Roberto Brunelli
Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe (Anno A) (29/12/2013)
Vangelo: Mt 2,13-15.19-23   
"Il Signore ha glorificato il padre al di sopra dei figli e ha stabilito il diritto della madre sulla prole. Chi onora il padre espia i peccati e li eviterà e la sua preghiera quotidiana sarà esaudita. Chi onora sua madre è come chi accumula tesori. Chi onora il padre avrà gioia dai propri figli e sarà esaudito nel giorno della sua preghiera. Chi glorifica il padre vivrà a lungo, chi obbedisce al Signore darà consolazione alla madre". Queste sagge parole, comprese nella prima lettura di oggi (Siracide 3,3-7), spiegano il quarto comandamento, "Onora il padre e la madre", relativo ai doveri dei figli. E quelli dei genitori, verso i figli e tra di loro? Viene in proposito questa

Paolo Curtaz " Famiglie con Dio"

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Famiglie con Dio
Paolo Curtaz
Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe (Anno A) (29/12/2013)
Vangelo: Mt 2,13-15.19-23    È difficile parlare di famiglia, oggi.
Ciò che per tutti, fino a poco tempo fa, era scontato, la famiglia come un uomo e una donna che si si amano, che generano ed educano figli conducendo una vita comune, oggi è messo radicalmente in discussione.
Siamo passati da una visione della famiglia idilliaca, patriarcale, che ruota intorno al focolare domestico alla negazione stessa della famiglia che viene proposta come un fenomeno culturale e, perciò, ampiamente superata da altre forme.
Abbiamo raggiunto il paradosso dei paradossi: chi ha una famiglia non la vuole, chi non può averla la pretende.

" Il sogno continua" don Alberto Brignoli

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Il sogno continua
don Alberto Brignoli
Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe (Anno A) (29/12/2013)
Vangelo: Mt 2,13-15.19-23    È passata solamente una settimana da quando abbiamo contemplato il sogno di Giuseppe: un sogno nel quale gli è toccato di comprendere che di fronte ai progetti di Dio non bisogna macchinare pensieri o preparare progetti alternativi. Bisogna solamente meravigliarsi, accettare con stupore che la sua Grazia trascenda, superi la nostra Natura e le nostre sia pur legittime aspirazioni, e attraverso questa capacità di stupirsi giungere a contemplare la

Pane Quotidiano "L’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro"

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VANGELO (Gv 20,2-8)
L’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala corse e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.
Parola del Signore Pensiero:BENEDETTO XVI UDIENZA GENERALE
Si è fatto uomo.
Cari fratelli e sorelle,
in questo tempo natalizio ci s…

Dai «Trattati sulla prima Lettera di Giovanni» di sant\'Agostino

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La Vita si è manifestata nella carne
    Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi e ciò che le nostre mani hanno toccato del Verbo della vita (cfr. 1Gv 1,1). Chi è che tocca con le mani il Verbo, se non perché il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi? (cfr. Gv 1,14).
    Il Verbo che si è fatto carne, per poter essere toccato con mano, cominciò ad essere carne dalla Vergine Maria; ma non cominciò allora ad essere Verbo, perché è detto: «Ciò che era fin da principio». Vedete se la lettera di Giovanni non conferma il suo vangelo, dove ora avete udito: «In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio» (Gv 1,1).

Papa Francesco esorta a "denunciare" ed "eliminare" le ingiustizie contro i nostri fratelli nella fede

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I cristiani discriminati sono "più numerosi oggi che nei primi tempi della Chiesa" Durante l'Angelus in occasione della festa di Santo Stefano protomartire, papa Francesco esorta a "denunciare" ed "eliminare" le ingiustizie contro i nostri fratelli nella fedeDi Luca Marcolivio CITTA' DEL VATICANO, 26 Dicembre 2013 (Zenit.org) - In una piazza San Pietro sferzata dalla “tempesta di Natale”, papa Francesco ha rassicurato i fedeli. “Voi non avete paura della pioggia, siete bravi!”, ha detto affacciandosi stamattina alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, in occasione dell’Angelus per la festa di Santo Stefano, primo martire della Chiesa.

