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Visualizzazione dei post da Aprile, 2014

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi III Domenica di Pasqua

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4 maggio 2014
Lc 24,13-35
Il racconto del vangelo odierno, quello dei discepoli di Emmaus, è ricchissimo di messaggi, anche se il
messaggio centrale intorno a cui tutto converge è sempre la resurrezione di Gesù. Brevemente e, come
sempre, senza pretesa di commentare in modo esaustivo questa pagina, cerchiamo in essa la Parola che ci
dà vita sul nostro cammino a volte faticoso e oscuro. Quando Gesù fu catturato, i discepoli fuggirono tutti
per la paura, lo scoramento, e qualcuno tra di loro fu anche tentato di andarsene, di abbandonare la
comunità. Ecco, infatti, che due di loro partono da Gerusalemme, lasciano gli altri e vanno verso il villaggio
di Emmaus, dove quasi sicuramente vi era la loro casa. Sono due uomini delusi, pieni di tristezza –

Pane Quotidiano"Non è costui il figlio del falegname? "

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VANGELO (Mt 13,54-58)
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.
Parola del Signore
Commento di Paolo Curtaz
Gesù è conosciuto come il figlio del carpentiere e probabilmente, anch'egli, come accadeva in tutte le famiglie dell'epoca, ha imparato il mestiere del falegname/carpentiere proprio nella bottega di suo padre. Cosa ci

Dai «Trattati» di san Gaudenzio da Brescia"Il dono ereditario del Nuovo Testamento"

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Dai «Trattati» di san Gaudenzio da Brescia, vescovo
(Tratt. 2; CSEL 68, 30-32)
    Il sacrificio celeste istituito da Cristo è veramente il dono ereditario del suo Nuovo Testamento: è il dono che ci ha lasciato come pegno della sua presenza quella notte, quando veniva consegnato per essere crocifisso.
    È il viatico del nostro cammino. È un alimento e sostegno indispensabile per poter percorrere la via della vita, finché non giungiamo, dopo aver lasciato questo mondo, alla nostra vera meta, che è il Signore. Perciò egli disse: Se non mangerete la mia carne e non berrete il mio sangue, non avrete la vita in voi (cfr. Gv 6, 53). E proprio al fine di non lasciarci privi di questa necessaria risorsa, comandò agli apostoli, cioè ai primi sacerdoti della Chiesa, di celebrare sempre i misteri della vita eterna. Così le anime redente dal suo sangue prezioso, sarebbero state arricchite dei suoi doni e santificate dal memoriale della sua passione.
    È dunque necessario che i sacramenti sia…

Dal libro dell\'Apocalisse di san Giovanni, apostolo "Messaggio alle chiese di Sardi, Filadelfia e Laodicea"

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3, 1-22
    Io, Giovanni, udii il Signore che mi diceva:
    «All\'angelo della chiesa di Sardi scrivi:
    Così parla colui che possiede i sette spiriti di Dio e le sette stelle: Conosco le tue opere; ti si crede vivo e invece sei morto. Svegliati e rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire, perché non ho trovato le tue opere perfette davanti al mio Dio. Ricorda dunque come hai accolto la parola, osservala e ravvediti, perché se non sarai vigilante, verrò come un ladro senza che tu sappia in quale ora io verrò da te. Tuttavia a Sardi vi sono alcuni che non hanno macchiato le loro vesti; essi mi scorteranno in vesti bianche, perché ne sono degni. Il vincitore sarà dunque vestito di bianche vesti, non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese.
    All\'angelo della chiesa di Filadelfia scrivi:
      Così parla il Santo, il Verace,

