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Visualizzazione dei post da Maggio, 2014

mons. Gianfranco Poma"Andate, fate discepoli tutti i popoli"

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Ascensione del Signore (Anno A) (01/06/2014)
Vangelo: Mc 16,15-20
"Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino al compimento del tempo": celebriamo l'Ascensione del Signore leggendo il brano conclusivo del Vangelo di Matteo (28,16-20). Gesù, il Figlio di Dio entrato

Paolo Curtaz"In campo"

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Ascensione del Signore (Anno A) (01/06/2014)
Vangelo: Mt 28,16-20
Uomini di Galilea, perché continuate a guardare il cielo?
Sono stupiti e amareggiati, i discepoli. Il Maestro se ne va proprio ora che, infine, avevano capito il grande disegno di Dio su Gesù, proprio ora che, finalmente, avevano superato il dolore e si erano convertiti alla gioia! Proprio ora che,

Antonio Riboldi "Gesù ascende al Cielo"

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Ascensione del Signore (Anno A)
Gesù, il Maestro, aveva definitivamente spazzato via il senso di fallimento e di abbandono dei Suoi, suscitando stupore e gioia grande, perché era RISORTO e, quindi, meravigliosamente VIVO. Abbiamo letto, nella Domenica di Pasqua, come Gesù ‘andava e veniva’, nei modi più strepitosi, sempre sorprendendo i Suoi: Maria Maddalena, chiamata per nome, i due discepoli di Emmaus, a cui aveva fatto ‘ardere il cuore’, gli intimoriti Apostoli, salutati con il ‘Pace a voi!’, Tommaso, invitato a credere con la richiesta: ‘Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani’, ed infine

Pane Quotidiano"A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra."

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VANGELO (Mt 28,16-20)
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
Parola del Signore
Commento: Dr. Josef ARQUER (Berlin, Germania)

Dai «Discorsi» di sant\'Agostino,"Nessuno è mai salito al cielo, fuorché il Figlio dell\'uomo che è disceso dal cielo"

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(Disc. sull\'Ascensione del Signore, ed. A. Mai, 98, 1-2; PLS 2, 494-495)
    Oggi nostro Signore Gesù Cristo è asceso al cielo. Con lui salga pure il nostro cuore.
    Ascoltiamo l\'apostolo Paolo che proclama: «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio. Pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra» (Col 3, 1-2). Come egli è asceso e non si è allontanato da noi, così anche noi già siamo lassù con lui, benché nel nostro corpo non si sia ancora avverato ciò che ci è promesso.

Mons. Francesco Follo Lettura patristica per la Domenica dell'Ascensione "La fede autentica è quella che non contraddice con le opere le verità credute"

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PARIGI, 31 Maggio 2014 (Zenit.org) - Monsignor Francesco Follo, osservatore permanente della Santa Sede presso l'UNESCO a Parigi, offre oggi la seguente Lettura patristica per la Domenica dell'Ascensione - Anno A - 1 giugno 2014.
Lettura Patristica
San Gregorio Magno
Omelia XXIX, 1. 2-4 in Evang. PL 76, 1213-1216.

don Roberto Rossi "La comunità dei credenti accoglie la misericordia del Signore e l'annuncia gioiosamente a tutti"

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Ascensione del Signore (Anno A) (01/06/2014)
Vangelo: Mt 28,16-20
Celebriamo la solennità dell'Ascensione. "Il terzo giorno è risuscitato, è salito al cielo e siede alla destra del Padre" (dal Credo). Il Signore Gesù è salito al cielo. E' il compimento della sua missione, è la

omelia di don Angelo Casati nella Solennità dell'Ascensione del Signore

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At 1,1-11
Sal 46
Ef 1,17-23
Mt 28, 16-20
Un pastore della chiesa riformata, il pastore Paolo Ricca, scrivendo in questi giorni dell'Ascensione, diceva che "un po' dappertutto l'Ascensione è diventata o tende a diventare la cenerentola delle feste cristiane".
Ascensione, festa cenerentola. E si chiedeva perché, come mai?
Eppure dell'Ascensione si parla ampiamente nelle Sacre Scritture. A confronto per esempio col Natale, molto più ampiamente. Eppure

don Mauro Pozzi "SONO CON VOI"