Omelia di S.E.R. Card. Angelo Scola Messa nel giorno del Natale del Signore

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Messa nel giorno del Natale del SignoreIs 8,23b - 9,6a; Salmo 95; Eb 1,1-8a; Lc 2,1-14 Duomo di Milano, 25 dicembre 2013

Omelia di S.E.R. Card. Angelo Scola, Arcivescovo di Milano

1.Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio «Dio… ultimamente [cioè: in modo definitivo], in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio» (Epistola, Eb 1,2). L’autore della Lettera agli Ebrei, così sensibile all’Antico Patto, marca questa radicale, e definitiva, novità. Il Verbo si fa carne. Si fa bambino e nasce dal grembo di una donna, come ciascuno di noi. È «germinato»così per noiquesto«fiore» mirabile, afferma sant’Ambrogio nel suo celebre Inno di Natale. È questo annuncio che muove i semplici (pastori) come i dotti (magi), e continua a muovere donne ed uomini di ogni cultura e censo. «I pastori andarono senza indugio a vederlo soltanto quando fu annunciata la sua incarnazione. […] Prima, finché il Verbo, era soltanto presso Dio, non si muovevano: quando invece il Verbo, che era eternamente, fu fatt…

Pane Quotidiano"Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro"

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VANGELO (Mt 10,17-22)
Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro. Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».
Parola del Signore Pensiero:Benedetto XVI, papa dal 2005 al 2013  Angelus del 26/12/2006 (© Libreria Editrice Vaticana) Dalla stalla alla croce
    All’indomani della solennità del Natale, celebriamo oggi la fest…

Dai «Discorsi» di san Fulgenzio di Ruspe

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Le armi della carità
    Ieri abbiamo celebrato la nascita nel tempo del nostro Re eterno, oggi celebriamo la passione trionfale del soldato.
    Ieri infatti il nostro Re, rivestito della nostra carne e uscendo dal seno della Vergine, si è degnato di visitare il mondo; oggi il soldato, uscendo dalla tenda del corpo, è entrato trionfante nel cielo.
    Il nostro Re, l\'Altissimo, venne per noi umile, ma non poté venire a mani vuote; infatti portò un grande dono ai suoi soldati, con cui non solo li arricchì abbondantemente, ma nello stesso tempo li ha rinvigoriti perché combattessero con forza invitta. Portò il dono della carità, che conduce gli uomini alla comunione con Dio.
    Quel che ha portato, lo ha distribuito, senza subire menomazioni; arricchì invece mirabilmente la miseria dei suoi fedeli, ed egli rimase pieno di tesori inesauribili.

Comunità Kairos omelia veglia di Natale

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Posted: 25 Dec 2013 03:04 AM PST di Carmelo Torcivia, presbitero, responsabile della ComunitàKairòs. Dio ha un grande desiderio nel suo cuore: poter comunicare se stesso per creare un rapporto di amicizia con tutti gli uomini. Nel momento in cui comunica se stesso, il suo vero volto – di amore, di misericordia, di pazienza, di perdono, di magnanimità – , permette agli uomini di entrare nel calore di una relazione amicale con Lui. E così l’uomo, grazie a questa relazione, compie il viaggio interiore della sua conoscenza e del suo affidamento al Signore. Dio, cioè, rivelando se stesso, permette all’uomo di entrare in una profonda dinamica di autorivelazione. La relazione di amicizia con Dio, grazie a questo volto di luce di Dio, fa capire all’uomo chi realmente egli sia, lo fa arrendere all’amore, raddolcisce il suo cuore, sbriciola la

E' Natale di Madre Teresa di Calcutta)

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E' Natale

E' Natale ogni volta che sorridi
a un fratello e gli tendi una mano.

E' Natale ogni volta che rimani
in silenzio per ascoltare l'altro.

E' Natale ogni volta che non accetti
quei principi che relegano gli oppressi
ai margini della società.

E' Natale ogni volta che speri
con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

E' Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.
E' Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri."

