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Visualizzazione dei post da Aprile, 2015

Gaetano Salvati"Rimanete in me e io in voi"

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Commento su Giovanni 15,1-8
V Domenica di Pasqua (Anno B) (03/05/2015)
Vangelo: Gv 15,1-8 
La legittima paura dei discepoli alla vista di Paolo, divenuto credente sulla via di Damasco (At 9,26), rileva l'assoluta necessità del cristiano a non adagiarsi ad una passività priva di relazione, alla paura di aprirsi all'altro; ma abbandonarsi a Dio, al Suo dono, che è la fede.
Il dono della fede non è fusione mistica: è dialogo consapevole fra un Tu e un io. Nel vangelo di oggi questa relazione assume

don Alberto Brignoli Una fede "a chilometro zero"

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V Domenica di Pasqua (Anno B) (03/05/2015)
Vangelo: Gv 15,1-8 
Le leggi di mercato - o forse anche solo il desiderio di soddisfare qualche piacere della gola - ci mettono oggi nelle condizioni di poterci servire, in qualsiasi momento dell'anno, di quei frutti della terra che, in un passato nemmeno troppo remoto, non potevamo certo avere la pretesa di assaporare. Mangiare le fragole a gennaio, il melone a dicembre e le arance ad agosto non era certo una

padre Antonio Rungi" Amare con i fatti e nella verità"

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V Domenica di Pasqua (Anno B) (03/05/2015)
Vangelo: Gv 15,1-8
L'essenza stessa del cristianesimo sta nell'amore: amore verso Dio e verso i fratelli. L'unico grande comandamento che dobbiamo applicare e vivere costantemente nella nostra vita. Chi è risorto con Cristo vive nell'amore e di amore. E senza amore non può sopravvivere. Oggi, la parola di Dio di questa quinta domenica del tempo di Pasqua ci pone di fronte alle nostre dirette responsabilità di chi e come amiamo. A

Carla Sprinzeles " In Gesù si manifesta Dio" At 9,26-31 e Gv 15,1-8

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 Commento su At 9,26-31 e Gv 15,1-8
V Domenica di Pasqua (Anno B) (03/05/2015)
Amici, cosa in concreto dice a ciascuno di noi la resurrezione di Gesù?
Gesù nella sua vita, nella passione, ha innescato una forza di vita tale, che, nella morte, è esplosa come resurrezione. Nel momento della morte la vita è esplosa, cioè Gesù ha raggiunto quella forma definitiva di esistenza alla quale anche noi siamo chiamati.
Questa forma nuova di vita è passata attraverso la fedeltà di Gesù.

Pane quotidiano«Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me»

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VANGELO (Mt 13,54-58) Commento: Rev. D. Josep Mª MANRESA Lamarca (Les Fonts del Vallès, Barcelona, Spagna)
In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno

Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente"Molte sono le membra, uno il corpo"

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(Capp. 36, 1-2; 37-38; Funk, 1, 145-149)
    Carissimi, la via, in cui trovare la salvezza, è Gesù Cristo, sacerdote del nostro sacrificio, difensore e sostegno della nostra debolezza.
    Per mezzo di lui possiamo guardare l'altezza dei cieli, per lui noi contempliamo il volto purissimo e sublime di Dio, per lui sono stati aperti gli occhi del nostro cuore, per lui la nostra mente insensata e ottenebrata rifiorisce nella luce, per lui il Signore ha voluto che gustassimo la scienza immortale. Egli, che è l'irradiazione della gloria di Dio, è tanto superiore agli angeli, quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato (cfr. Eb 1, 3-4).

PAPA FRANCESCO MEDITAZIONE DOMUS SANCTAE MARTHAE"Memoria e servizio"

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Giovedì, 30 aprile 2015
(da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLV, n.098, 01/05/2015)
Il cristiano non cammina da solo: è inserito in un popolo, in una storia secolare ed è chiamato a mettersi al servizio degli altri. «Memoria» e «servizio» sono le parole chiave della riflessione di Papa Francesco durante la messa celebrata a Santa Marta giovedì 30 aprile. La storia — e

don Marco Pozza "Mungeva le vacche e potava le viti. Nel frattempo mi parlava di Dio"