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Il commento al Vangelo della domenica a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.
Nei quaranta giorni dopo la resurrezione Gesù è apparso varie volte ai suoi di- scepoli per rassicurarli e provare loro che era veramente vivo. Non tutti però erano persuasi a quanto ci dice l’evangelista Matteo. È lo Spirito Santo che completerà la loro formazione. Si avvicina il momento per gli Apostoli

don Luca Garbinetto "Il potere di costruire ponti"

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Ascensione del Signore (Anno A) (01/06/2014)
Vangelo: Mt 28,16-20
‘Non si va in Cielo salendo scale, ma costruendo ponti'. L'espressione è di don Tonino Bello, testimone credibile del nostro tempo. L'insegnamento è antico come la Chiesa, in cui i suoi ‘pontefici' (dal latino pontifex, cioè ‘costruttori di ponti') sono i primi garanti dell'eredità lasciataci da Gesù in persona.

Pane Quotidiano"Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili"

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VANGELO (Lc 1,39-56)  Commento: Mons. F. Xavier CIURANETA i Aymí Vescovo Emerito di Lleida (Lleida, Spagna)
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo

Dalle «Omelie» di san Beda il Venerabile, sacerdote"Maria magnifica il Signore che opera in lei"

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(Lib. 1, 4; CCL 122, 25-26, 30)
    «L'anima mia magnifica il Signore ed il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore» (Lc 1, 46). Con queste parole Maria per prima cosa proclama i doni speciali a lei concessi, poi enumera i benefici universali con i quali Dio non cessò di provvedere al genere umano per l'eternità.
    Magnifica il Signore l'anima di colui che volge a lode e gloria del Signore tutto ciò che passa nel suo mondo interiore, di colui che, osservando i precetti di Dio, dimostra di pensare sempre alla potenza della sua maestà.

padre Antonio Rungi "Perché fissare il cielo?"

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Ascensione del Signore (Anno A) (01/06/2014)
Vangelo: Mt 28,16-20
Nella domenica dell'ascensione dal cielo di nostro Signore Gesù Cristo, siamo inviati dallo stesso Signore a fare due cose: a fissare il cielo dove Cristo si è assiso alla destra del Padre e dove ci attende tutti, per condividere con noi la gioia del suo regno

don Marco Pozza "La mia catechista e la ripresa di Gesù"

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Ascensione del Signore (Anno A) (01/06/2014)
Vangelo: Mt 28,16-20
Ci aveva provato lei, ma a pensarci adesso era parsa proprio ridicola la mia maestra di catechismo. Ci parlava dell'Ascensione - a noi bambini che andavamo a catechismo col pallone nello zaino - aggrappandosi ad un sentimentalismo di vecchia data, ormai scaduto e stanco, ad immagini consunte, disuse, affannose: "Gesù, dopo aver tanto faticato, aveva il diritto di andarsi a riposare in Paradiso, dove anche noi, al termine del soggiorno in questa valle di lacrime".