(di Madre Teresa di Calcutta)

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SANTA MESSA DELLA NOTTE SOLENNITÀ DEL NATALE DEL SIGNORE OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO Basilica Vaticana
Martedì, 24 dicembre 2013
Video 1. «Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce» (Is 9,1). Questa profezia di Isaia non finisce mai di commuoverci, specialmente quando la ascoltiamo nella Liturgia della Notte di Natale. E non è solo un fatto emotivo, sentimentale; ci commuove perché dice la realtà profonda di ciò che siamo: siamo popolo in cammino, e intorno a noi – e anche dentro di noi – ci sono tenebre e luce. E in questa notte, mentre lo spirito delle tenebre avvolge il mondo, si rinnova l’avvenimento che sempre ci stupisce e ci sorprende: il popolo in cammino vede una grande luce. Una luce che ci fa riflettere su questo mistero: mistero del camminare e del vedere.

Camminare. Questo verbo ci fa pensare al corso della storia, a quel lungo cammino che è la storia della salvezza, a cominciare da Abramo, nostro padre nella fede, che il Signore chiamò un

Pane Quotidiano"Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi"

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VANGELO (Gv 1,1-18)
Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
[In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le
tenebre non l'hanno vinta.]
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come
testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per
mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla
luce.
[Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel
mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo
ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A
quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere
di carne né …

Dai «Discorsi» di san Leone Magno"Riconosci, cristiano, la tua dignità"

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Riconosci, cristiano, la tua dignità
    Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci! Non c\'è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne. Nessuno è escluso da questa felicità: la causa della gioia è comune a tutti perché il nostro Signore, vincitore del peccato e della morte, non avendo trovato nessuno libero dalla colpa, è venuto per la liberazione di tutti. Esulti il santo, perché si avvicina al premio; gioisca il peccatore, perché gli è offerto il perdono; riprenda coraggio il pagano, perché è
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Arcidiocesi di Milano

MESSA nella notte del Natale del Signore Is 2,1-5; Salmo 2; Gal 4,4-6; Gv 1,9-14
Duomo di Milano, 24 dicembre 2013
Omelia di S.E.R. Card. Angelo Scola, Arcivescovo di Milano

1. Si fece carne ed abita tra noi: l’impossibile diventa possibile «Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. … Venne fra i suoi… E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Vangelo, Gv 1,9.11.14a). È la sconvolgente e permanente novità del cristianesimo: Dio viene da noi, in mezzo a noi, come uno di noi. È questo che muove i semplici (pastori), come i dotti (magi) e continua a muovere, dopo duemila anni, uomini e donne. Ha mosso anche noi che, qui in Duomo o da casa, prendiamo parte alla preziosa azione eucaristica in questa notte santa. «I pastori andarono senza indugio a vederlo soltanto quando fu annunciata la sua incarnazione. […] Prima, finché il Verbo era soltanto presso Dio, non si muovevano: quando

Mario Piatti" Natale di Cristo"

 Mario Piatti Alle sorgenti della vera gioiaDi Mario Piatti, I.C.M.S. ROMA, 24 Dicembre 2013 (Zenit.org) - Nel quadro della Rivelazione e del paziente e incessante dialogo, intessuto da Dio con l’Uomo, spesso i passi compiuti dal Cielo sorprendono o disorientano le nostre attese. Ci aspetteremmo, infatti, che la Giustizia divina colpisca subito e duramente i colpevoli di qualche misfatto; che la onnipotenza dell’Altissimo confonda finalmente i malvagi, annullando le loro perverse macchinazioni e favorisca, al

Paolo Curtaz"Pastori e Dio"