fr. Massimo Rossi Commento III Domenica di Pasqua

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III Domenica di Pasqua (Anno A) (04/05/2014)
Vangelo: Lc 24,13-35
Che cosa ci impedisce di riconoscere il Cristo che cammina accanto a noi? Non sono cause oggettive esterne, bensì soggettive interne. In altre parole, siamo noi, sono i nostri peccati, ma soprattutto le nostre convinzioni, i nostri preconcetti che ci impediscono di riconoscere il Signore, pellegrino tra noi pellegrini! L'omelia potrebbe finire qui...
Il Vangelo è molto chiaro e, nostro malgrado, l'esperienza lo conferma. Ricordate la scena in cui Maria Maddalena incontra il Signore risorto, ma, anche lei non lo riconosce? Ripiegata com'era nel suo dolore, come avrebbe potuto riconoscerlo? Del resto è più che naturale: quando si sta davvero male, quando il cuore sembra scoppiarci in petto perché l'amato ci è stato violentemente strappato via, non si sente altro che dolore; anzi, quasi lo amiamo, quel dolore; in fondo, è tutto ciò che ci resta del perduto amore.

don Luciano Cantini "Forestiero incendiario"

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III Domenica di Pasqua (Anno A) (04/05/2014)
Vangelo: Lc 24,13-35
Si dice che il camminare sia la parabola della vita. La vita, come il camminare, non è mai uguale a se stessa, rispetto alla storia ogni istante cambia il punto di vista e la sua prospettiva: è l'arricchente dinamica del provvisorio che sa cogliere in ogni momento la direzione da cui soffia lo Spirito e si lascia orientare. Per questo dovremmo imparare da chi ha fatto del nomadismo uno stile di vita, se davvero teniamo ad una vita spirituale: "Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito" (Gv 3,8).
Nella realtà non è proprio così, infatti se il cammino porta inequivocabilmente con sé incertezze e dubbi, noi abbiamo stabilito in anticipo i punti di partenza e di arrivo e i limiti del percorso; nella eventualità c'è sempre la possibilità di un ritorno a casa.
Cleopa e il suo amico si erano buttati nell'avventura di seguire G…

PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE

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Piazza San Pietro
Mercoledì, 30 aprile 2014
Cari fratelli e sorelle, buongiorno.
Dopo aver preso in esame la sapienza, come primo dei sette doni dello Spirito Santo, oggi vorrei puntare l’attenzione sul secondo dono, cioè l’intelletto. Non si tratta qui dell’intelligenza umana, della capacità intellettuale di cui possiamo essere più o meno dotati. È invece una grazia che solo lo Spirito Santo può infondere e che suscita nel cristiano la capacità di andare al di là dell’aspetto esterno della realtà e scrutare le profondità del pensiero di Dio e del suo disegno di salvezza.

III Domenica di Pasqua COMMENTO ALLE LETTURE Mons. Remo Bonola

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Introduzione. L'evento strepitoso di una Risurrezione, causa di salvezza dell'intera umanità, vanificato dall'incredulità, che si annida nella mente e nel cuore dell'uomo.
1.L'evento strepitoso di una Risurrezione, che non si può negare. Ce lo conferma un testimone oculare come Pietro, consapevole di quello, che disse ai suoi conterranei a Gerusalemme nel giorno di Pentecoste: "Uomini d' Israele ascoltate! Gesù di Nazareth, uomo accreditato da Dio presso di voi, per mezzo di miracoli, prodigi e segni, voi lo avete inchiodato sulla Croce [...] ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte [...] e noi ne siamo testimoni" (1° lett.).
Questo evento dunque non è solo un fatto di cronaca, ma soprattutto un evento storico senza precedenti, che

Pane Quotidiano"Dio ha mandato il Figlio nel mondo, perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. "

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VANGELO (Gv 3,16-21)
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
Parola del Signore
Commento: Fr. Damien LIN Yuanheng (Singapore, Singapore)
«La luce è venuta nel mondo»
Oggi, davanti alle miriade di opinioni della vit…

Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa"Cristo vivente nella sua Chiesa"