Commento a cura delle Clarisse di Via Vitellia Ascensione del Signore (Anno A) (01/06/2014)

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Vangelo: Mt 28,16-20
COMMENTO ALLE LETTURE
"Ecco, è ormai chiaro che per la grazia di Dio la più degna tra le creature, l'anima dell'uomo fedele, è più grande del cielo, poiché i cieli con tutte le altre creature non possono contenere il Creatore, mentre la sola anima fedele è sua dimora e sede, e ciò soltanto grazie alla carità di cui gli empi sono privi, come

Pane Quotidiano"Nessuno potrà togliervi la vostra gioia. "

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VANGELO (Gv 16,20-23) Commento: Rev. D. Joaquim FONT i Gassol ( Barcelona Spagna)
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.
La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».
Parola del Signore

Dai «Trattati su Giovanni» di sant\'Agostino,"Le due vite"

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Dai «Trattati su Giovanni» di sant\'Agostino, vescovo
(Tratt. 124, 5,7; CCL 36, 685-687)
    La Chiesa conosce due vite che le sono state divinamente predicate ed affidate: una è nella fede, l\'altra nella visione; una nel tempo del pellegrinaggio, l\'altra nell\'eternità della dimora; una nella fatica, l\'altra nel riposo; una lungo la via, l\'altra nella patria; una nell\'attività, l\'altra nel premio della contemplazione.
    La prima vita è stata rappresentata dall\'apostolo Pietro, la seconda da Giovanni. La vita terrena si svolge sino alla fine di questo mondo e trova la sua conclusione nell\'aldilà; la vita celeste, nella sua fase perfetta, verrà dopo la fine di questo

Ermes Ronchi"Gesù è con noi sino alla fine del mondo"

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Ascensione del Signore - Anno A
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli

dom Luigi Gioia "Come il Padre ha mandato me anch'io mando voi"

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Ascensione del Signore (Anno A) (01/06/2014)
Vangelo: Mt 28,16-20
Per molti versi potremmo essere tentati di invidiare gli apostoli. Hanno conosciuto Gesù,
hanno vissuto con lui, lo hanno sentito predicare. Alcuni, come Giovanni, hanno fatto anche
l'esperienza della sua amicizia. Dopo la morte e la resurrezione di Gesù lo hanno visto
risorto e ciò non solo sporadicamente, ma per quaranta giorni, come ci dice la prima lettura
di oggi dagli Atti degli Apostoli: Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte

don Alberto Brignoli "Con noi, tutti i giorni"

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Ascensione del Signore (Anno A) (01/06/2014)
Vangelo: Mt 28,16-20
Gesù, dopo che Dio lo ha risuscitato dalla morte, si è mostrato vivo ai suoi discepoli in varie opportunità e in momenti distinti: come dice Luca all'inizio degli Atti degli Apostoli, "si mostrò vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose

Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM"A ME E’ STATO DATO OGNI POTERE IN CIELO E SULLA TERRA"

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ASCENSIONE – 1° giugno 2014
Mt 28,16-20
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro
indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è
stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli,
battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a
osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine
del mondo».

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi"Ascensione del Signore "

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1 giugno 2014
Mt 28,16-20
Nelle celebrazioni dei cinquanta giorni dopo la grande festa di Pasqua siamo giunti alla contemplazione di
un nuovo aspetto del mistero pasquale. L’ascensione di Gesù, cioè il momento in cui la chiesa prende
consapevolezza nella fede che il Signore Gesù, il crocifisso risorto e vivente per sempre, ha ormai un’altra
presenza sulla terra, tra i suoi discepoli, nella storia: non è più nella carne fragile e mortale in cui l’hanno
conosciuto, ascoltato, visto e toccato (cf. 1Gv 1,1), ma è ormai un corpo glorioso, spirituale, in Dio.

Pane Quotidiano"Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia. "

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VANGELO (Gv 16,16-20)
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete».
Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire».
Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia».
Parola del Signore
Commento: Rev. D. Joan Pere PULIDO i Gutiérrez (Sant Feliu de Llobregat, Spagna)
«La vostra tristezza si cambierà in gioia»

Dai «Discorsi» di san Leone Magno"L\'Ascensione del Signore accresce la nostra fede"