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Pastori e Dio
Paolo Curtaz
Natale del Signore - Messa della Notte (25/12/2013)
Vangelo: Lc 2,1-14    Spaventa, questo Natale.
La crisi paventata ora è diventata lacrime e sangue.
Famiglie che faticano ad arrivare a fine mese. Persone licenziate senza prospettive.
Una paese incartato su se stesso, rissoso e inacidito che da' il peggio di sé. A partire dalla classe politica e dirigenziale.
Spaventa per quanto assomiglia a quel racconto che abbiamo letto stanotte.
Spaventa per quanto assomigliamo ai pastori che cercano di scaldarsi dalla gelida notte della Giudea. Nei loro cuori rabbia, rassegnazione, disincanto, come sono i sentimenti di coloro che hanno speso tutte le energie per sopravvivere.
Piccole vite inutili, rottami della storia, residui dell'umanità.
Ce n'erano allora, ce ne sono ancora oggi, sempre più numerosi.
Uomini e donne dalla vita anonima, sbiadita, inutile, che si sono arresi davanti al mondo competitivo, altri che non hanno mai neanche iniziato a combattere, sapendos…

Lectio Divina di monsignor Francesco Follo per la liturgia della Natività del Signore

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Natale: La festa di "Tre Nascite"
Di Mons. Francesco Follo PARIGI, 23 Dicembre 2013 (Zenit.org) - Monsignor Francesco Follo, osservatore permanente della Santa Sede presso l'UNESCO a Parigi, offre oggi la seguente riflessione sulle letture liturgiche per il Natale del Signore.
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LECTIO DIVINA
Natale: La festa di “Tre Nascite”: nel cuore del Padre, eternamente, dal seno della Madre e nel cuore dei pastori, temporalmente
Messa della Notte: Is 9,2-4. 6-7; Tito 2,11-14; Lc 2,1-14.
Messa dell’Aurora: Is 62,11-12; Tito 3,4-7; Lc 2,15-20.
Messa del Giorno: Is 52,7-10; Eb 1,1-6; Gv 1,1-18
1) La Messa della Notte: la festa del Cielo.
            Nella notte del mondo, che l’Avvento ha rischiarato nell’operosa attesa della pienezza dei tempi, Gesù Figlio di Dio viene sulla Terra e dà luce agli

Pane Quotidiano"Ci visiterà un sole che sorge dall’alto"

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VANGELO (Lc 1,67-79)
Ci visiterà un sole che sorge dall’alto. Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:
«Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati.
Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,
ci visiterà un sole che sorg…

Dai «Discorsi» di sant\'Agostino"La verità è germogliata dalla terra e la giustizia si è affacciata dal cielo"

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La verità è germogliata dalla terra
e la giustizia si è affacciata dal cielo

    Svégliati, o uomo: per te Dio si è fatto uomo. «Svégliati, o tu che dormi, destati dai morti e Cristo ti illuminerà» (Ef 5, 14). Per te, dico, Dio si è fatto uomo.
    Saresti morto per sempre, se egli non fosse nato nel tempo. Non avrebbe liberato dal peccato la tua natura, se non avesse assunto una natura simile a quella del peccato. Una perpetua miseria ti avrebbe posseduto, se non fosse stata elargita questa misericordia. Non avresti riavuto la vita, se egli non si fosse incontrato con la tua stessa morte. Saresti venuto meno, se non ti avesse soccorso. Saresti perito, se non fosse venuto.

L’uomo non era più capace di guardare in alto (Atanasio)

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Come un bravo maestro che ha cura dei suoi discepoli, istruisce quelli che non possono ricavare profitto da lezioni più difficili abbassandosi fino al loro livello con spiegazioni più semplici, così fa il Verbo di Dio, come dice Paolo: «Infatti, poiché nella sapienza di Dio il mondo non ha conosciuto Dio per mezzo della propria sapienza, è piaciuto a Dio di salvare quelli che credono mediante la follia della predicazione» (1Cor 1,21).
Gli uomini si erano allontanati dalla contemplazione di Dio e, come precipitati in un abisso, tenevano gli occhi fissi verso il basso e andavano cercando Dio nel creato e nelle cose sensibili, considerando come loro dèi gli uomini

Comunità Marango"’LEvangelo della gioia"

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LEvangelo della gioia Sono dei pastori i destinatari del più grande annuncio della storia, per voce angelica: «Vi evangelizzo una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore». Perché il pastori? Essi passavano la notte all'aperto e stavano svegli per sorvegliare il gregge: all'aperto e svegli sono le coordinate umane per poter cogliere l'angelo e la