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(Disc. 12 sulla passione, 3, 6, 7; PL 54, 355-357)
    Carissimi, il Figlio di Dio ha assunto la natura umana con una unione così intima da essere l\'unico ed identico Cristo non soltanto in colui, che è il primogenito di ogni creatura, ma anche in tutti i suoi santi. E come non si può separare il Capo dalle membra, così le membra non si possono separare dal Capo.
    E se è vero che, non è proprio di questa vita, ma di quella eterna, che Dio sia tutto in tutti, è anche vero che fin d\'ora egli abita inseparabilmente il suo tempio, che è la Chiesa. Lo promise con le parole: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20).
    Tutto quello dunque che il Figlio di Dio ha fatto e ha insegnato per la riconciliazione del mondo, non lo conosciamo soltanto dalla storia delle sue azioni passate, ma lo sentiamo anche nell\'efficacia di ciò che egli compie al presente.
    È lui che, come è nato per opera dello Spirito Santo da una vergine madre, così re…

Dal libro dell\'Apocalisse di san Giovanni, apostolo"Messaggio alle chiese di Pergamo e Tiatira"

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2, 12-29
    Io, Giovanni, udii il Signore che mi diceva:
    «All\'angelo della chiesa di Pergamo scrivi:
    Così parla colui che ha la spada affilata a due tagli: So che abiti dove satana ha il suo trono; tuttavia tu tieni saldo il mio nome e non hai rinnegato la mia fede neppure al tempo in cui Antipa, il mio fedele testimone, fu messo a morte nella vostra città, dimora di satana. Ma ho da rimproverarti alcune cose: hai presso di te seguaci della dottrina di Balaam, il quale insegnava a Balak a provocare la caduta dei figli d\'Israele, spingendoli a mangiare carni immolate agli idoli e ad abbandonarsi alla fornicazione. Così pure hai di quelli che seguono la dottrina dei Nicolaìti. Ravvediti dunque; altrimenti verrò presto da te e combatterò contro di loro con la spada della mia bocca.
    Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese: Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all\&…

dom Luigi Gioia"Lo riconobbero nello spezzare il pane

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III Domenica di Pasqua (Anno A) (04/05/2014)
Vangelo: Lc 24,13-35 )
I viandanti di cui parla il vangelo di oggi siamo noi. Il cammino che percorriamo è quello
della nostra vita. Come i due discepoli, anche noi camminiamo senza sapere dove andiamo.
L'indicazione geografica in questo vangelo è essenziale. Sappiamo che nella mente
dell'uomo biblico il senso della vita, la direzione, sono espressi nel fatto di andare a
Gerusalemme. I nostri due discepoli invece se ne allontanano. Infatti avevano creduto per
un momento che Gesù potesse dare senso alla loro vita, potesse indicare loro la via della vita
-come dice il salmo -ma la loro speranza era stata delusa. Noi speravamo -dicono - che
egli fosse colui che avrebbe liberato Israele.Ma Gesù è stato soppresso, non c'è più, e loro

Messa a Santa Marta, il Papa indica nei primi gruppi di cristiani il modello con cui confrontarsi oggi per "rinascere nello Spirito"

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Armonia, testimonianza, cura dei poveri: la "ricetta" di Francesco per una perfetta comunità cristiana
CITTA' DEL VATICANO, 29 Aprile 2014 (Zenit.org) - Perdono, solidarietà, pace, testimonianza, cura dei poveri. È la ricetta di Bergoglio, stilata nella Messa di oggi a Santa Marta, per comporre una perfetta “comunità cristiana”. La stessa che la lettura degli Atti degli Apostoli tratteggia con alcune “pennellate” sulle quali il Pontefice costruisce la sua omelia. In particolare, sono tre gli aspetti che Francesco pone in luce nella sua riflessione, “tre peculiarità” che sintetizzano l’essenza “del popolo rinato ”: la piena concordia all’interno del gruppo, la capacità di testimoniare Cristo fuori del gruppo, e l’amore per i poveri tradotto in un forte impegno a far sì che nessuno, nel gruppo, patisse la miseria.