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(Disc. 2 sull\'Ascensione 1, 4; PL 54, 397-399)
    Nella festa di Pasqua la risurrezione del Signore è stata per noi motivo di grande letizia. Così ora è causa di ineffabile gioia la sua ascensione al cielo. Oggi infatti ricordiamo e celebriamo il giorno in cui la nostra povera natura è stata elevata in Cristo fino al trono di Dio Padre, al di sopra di tutte le milizie celesti, sopra tutte le gerarchie angeliche, sopra l\'altezza di tutte le potestà. L\'intera esistenza cristiana si fonda e si eleva su una arcana serie di azioni divine per le quali l\'amore di Dio rivela maggiormente tutti i suoi prodigi. Pur trattandosi di misteri che trascendono la percezione umana e che ispirano un profondo timore riverenziale, non per questo vien meno la fede, vacilla la speranza e si raffredda la carità.

PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE"Il Pellegrinaggio in Terra Santa"

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Piazza San Pietro
Mercoledì, 28 maggio 2014
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Nei giorni scorsi, come sapete, ho compiuto il pellegrinaggio in Terra Santa. E’ stato un grande dono per la Chiesa, e ne rendo grazie a Dio. Egli mi ha guidato in quella Terra benedetta, che ha visto la

don Luciano Cantini "Proprio perché incerti e deboli"

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Ascensione del Signore (Anno A) (01/06/2014)
Vangelo: Mt 28,16-20
Andarono in Galilea
In Galilea Matteo porta a termine il racconto del suo Vangelo, e là, dove i discepoli hanno incontrato Gesù per la prima volta, lo incontrano per l'ultima. Da quell'incontro inizia il nuovo tempo della Chiesa.
La Galilea è un luogo speciale, un luogo "lontano" dai poteri di Gerusalemme, un luogo di "incontro" tra le genti, di "confine", luogo "disprezzato", "imperfetto" e "libero"; è il luogo in cui Gesù ci "precede"

Commento a cura di don Angelo Sceppacerca Ascensione del Signore (Anno A) (01/06/2014)

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Vangelo: Mt 28,16-20 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )
Le ultime parole del Vangelo di Matteo, che ne contiene 18.278 (in greco) sono queste: "Io sono con voi". Eco di quelle alla nascita: "Emmanuele, Dio-con-noi". Sullo sfondo il monte, simbolo della montagna sacra, il Sinai. Dinanzi ai discepoli non c'è solo il Maestro, ma il Risorto: una "cristofania", un'apparizione pasquale, un'epifania di "missione". Una missione che dura tutto il tempo della Chiesa e raggiunge ogni terra e ogni popolo oltre le frontiere di Israele. "Fare discepoli" è più che

don Giovanni Berti "Non guardare in cielo… ma davanti a te"

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Ascensione del Signore
Quale piccola incoerenza nelle letture di oggi... forse.
Nel vangelo di Matteo, Gesù promette di rimanere per sempre con i suoi discepoli, fino alla fine del mondo, mentre negli Atti degli Apostoli, l'evangelista Luca (che scrive questo libro insieme al vangelo che porta il suo nome) dice che ad un certo punto Gesù se ne va, e viene sottratto alla vista dei loro occhi.
Ma allora questo Gesù rimane o se ne va? Il Signore c'è per alcuni privilegiati e per altri è invisibile?

Pane Quotidiano"Lo Spirito della verità vi guiderà a tutta la verità. "

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VANGELO (Gv 16,12-15)
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Parola del Signore
Commento: Rev. D. Santi COLLELL i Aguirre (La Garriga, Barcelona, Spagna)
«Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità»

Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa "I giorni tra la risurrezione e l\'ascensione del Signore"