Natale del Signore Commento a cura delle Monache Clarisse di Roma

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COMMENTO ALLE LETTURE
Commento a cura delle Monache Clarisse di Roma

Come il popolo d'Israele, così noi, in questo giorno di grazia: siamo "popolo che cammina nelle tenebre" (cf. Is 9,1), oppresso da un giogo. Forse proprio in questo modo ci siamo incamminati verso la Chiesa, nella notte: sulle spalle il peso di un quotidiano "tenebroso", affollato di preoccupazioni, di travagli, quando pesanti quando più lievi, ma sempre capaci di occupare l'orizzonte delle giornate con invadenza. Eppure se ci siamo incamminati verso la chiesa vuol dire che il cuore è ancora abitato da una speranza, quella che abbiamo cercato di ravvivare lungo tutto il tempo di Avvento: la speranza di un evento di grazia, eccezionale, proprio nel senso che possa "eccedere" ciò che umanamente è ipotizzabile. Di fatto, quando le maglie della vita si stringono dentro logiche solo umane, non resta che sperare nel miracolo, nel soprannaturale.

Abazzia Pulsano LECTIO DOMENICA NELL’OTTAVA DEL NATALE" Festa della S. Famiglia"

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LECTIO DOMENICA NELL’OTTAVA DEL NATALE Festa della S. Famiglia
Matteo 2,13-15.19-23 (leggi 2,13-23); Siracide 3,2-6.12-14 (leggi 3,1-16); Salmo 127; Colossesi 3,12-21
Canto all’Evangelo Col 3,15.16 Alleluia, alleluia. La pace di Cristo regni nei vostri cuori; la parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Alleluia. L’augurio apostolico posto nel canto all’evangelo sono la «pace di Cristo», soggetto di esultanza «nei cuori» dei fedeli, e la «Parola inabitante di Cristo» in essi. Il binomio indica identità: la Parola e la pace; l’esultanza e la dimora, nei cuori e nei

Il Papa: a Natale, facciamo posto a Gesù invece che alle spese e al rumore

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A Natale, come Maria, facciamo posto a Gesù che viene. E’ l’esortazione di Papa Francesco nella Messa di stamani a Casa Santa Marta. Il Papa ha sottolineato che il Signore visita ogni giorno la sua Chiesa ed ha messo in guardia da un atteggiamento di chiusura della nostra anima. Il cristiano, ha ribadito, deve sempre vivere in vigilante attesa del Signore. Il servizio diAlessandro Gisotti:
Natale è vicino. In questi giorni che precedono la nascita del Signore, Papa Francesco ha sottolineato che la Chiesa, come Maria, è in attesa di un parto. Anche Lei, ha osservato, “sentiva quello che sentono tutte le donne in quel tempo”. Sente queste “percezioni interiori nel suo corpo, nella sua anima” che il figlio sta arrivando. Maria, ha detto il Papa, sente nel cuore che vuole guardare il volto del suo Bambino. Noi

don Roberto Seregni"Un Natale così... "

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Un Natale così... don Roberto Seregni
Vangelo: Lc 2,1-14    E' un pomeriggio torrido di dicembre. Rientro con la jeep dal mercato e attraverso nuvole di polvere sulla strada sconquassata verso Carabayllo. Un signore anziano con una borsa gigante al collo rovista nella spazzatura in cerca di plastica da vendere. Una bimba a piedi nudi spinge una bici con a bordo il fratellino che ride come un pazzo; a pochi passi la vicina di casa, madida di sudore, lancia sulla strada impolverata l'acqua sporca dei panni lavati.
Dopo un breve slalom tra buche e sassi arrivo a San Pedro. Cerco di non investire un signore che spinge un carrellino giallo pieno di gelati e mi infilo nel cortile sabbioso della missione. Padre Ivan sta parlando con due signore, le saluto e mi infilo in cucina. Sistemo in ordine la frutta e la verdura che ho comprato al mercato e