Abbazia Santa Maria di Pulsano Letture patristiche della Domenica «di Emmaus»

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III Dom. di Pasqua A
Lc 24,13-35;  At 2,14.22-33;  Sal 15;  1Pt 1,17-21
1. Le apparizioni del Risorto
Giovanni scrive cosi: E i discepoli gioirono al vedere il Signore, E dice loro di nuovo: «Pace a voi; come il Padre ha mandato me, cosi io mando voi », E detto questo, alitò su di loro e disse: « Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi, a chi li riterrete saranno ritenuti». Luca invece dice: E come lo avevano riconosciuto allo spezzare del pane. Stavano- dicendo queste cose, quand'egli comparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi; sono io, non temete». Sgibottiti e pieni di paura credevano di vedere uno spirito. Qui forse potrebbe anche sembrare che siano parecchi; però, per evitare ogni incertezza, abbiamo pensato di indagare le cose con una accuratezza assoluta, perché, da una parte, qui siamo nella tarda sera della risurrezione — infatti veniamo a sapere che quei due, i quali sul declinar del giorno erano entrati per rimanere col Signore,

Abbazia Santa Maria di Pulsano Lectio Divina Domenica «di Emmaus»

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Domenica «di Emmaus»
III Dom. di Pasqua A
Lc 24,13-35;  At 2,14.22-33;  Sal 15;  1Pt 1,17-21
Antifona d'Ingresso Sal 65,1-2
Acclamate al Signore da tutta la terra,
cantate un inno al suo nome,
rendetegli gloria, elevate la lode. Alleluia.
Nel sal 65 l'Orante vuole cantare al Signore per tutti i benefici di cui fu gratificato. Il Salmo nella versione greca e nella Volgata ha un titolo molto singolare: «canto del Salmo di resurrezione» è detto (v. la). Di fatto il poema parla delle prove di morte subite, e insieme dell'intervento onnipotente del Signore, che libera e dona

Pane Quotidiano"Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli "

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VANGELO (Mt 11,25-30)
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore
Commento: Rev. D. Xavier SOBREVÍA i Vidal (Castelldefels, Spagna)
«Dovete nascere dall’alto»
Oggi, Gesù espone la difficoltà di prevenire e conoscere lo Spirito Santo: infatti, «soffia dove vuole» (Gv

Dal «Dialogo della Divina Provvidenza» di santa Caterina da Siena"Ho gustato e veduto"

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(Cap. 167, Ringraziamento alla Trinità; libero adattamento; cfr. ed. I. Taurisano, Firenze, 1928, II, pp. 586-588)
    O Deità eterna, o eterna Trinità, che, per l\'unione con la divina natura, hai fatto tanto valere il sangue del tuo Unigenito Figlio! Tu, Trinità eterna, sei come un mare profondo, in cui più cerco e più trovo; e quanto più trovo, più cresce la sete di cercarti. Tu sei insaziabile; e l\'anima, saziandosi nel tuo abisso, non si sazia, perché permane nella fame di te, sempre più te brama, o Trinità eterna, desiderando di vederti con la luce della tua luce.
    Io ho gustato e veduto con la luce dell\'intelletto nella tua luce il tuo abisso, o Trinità eterna, e la bellezza della tua creatura. Per questo, vedendo me in te, ho visto che sono tua immagine per quella intelligenza che mi vien donata della tua potenza, o Padre eterno, e della tua sapienza, che viene appropriata al tuo Unigenito Figlio. Lo Spirito Santo poi, che procede da te e dal tuo Figlio, mi h…

padre Gian Franco Scarpitta"La vera rivelazione del Risorto"III Domenica di Pasqua

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Vangelo: Gv 20,19-31
I brani evangelici di queste settimane insistono sulle apparizioni di Gesù Risorto che sfidano l'incredulità sbigottita dei loro destinatari. La Prima Lettura, tratta sempre dagli Atti degli Apostoli, descrive l'organizzazione, l'andamento e l'intraprendenza missionaria del nuovo gruppo che si è appena costituito sul Cristo: i discepoli iniziano nel suo nome e per suo mandato a formare "un cuor solo e un'anima sola", condividendo gli uni gli altri tutto quello che possiedono, ciascuno depone ai piedi degli apostoli ogni provento e il ricavato di ogni affare concluso. Sempre più persone si uniscono alla comunità cristiana, anche in conseguenza dei discorsi proferiti da Pietro, che, come nel caso della lettura odierna, mostra tutte le

mons. Roberto Brunelli " Accanto ai due diretti a Emmaus"