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Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa
(Disc. sull\'Ascensione, 24; PL 54, 395-396)
    Miei cari, i giorni intercorsi tra la risurrezione del Signore e la sua ascensione, non sono passati inutilmente, ma in essi sono stati confermati grandi misteri e sono state rivelate grandi verità.
    Venne eliminato il timore di una morte crudele, e venne annunziata non solo l\'immortalità dell\'anima, ma anche quella del corpo. Durante quei giorni, in virtù del soffio divino, venne effuso su tutti gli apostoli lo Spirito Santo, e a san Pietro apostolo, dopo la consegna delle chiavi del Regno, venne affidata la cura suprema del gregge del Signore.
    In questi giorni il Signore si unisce, come terzo, ai due discepoli lungo il cammino, e per dissipare in noi ogni ombra di incertezza, biasima la fede l

fr. Massimo Rossi Ascensione del Signore (Anno A) (01/06/2014

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Commento su Matteo 28,16-20
Vangelo: Mt 28,16-20
Il Vangelo della scorsa domenica, si concludeva con la promessa fatta da Gesù, prima di salire in croce, che non ci avrebbe abbandonati. Oggi, passati i giorni tragici della passione, il Signore risorto ritorna a promettere che sarà con noi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.
La promessa assume un valore speciale se consideriamo il luogo nel quale il Risorto dà appuntamento agli Undici: la Galilea, terra di

mons. Roberto Brunelli" E' asceso al cielo, ma è sempre qui"

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Ascensione del Signore (Anno A) (01/06/2014)
Vangelo: Mt 28,16-20
La festa dell'Ascensione è una di quelle che si capiscono subito, senza particolari spiegazioni: quaranta giorni dopo essere risorto dai morti, Gesù ha concluso la sua presenza terrena salendo al cielo, sotto gli occhi degli undici apostoli. E invece, indagando un po', il fatto riserva qualche sorpresa, cominciando dal protagonista. Il Gesù che gli undici vedono salire non è esattamente lo stesso con il quale avevano condiviso tre anni della loro vita, camminando, dormendo, mangiando con lui; dopo la

Abbazia Santa Maria di Pulsano Lectio Divina Domenica «dell’Ascensione del Signore»

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VII Domenica di Pasqua A
Mt 28,16-20; At 1,1-11; Sal 46; Ef 1,17-23
Antifona d’Ingresso At 1,11
«Uomini di Galilea,
perché fissate nel cielo lo sguardo?
Come l’avete visto salire al cielo,
così il Signore ritornerà». Alleluia.

Abbazia Santa Maria di Pulsano Letture patristiche della Domenica «dell’Ascensione del Signore»

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VII Dom. di Pasqua A
Mt 28,16-20; At 1,1-11; Sal 46; Ef 1,17-23
DAL DISCORSO 261 DI SANT’AGOSTINO,VESCOVO.
DISCORSO TENUTO A CARTAGINE NELLA BASILICA DI FAUSTO, ASCENSIONE DEL SIGNORE
Saliamo insieme a Cristo.
1. La risurrezione del Signore è la nostra speranza, l'ascensione del Signore è la nostra glorificazione. Celebriamo oggi la solennità dell'Ascensione. Se vogliamo celebrare l'ascensione del Signore rettamente,

Pane Quotidiano"Se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito."

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VANGELO (Gv 16,5-11)
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».
Parola del Signore
Commento: Fr. Joseph A. PELLEGRINO (Tarpon Springs, Florida, Stati Uniti)
«È bene per voi che io me ne vada»

Dal «Commento sul vangelo di Giovanni» di san Cirillo d\'Alessandria"Lo Spirito è vincolo di unità nel corpo mistico di Cristo"

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(Lib. 11, 11; PG 74, 559-562)
    Secondo san Paolo quanti comunichiamo alla santa umanità del Cristo, veniamo a formare un sol corpo con lui. Presenta così questo mistero di amore: «Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come al presente è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che i gentili cioè sono chiamati in Cristo Gesù a partecipare alla stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della promessa» (Ef 3, 5-6). Se tutti tra di noi siamo membra dello stesso corpo in Cristo e non solo tra di noi, ma anche con colui che è in noi per mezzo della sua carne, è evidente che tutti siamo una cosa sola sia