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V Domenica di Pasqua (Anno B) (03/05/2015)
Vangelo: Gv 15,1-8
La modestia fu il suo forte: aspetto, questo, che pure i detrattori Gli riconobbero come tratto saliente della sua profezia irruente: «Senza di me non potete far nulla». Una storia modesta e sgangherata - poco più di trent'anni circoscritti in poco più di trenta chilometri quadrati - che ebbe e tenne l'ardire di diventare metro e aspirazione di qualsiasi altra storia dopo la sua. Una storia

DON PAOLO ZAMENGO SDB "Sei la terra e la vigna "

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V Domenica di Pasqua (B)  Gv 15, 1-8
La differenza tra un deserto e un giardino non è l’acqua ma l’uomo. Non siamo sulla terra a custodire un museo, ma a coltivare un giardino fiorente, destinato a una splendida primavera. Lo spazio cui ci richiama l'immagine della vigna non è quello dell'aria chiusa e pesante, bensì quello dell'aria aperta, delle vigne assolate e

Monastero di Ruviano,p. Fabrizio Cristarella Orestano"VIVERE DELLA SUA STESSA LINFA "

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V Domenica di Pasqua (B) – Dimorare in Cristo
  30 aprile 2015 | Anno 2014/15, Gv cap. 15, Omelie Anno B, Vangelo di Giovanni
At 9,26-31; Sal 21; 1Gv 3, 18-24; Gv 15, 1-8
VignaIi cammino nella Pasqua di Cristo che abbiamo celebrato ci conduce oggi ad una parola di Gesù

Padre Ermes Ronchi"Noi tralci, Lui la vite: siamo della stessa pianta di Cristo

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V Domenica Pasqua Anno B
(Letture: Atti 9,26-31; Salmo 21; 1 Giovanni 3,18-24; Giovanni 15,1-8).
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite,

Commento a cura di don Paolo Ricciardi": La vite e i tralci."

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Commento su Giovanni 15,1-8 
V Domenica di Pasqua (Anno B) (03/05/2015)
Eccoci alla prima domenica di maggio..., la quinta di Pasqua: aria di primavera, tempo di prime comunioni, di battesimi, di matrimoni, di feste parrocchiali...
Anche se dentro noi ci sono pensieri, motivi di preoccupazioni, fatiche da fine anno, la Liturgia

Commento al Vangelo di P. Alberto Maggi OSM"CHI RIMANE IN ME E IO IN LUI PORTA MOLTO FRUTTO "

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V PASQUA – 3 maggio 2015  Gv 15, 1-8
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni
tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più
frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite,

Pane Quotidiano"Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli......"

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La Liturgia di Giovedi 30 Aprile 2015  VANGELO (Gv 13,16-20) Commento: Rev. D. David COMPTE i Verdaguer (Manlleu, Barcelona, Spagna)
[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro:
«In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo

Dai «Trattati su Giovanni» di sant'Agostino"Il comandamento nuovo"

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(Tratt. 65, 1-3; CCL 36, 490-492)
    Il Signore Gesù afferma che dà un nuovo comandamento ai suoi discepoli, cioè che si amino reciprocamente: «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri» (Gv 13, 34).
    Ma questo comandamento non esisteva già nell'antica legge del Signore, che prescrive: «Amerai il tuo prossimo come te stesso»? (Lv 19, 18). Perché allora il Signore dice nuovo un comandamento che sembra essere tanto antico? È forse un comandamento nuovo perché ci spoglia

PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE Piazza San Pietro Mercoledì, "La Famiglia - 12. Matrimonio (I)

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Mercoledì, 29 aprile 2015
Cari fratelli e sorelle buongiorno!  
La nostra riflessione circa il disegno originario di Dio sulla coppia uomo-donna, dopo aver considerato le due narrazioni del Libro della Genesi, si rivolge ora direttamente a Gesù.
L’evangelista Giovanni, all’inizio del suo Vangelo, narra l’episodio delle nozze di Cana, a

Abbazia Santa Maria di Pulsano Letture patristiche della Domenica «della vigna e dei tralci» V di Pasqua B

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Gv 15,1-8; At 9,26-31; Sal 21; 1 Gv 3,18-24
OMELIA 80
di Sant’Agostino, Vescovo
(Giov. 15, 1-3)
La potenza della parola che il Signore ha rivolto a noi.
Questa parola della fede possiede tale efficacia nella Chiesa di Dio che quando per mezzo di questa crede, offre il sacrificio, benedice e