GIANCARLO BRUNI"Le due facce dell'Ascensione"

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Ascensione del Signore. «Ascensione» è celebrazione di un evento unico a due facce: da un lato la  restituzione di Cristo al « cielo» da cui era venuto, d'altro lato la restituzione dei discepoli alla « terra» a cui
vengono inviati: « Perché state a guardare in cielo?»
1. «Ascensione» è celebrazione di un evento unico a due facce: da un lato la  restituzione di Cristo al « cielo» da cui era venuto, d'altro lato la restituzione dei discepoli alla « terra» a cui vengono inviati: « Perché state a guardare in cielo?» ( At 1,11). Detto altrimenti: perché continuate a fissare il vuoto nella nostalgia e forse nel pianto, simili a Maria di Magdala l' impossibilitata a immaginare un rapporto con l'amato sottratto allo sguardo, all'essere chiamati per nome e toccati: « Maria, perché piangi?...Non mi trattenere…Io salgo al Padre mio e Padre vostro,

"Cristiani su strada" - Ascensione del Signore Anno A

padre Gian Franco Scarpitta" Non il vivo ma il Vivente"

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Ascensione del Signore (Anno A) (01/06/2014)
Vangelo: Mt 28,16-20
Quello che sta succedendo a Gesù di fronte agli sguardi attoniti dei suoi apostoli non ha nulla a che fare con uno sparire nella stratosfera o con un perdersi fra gli astri della volta celeste. Non riguarda un partire come un razzo da una rampa di lancio mentre il volo viene accompagnato dall'infittirsi di una nube oscura. Si tratta piuttosto di un fenomeno misterico, insondabile ai sensi ma per il quale prendiamo consapevolezza che Gesù, vero Dio e vero uomo, dopo aver condiviso a lungo con noi ogni

Pane Quotidiano"Lo Spirito della verità darà testimonianza di me."

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VANGELO (Gv 15,26-16,4)
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto».
Parola del Signore
ommento: Rev. P. Higinio Rafael ROSOLEN IVE (Cobourg, Ontario, Canada)
«E anche voi mi renderete testimonianza»
Oggi, nel Vangelo Gesù annuncia e promette la venuta dello Spirito Santo: «Ma quando verrà il Paraclito,

Dai «Discorsi» di sant\'Agostino"Rallegratevi nel Signore, sempre"

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(Disc. 171, 1-3. 5; PL 38, 933-935)
    L\'Apostolo ci comanda di rallegrarci, ma nel Signore, non nel mondo. «Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio» (Gc 4, 4), come ci assicura la Scrittura. Come un uomo non può servire a due padroni, così nessuno può rallegrarsi contemporaneamente nel mondo e nel Signore.
    Quindi abbia il sopravvento la gioia nel Signore, finché non sia finita la gioia nel mondo. Cresca sempre più la gioia nel Signore, mentre la gioia nel mondo diminuisca sempre finché sia finita. E noi affermiamo questo, non perché non dobbiamo rallegrarci mentre siamo nel mondo, ma perché, pur vivendo in questo mondo, ci rallegriamo già nel Signore.
    Ma qualcuno potrebbe obiettare: Sono nel mondo, allora, se debbo gioire, gioisco là dove mi trovo. Ma che dici?

p. Alberto Maggi OSM"PREGHERO’ IL PADRE E VI DARA’ UN ALTRO PARACLITO "

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VI DOMENICA DI PASQUA - 25 maggio 2014
Gv 14,15-21
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e
io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo
Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo
conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi
vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi
in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà
amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Per la prima volta nel vangelo di Giovanni Gesù chiede amore verso se stesso. Ma lo fa soltanto dopo

Commento a cura di don Angelo Sceppacerca VI Domenica di Pasqua

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Commento su Giovanni 14,15-21 Agenzia SIR   VI Domenica di Pasqua (Anno A) (25/05/2014) Lo Spirito è protagonista nel Vangelo di Giovanni a iniziare dal battesimo di Gesù. Donatoci già nelle sue parole e opere, viene effuso in pienezza nel mistero pasquale di morte e risurrezione di Gesù. Per questo, in attesa di quell'ora, lo Spirito appare come il "promesso", il "Paraclito", cioè "colui che è chiamato accanto", a soccorrere chi è nella prova a motivo della fede, dell'essere discepoli di Gesù, per difenderli, sostenerli, soprattutto per essere loro intimo, come lo è Gesù stesso. Il Padre darà ai discepoli un altro Paraclito, perché già Gesù è loro accanto per consolare e salvare. La condizione per avere lo Spirito è la stessa, l'osservanza dei comandamenti che si riassumono in uno: l'amore fraterno, la stessa vita che scorre nella Trinità divina. Da soli i discepoli di allora e di oggi non sono in grado di fare nulla, senza Gesù. Il suo …

dom Luigi Gioia" Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito"

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VI Domenica di Pasqua (Anno A) (25/05/2014)
Vangelo: Gv 14,15-21
Due volte nel vangelo di oggi Gesù si riferisce ai suoi comandamenti: Se mi amate, osserverete i miei comandamenti e Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama.
Nel Vangelo di Giovanni la parola ‘comandamenti' si riconduce ad un atteggiamento fondamentale che è quello dell'amore. Se cerchiamo il vero senso della parola ‘comandamento' o ‘comandamenti' nel Vangelo di Giovanni la troviamo in queste due frasi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri e più avanti Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amati.
Possiamo chiederci perché Gesù chiami l'amore un comandamento. L'amore, come la fede non si comandano. Imporsi di amare è un controsenso: si ama o non si ama. Se c'è bisogno di imporselo allora vuol dire che siamo ancora in una logica diversa da quella dell'amore.
In realtà il termine ‘comanda…

don Giovanni Berti "Dentro lo scontro tra Spirito e mondo"

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VI Domenica di Pasqua (Anno A) (25/05/2014)
Vangelo: Gv 14,15-21
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In questi giorni di elezioni per il parlamento europeo che coinvolgono tutti i cittadini italiani e della Comunità europea, lo scontro politico è alto, come sempre.
Anche spegnendo tutti i mezzi di comunicazione, a meno di non isolarsi su qualche montagna o isola, non possiamo non sentire gli echi di uno scontro sempre più acceso tra posizioni politiche diverse, tra diversi modi di vedere la politica e il modo di governare. E i nomi dei protagonisti al vertice di questo scontro li conosciamo tutti, alcuni nuovi e alcuni meno nuovi e da decenni presenti nello scontro.
E' assolutamente normale che ad ogni competizione elettorale, che sia per l'Europa o per la nazione o anche per l'amministrazione di un piccolo comune, l'elettore si trovi in mezzo a questo scontro e debba prendere alla fine la sua decisione, che porrà segretamente nell'urna elettorale.
Ovviame…

MEDITAZIONE di FRANZ GEORG FRIEMEL"Siamo ancora figli di questo mondo?"

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MEDITAZIONE
In qualche anno - forse solamente in qualche mese - si è stabilita una
relazione tra Gesù e i suoi discepoli. Essi non possono più immaginare
la loro vita senza di lui. Egli ha dato alla loro vita ricchezza e
significato. Ha dato loro speranza, li ha resi importanti agli occhi di
Dio e del mondo.
I suoi discepoli non hanno sempre capito Gesù, ma hanno sempre sentito
che era uno di loro, e che poteva esserlo perché essi stessi lo
ascoltavano e gli appartenevano.