Abbazia Santa Maria di Pulsano Domenica LECTIO DIVINA «della vite e dei tralci» V di Pasqua B

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Gv 15,1-8; At 9,26-31; Sal 21; 1 Gv 3,18-24
Lo sguardo della Chiesa oggi è ancora concentrato sul suo Signore Risorto, mentre presenta se stesso come «la vite vera», e come «il Visibile del Dio Invisibile» (i Padri).
La Divina liturgia inizia nella gioia del “canto nuovo”:
Antifona d’Ingresso Sal 97,1-2
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi;
a tutti i popoli ha rivelato la salvezza. Alleluia.

dom Luigi Gioia "Questo è il suo comandamento: che crediamo e amiamo"V Domenica di Pasqua

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V Domenica di Pasqua (Anno B) (03/05/2015)
Vangelo: Gv 15,1-8 
Figlioli, non amiamo a parole, né con la lingua, ma con i fatti e nella verità. Non ci si può ripetere questa frase di Giovanni, non ci si può confrontare con essa senza sentire fino a che punto non vi corrispondiamo, fino a che punto vi è in noi una resistenza, un paura. Amare, non a parole,

Monastero Marango Don Giorgio Scatto"Potati e lavorati "V domenica di Pasqua

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V domenica di Pasqua (anno B)   Letture: At 9,26-31; 1Gv 3,18-24; Gv 15,1-8
1«In quei giorni Saulo, venuto a Gerusalemme, cercava di unirsi ai discepoli, ma tutti avevano paura di lui, non credendo che fosse un discepolo. Allora Barnaba lo prese con sé e lo condusse dagli Apostoli».
Barnaba, che forse vuol dire ‘figlio della consolazione’, è il soprannome dato a Giuseppe,

D. Severino GALLO sdb"LA VITE E IL VIGNAIOLO" 5a Domenica di Pasqua

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3 maggio 2015 | 5a Domenica di Pasqua - Anno B | Omelia
Vangelo: "Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto" (Gv. 15,1-8)
Il Vangelo d'oggi ci parla della vite e del vignaiolo. La "vite" è l'albero che è dato vedere più frequentemente in Palestina, per questo l'immagine non poteva essere più felice ed efficace sulle labbra di Gesù.

JUAN J. BARTOLOME sdb"Come il tralcio nella vite"LECTIO DIVINA: Gv 15,1-8

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3 maggio 2015 | 5a Domenica di Pasqua - T. di Pasqua B | 
LECTIO DIVINA: Gv 15,1-8 
Con la tradizionale immagine della vigna, Gesù sviluppa un tema preferito nel vangelo da Giovanni, quello della vita e come ottenerla. Qui, dato che si dirige ai suoi discepoli nella notte del tradimento, ha un'innegabile portata ecclesiale ed

Padre Enzo Bianchi"Gesù, vite vera"V domenica di Pasqua

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V domenica di Pasqua, anno B, 3 maggio 2015
Gv 15,1-8
1 «Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. 2Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. 3Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. 4Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane

Pane quotidiano«Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato»

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La Liturgia di Mercoledi 29 Aprile 2015  VANGELO (Mt 11,25-30) Commento: P. Julio César RAMOS González SDB (Mendoza, Argentina)
In quel tempo, Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai

Dal «Dialogo della Divina Provvidenza» di santa Caterina da Siena,"Ho gustato e veduto"

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(Cap. 167, Ringraziamento alla Trinità; libero adattamento; cfr. ed. I. Taurisano, Firenze, 1928, II, pp. 586-588)
    O Deità eterna, o eterna Trinità, che, per l'unione con la divina natura, hai fatto tanto valere il sangue del tuo Unigenito Figlio! Tu, Trinità eterna, sei come un mare profondo, in cui più cerco e più trovo; e quanto più trovo, più

Papa Francesco ​Messa a Santa Marta -" Aperti alle sorprese"

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Chiedere al Signore «la grazia di non avere paura quando lo Spirito, con sicurezza, mi dice di fare un passo avanti». E domandare il «coraggio apostolico di portare vita e non fare della nostra vita cristiana un museo di ricordi». È questa la duplice raccomandazione con cui Papa Francesco ha concluso, nella mattina di martedì 28 aprile, l’omelia della messa nella cappella di Casa Santa Marta.

don Giovanni Berti"Senza Dio che mondo sarebbe?"V Domenica di Pasqua

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V Domenica di Pasqua (Anno B) 
Vangelo: Gv 15,1-8 
Cosa succede se perdiamo il legame con Dio?
Quale mondo ci sarebbe se definitivamente tagliassimo anche l'ultimo rametto che lega l'umanità con il suo Creatore?
Sono stato nei giorni scorsi in un luogo che ci dice cosa succede se l'uomo decide di tagliare ogni legame con Dio: Auschwitz

Luca Desserafino sdb"Non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità"

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3 maggio 2015 | 5a Domenica di Pasqua - Anno B | Omelia
È la quinta domenica "di" Pasqua, la quinta volta che torna lo stesso ed unico giorno della resurrezione. Ed è così per tutte le domeniche. Esse tornano fedelmente, quasi segno della fedeltà di Dio; tornano anche se tante volte siamo noi ad essere assenti; tornano perché tutti

Ermete TESSORE SDB"Cristiani o Cristianisti?" 5a Domenica di Pasqua

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3 maggio 2015 |- Tempo di Pasqua B | Omelia
La Liturgia della Parola di questa domenica ci mette in guardia contro un pericolo tipico della moderna società: trasformare il "cristiano" in "cristianista", secondo l'espressione coniata dal professor Rémi Brague. Chi sia il cristianista ce lo descrive bene Enzo Bianchi in un articolo sulla La Stampa di anni fa (23 luglio 2005).



ORDINE DEI CARMELITANI LECTIO DIVINA: 5ª DOMENICA DI PASQUA (B)

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Lectio:  Domenica, 3 Maggio, 2015
L'immagine della vite vera, che è Gesù
L'invito pressante a rimanere in Lui 
per portare il frutto dell'amore
Giovanni 15, 1-8
1. Orazione iniziale
Signore, Tu sei! E questo ci basta, per vivere, per continuare a sperare ogni giorno, per camminare in questo mondo, per non scegliere la via sbagliata della chiusura e della solitudine. Sì, Tu sei per sempre e da sempre; sei e rimani, o Gesù! E questo tuo essere è dono continuo anche per noi, è frutto sempre maturo,

PADRE TIZIANO SOFIA "PARLIAMO DI VIGNE, DI UVA E DI VINO " 5^ dom Pasqua - B

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 3 maggio 2015   5^ dom Pasqua - B
Se nei Paesi a clima equatoriale, o tropicale è difficile comprendere il
Vangelo di oggi (vigna - uva), chi in Italia non conosce la vite, non ha visto
tanti vigneti, moltissima e ottima

Movimento Apostolico"Che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli"

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V Domenica di Pasqua (Anno B) (03/05/2015)
Vangelo: Gv 15,1-8 
Con Cristo Gesù viene operata una conversione teologica unica in tutta la storia delle religioni e non solamente nella fede biblica. Il passaggio dalle molte viti che formano la vigna del Signore, all'unica e sola vite. Quelle antiche, anche se molte, erano viti non vere, non buone, incapaci di produrre frutti di giustizia, verità, misericordia, amore. Producevano frutti di iniquità, empietà, idolatria, superstizione, mali infiniti.

Pane quotidiano"Io e il Padre siamo una cosa sola"

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La Liturgia di Martedi 28 Aprile 2015 VANGELO (Gv 10,22-30) Commento: Rev. D. Miquel MASATS i Roca (Girona, Spagna)
Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico

Dai «Discorsi» di san Pietro Crisologo"Sii sacrificio e sacerdote di Dio"

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(Disc. 108; PL 52, 499-500)
    Vi prego per la misericordia di Dio (cfr. Rm 12, 1). È Paolo che chiede, anzi è Dio per mezzo di Paolo che chiede, perché vuole essere più amato che temuto. Dio chiede perché vuol essere non tanto Signore, quanto Padre. Il Signore chiede per misericordia, per non punire nel rigore.
    Ascolta il Signore che chiede: vedete, vedete in me il vostro corpo, le vostre membra, il vostro cuore, le vostre ossa, il vostro sangue. E se temete ciò che è di Dio, perché non amate almeno ciò che è vostro? Se rifuggite dal padrone, perché non ricorrete al congiunto?