Pane Quotidiano"Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito"

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VANGELO (Gv 14,15-21)
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Parola del Signore
Commento: P. Julio César RAMOS González SDB (Mendoza, Argentina)
Anch’io lo amerò e mi manifeterò a lui
Oggi, Gesù —così come fece con i suoi discepoli— ci dice addio, perché ritorna al Padre per essere glorificato. Se…

Dal «Commento sulla seconda lettera ai Corinzi» di san Cirillo di Alessandria,"Dio ci ha riconciliati per mezzo di Cristo"

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(Cap. 5, 5 - 6; PG 74, 942-943)
Dio ci ha riconciliati per mezzo di Cristo
e ci ha affidato il ministero della riconciliazione
    Chi ha il pegno dello Spirito e possiede la speranza della risurrezione, tiene come già presente ciò che aspetta e quindi può dire con ragione di non conoscere alcuno secondo la carne, di sentirsi, cioè, fin d\'ora partecipe della condizione del Cristo glorioso. Ciò vale per tutti noi che siamo spirituali ed estranei alla corruzione della carne. Infatti, brillando a noi l\'Unigenito, siamo trasformati nel Verbo stesso che tutto vivifica. Quando regnava il peccato eravamo tutti vincolati dalle catene della morte. Ora che è subentrata al peccato la giustizia di Cristo, ci siamo liberati dall\'antico stato di decadenza.
    Quando diciamo che nessuno è più nella carne intendiamo riferirci a quella condizione connaturale alla creatura umana che comprende, fra l\'altro, la particolare caducità propria dei corpi. Vi fa cenno san Paolo quando dice:…

Dalla prima lettera di san Giovanni, apostolo 1, 1-10 Gesù, "Verbo di vita e luce di Dio"

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Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita (poiché la vita si è fatta visibile, noi l\'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi), quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta.
    Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che ora vi annunziamo: Dio è luce e in lui non ci sono tenebre. Se diciamo che siamo in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, mentiamo e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da …

don Roberto Rossi "La grande gioia del vangelo

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VI Domenica di Pasqua (Anno A) (25/05/2014)
Vangelo: Gv 14,15-21
Nel libro degli Atti degli Apostoli si riferisce che, dopo una prima violenta persecuzione, la comunità cristiana di Gerusalemme, eccettuati gli apostoli, si disperse nelle regioni circostanti e Filippo, uno dei diaconi, raggiunse una città della Samaria. Là predicò Cristo risorto, e il suo annuncio fu accompagnato da numerose guarigioni, così che la conclusione dell'episodio è molto significativa: "E vi fu grande gioia in quella città". Ogni volta ci colpisce questa espressione, che nella sua essenzialità ci comunica un senso di speranza; come dicesse: è possibile! E' possibile che l'umanità conosca la vera gioia, perché là dove arriva il Vangelo, fiorisce la vita; come un terreno arido che, irrigato dalla pioggia, subito diventa verde. Filippo e gli altri discepoli, con la forza dello Spirito Santo, fecero nei villaggi della Palestina ciò che aveva fatto Gesù: predicarono la Buona Notizia e opera…

don Marco Pedron "Lui dimora presso di te"

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VI Domenica di Pasqua (Anno A) (25/05/2014)
Vangelo: Gv 14,15-21
Lunedì - Un comandamento nuovo... non un altro
"Se mi amate, osserverete i miei comandamenti" (Gv 14,15).
Il vangelo di oggi è la prosecuzione di quello di domenica scorsa. Siamo nell'Ultima Cena e i discepoli sono terrorizzati dalla possibilità reale e quasi sicura che Gesù muoia.
Gesù ha amato i suoi discepoli completamente, fino alla fine (Gv 13,1). Adesso anche lui chiede amore ai suoi discepoli. Ma l'amore che egli chiede per sé in realtà non è per sé ma per gli altri. Da Dio a Gesù; da Gesù a voi; da voi agli altri: è il processo dell'amore.
Ma quali sono questi comandamenti? Sono i Dieci Comandamenti? No. Per veder quali siano, dobbiamo andare a vedere quando Gesù si riferisce a questi "comandamenti".