padre Paul Devreux"Gesù si presenta come la vite."V Domenica di Pasqua

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V Domenica di Pasqua (Anno B)
Vangelo: Gv 15,1-8 
Gesù si presenta come la vite. Quando nella Bibbia si fa riferimento alla vigna, si pensa a quella piantata da Dio, e cioè il suo popolo Israele, ma Gesù non dice di essere la vigna ma la vite, cioè un ceppo unico, dal quale partono i tralci capaci di portare frutto.
Il Padre taglia e pota questi tralci con l'amore che ogni vignaiolo ha per la sua vigna, affinché produca frutti buoni, e questa è la buona notizia. Noi siamo i tralci che il Padre desidera aiutare a portare frutti

Fra Fabio Scarsato "F come… folla!"

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“Via dalla pazza folla” era un romanzo di parecchi anni fa, da cui, altrettanti anni fa, era stato ricavato anche un film. Effettivamente il termine sa di negativo: di anonimità, di spersonalizzazione, talvolta anche di irrazionalità. Quando la folla invasata ha dato la caccia a streghe o untori, ha abbattuto tiranni ma solo per adorare acriticamente il capo successivo.

padre Gian Franco Scarpitta "Innestati o recisi?"V Domenica di Pasqua

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V Domenica di Pasqua (Anno B) (03/05/2015)
Vangelo: Gv 10,11-18
Siamo ancora nel tempo di Pasqua, ma già dalla settimana scorsa i temi liturgici di riflessione sono mutati. Ci si è spostati in fatti dalla centralità del Cristo Risorto alla visione del Buon Pastore e adesso anche alla tematica non indifferente della "vite" e dei "tralci".

mons. Roberto Brunelli" Perché la vite dia i suoi frutti"

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V Domenica di Pasqua (Anno B) (03/05/2015)
Vangelo: Gv 15,1-8
Nei giorni scorsi un'agenzia di stampa ha pubblicato l'annuale statistica dei battezzati nel mondo, rilevando che solo i cattolici, senza considerare le altre confessioni cristiane, sono aumentati in un anno di circa 60 milioni. E' un segno del percorso in atto sin dalle origini, quando - ricorda la prima lettura (Atti 9,26-31) - la Chiesa "si consolidava e camminava nel

don Roberto Seregni "Rimanere in Lui"V Domenica di Pasqua

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V Domenica di Pasqua (Anno B) 
Vangelo: Gv 15,1-8
Mi colpiscono le parole forti e dure di Gesù: "senza di me non potete fare nulla" (v.5). Non dice che faremo le cose male o a metà, ma che non faremo proprio nulla.
E' così, me ne convinco sempre di più: possiamo correre dalla mattina alla sera, fare mille cose, impegnarci lodevolmente in molte attività, ma se tutto questo è fatto senza di Lui, è sterile, vuoto, insignificante.
Lo dicevo l'altro giorno ad un'amica affaccendata in mille imprese: vale più un passo con Gesù, che una maratona senza di Lui.

Gaetano Salvati" La verità dell'uomo"V Domenica di Pasqua

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V Domenica di Pasqua (Anno B)
Vangelo: Gv 15,1-8 
La liturgia della Parola di oggi rivela che il cammino verso l'incontro con il Signore sussiste se il credente risponde al Suo invito, alla Sua chiamata a partecipare alla comunione nel Suo nome. Ciò suppone che la salvezza attuata in Gesù Cristo è un dono elargito ad ogni uomo,

fr. Massimo Rossi "Lui è la vite e noi i tralci"V Domenica di Pasqua

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 Commento su Giovanni 14,1-6 
V Domenica di Pasqua (Anno B) (03/05/2015)
Siamo nel cenacolo, a cena con Gesù: ancora frastornati dal gesto che ha appena compiuto, inginocchiandosi a lavarci i piedi, e dall'annuncio del tradimento da parte di uno di noi; un altro, ci ha detto il Signore, un altro sempre di noi, giurerà più volte di non aver mai conosciuto il Maestro...

Pane quotidiano"Chi entra dalla porta, è pastore delle pecore e le pecore ascoltano la sua voce "

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La Liturgia di Lunedi 27 Aprile 2015 VANGELO (Gv 10,1-10) Commento: Rev. D. Francesc PERARNAU i Cañellas (Girona, Spagna)
In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore,

Dal libro «Su lo Spirito Santo» di san Basilio Magno, "Lo Spirito dà la vita"

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(Cap. 15, 35-36; PG 32, 130-131)
    Il Signore, che governa la nostra vita, ha istituito per noi il patto del battesimo, espressione sia della morte che della vita. L'acqua dà l'immagine della morte, lo Spirito invece ci dà la garanzia della vita. Da ciò risulta evidente ciò che cercavamo, cioè per quale motivo l'acqua sia unita allo Spirito. Infatti nel battesimo sono due i fini che ci si propone di raggiungere, l'uno che venga eliminato il corpo del peccato, perché non abbia più a produrre frutti di morte,

PAPA FRANCESCO REGINA COELI Piazza San Pietro Domenica, 26 aprile 2015

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
La Quarta Domenica di Pasqua – questa -, detta “Domenica del Buon Pastore”, ogni anno ci invita a riscoprire, con stupore sempre nuovo, questa definizione che Gesù ha dato di sé stesso, rileggendola alla luce della sua passione, morte e risurrezione. «Il buon pastore offre la vita per le pecore» (Gv 10,11): queste parole si sono

CIPRIANI SETTIMO SDB"Io sono il buon Pastore"4a Domenica di Pasqua

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26 aprile 2015 | 4a Domenica di Pasqua - Anno B | Appunti per la Lectio
"Io sono il buon Pastore"
"Il Dio della pace, che ha fatto tornare dai morti il pastore grande delle pecore, in virtù del sangue di un'alleanza eterna, il Signore nostro Gesù, vi renda perfetti in ogni bene...": è l'augurio finale con cui si conclude la lettera agli Ebrei (13,20). L'autore della lettera collega, dunque, la funzione

MACHETTA Domenico"In nessun altro c'è salvezza"| 4a Domenica di Pasqua

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26 aprile 2015 | 4a Domenica di Pasqua Anno B | Appunti per la Lectio
1ª LETTURA: At 4,8-12
"In nessun altro c'è salvezza", dice Pietro nel discorso infuocato degli Atti al capitolo quarto, dopo la guarigione dello storpio. Pietro cita il Salmo 117/118 ricordando "la pietra scartata dai costruttori". Pietro e Giovanni erano stati arrestati per un "beneficio recato ad un uomo infer- mo"; in realtà ciò che turba le autorità è una via nuova che mette in crisi i benpensanti del

Umberto DE VANNA SDB Omelia 4a Domenica di Pasqua - 2015

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26 aprile 2015 | 4a Domenica di Pasqua - Anno B | 
Per cominciare
Nella quarta domenica di Pasqua ogni anno ci viene proposta la figura del buon pastore. Gesù presenta se stesso come modello di amore personale e di dedizione senza

dom Luigi Gioia " Il buon pastore dà la propria vita per le pecore"

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IV Domenica di Pasqua (Anno B) (26/04/2015)
Vangelo: Gv 10,11-18 
Questo passaggio dalla prima lettera di san Giovanni apostolo ci parla di conoscenza: Il mondo non ci conosce, perché non ha conosciuto lui.
Cosa vuol dire che il mondo non ci conosce? La nostra società, l'insieme di tutta quella parte del nostro mondo che non è cristiana, riconosce il cristianesimo perché sociologicamente i cristiani hanno una organizzazione, hanno una visibilità pubblica e possono anche essere contati. Però quello che il

MOMENTI FRANCESCANI DOMENICA DEL BUON PASTORE 26 aprile 2015, 4ª di pasqua

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Dal Vangelo Giovanni 10,11-18
In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon

Card. JEAN-MARIE LUSTIGER MEDITAZIONE"Cristo, vero pastore"

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MEDITAZIONE
Nella quarta domenica di Pasqua, tutti gli anni, ascoltiamo dal decimo capitolo di san Giovanni
la parabola di Cristo, vero pastore. E tutti gli anni, alla stessa distanza da Pasqua, la Chiesa,
unendo alla parabola del pastore il ministero pastorale dei sacerdoti, fa pregare per le vocazioni.