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III Domenica di Pasqua (Anno A) (04/05/2014)
Vangelo: Lc 24,13-35
Oggi la liturgia fa risuonare la parola di Pietro, con un suo discorso (Atti 2,22-33) e un passo della sua prima lettera (1Pietro 1,17-21), nel quale tra l'altro scrive: "Non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ma con il sangue prezioso di Cristo, che Dio ha risuscitato dai morti". Come dire: si illude chi pensa di salvarsi l'anima con il proprio danaro; la salvezza non si compera: è un puro dono, da accogliere e tradurre nella propria vita.
Passando al vangelo: il giorno della risurrezione, Gesù si manifesta di buon'ora a Maria Maddalena e verso sera agli apostoli riuniti. Di mezzo si colloca l'episodio di Luca 24,13-35: due discepoli che ancora non sanno sono in cammino verso Emmaus, e non nascondono la delusione per come pensano sia finita la vicenda di Colui nel quale avevano riposto le loro speranze. Lo dicono anche al viandante che l…

GIANCARLO BRUNI"Commensali del Risorto"

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Eremo delle Stinche - Panzano in Chianti
1. Il generato dall'eternità dal Padre nel silenzio, il disceso nel tempo dal silenzio e il  partorito da una donna  nel silenzio è il risvegliato-alzato e l'esaltato-glorificato dal Padre nel silenzio. La risurrezione, al pari dell'in principio e della incarnazione, è un evento che investe in maniera unica la relazione Padre-Figlio, lontano da occhi indiscreti e da racconti diretti; evento donato alla intelligenza del cuore e affidato alla «castità» della immaginazione e alla sobrietà della narrazione (R. Vignolo). Vi sono momenti che appartengono esclusivamente agli amanti e vi sono momenti in cui gli effetti dell'atto di amore, nel nostro caso la nascita nuova del Figlio ad opera del Padre nello Spirito, diventa dono palese a partire da coloro che ne hanno condiviso il sogno, pur senza averlo compreso. È in questa ottica che va letto l'episodio dei discepoli di Emmaus, l'uno di nome Cleopa (Lc 24,18) e l'altro se…

Pane Quotidiano"Se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio."

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VANGELO (Gv 3,1-8)
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».
Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Parola del Signore
Commento: Fray Josep Mª MASSANA i Mola OFM …

Dall\'«Omelia sulla Pasqua» di un antico autore"La Pasqua spirituale"

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(PG 59, 723-724)
    La Pasqua che noi celebriamo è causa di salvezza per tutti, a cominciare dal primo uomo che è salvato e vivificato in tutti.
    Le cose imperfette e temporanee di un tempo, così come le antiche immagini e i simboli delle cose eterne, erano destinati ad adombrare quella verità, che attualmente si è compiuta. Ora che la verità è divenuta presente, il simbolo deve cederle il posto. Accade come quando, arrivato il re, nessuno trascura il re vivo per inchinarsi ancora davanti ad una sua immagine.
    Da questo appare chiaro quanto il simbolo sia inferiore alla verità, perché il simbolo ricorda la breve esistenza dei primogeniti giudei, la verità, invece, la vita eterna di tutti gli uomini.
    Non è gran cosa sfuggire alla morte per breve tempo per colui che è destinato a morire poco dopo, ma è certamente gran cosa sottrarsi del tutto alla morte, come è accaduto a noi per Cristo, per noi sacrificato come nostra Pasqua.

Dal libro dell\'Apocalisse di san Giovanni, apostolo La visione del «Figlio dell\'uomo»

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Rivelazione di Gesù Cristo che Dio gli diede per render noto ai suoi servi le cose che devono presto accadere, e che egli manifestò inviando il suo angelo al suo servo Giovanni. Questi attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, riferendo ciò che ha visto. Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e mettono in pratica le cose che vi sono scritte. Perché il tempo è vicino.
    Giovanni alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono, e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra.
    A colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.
Ecco, viene sulle nubi e ognuno lo vedrà (Dn 7, 13); anche quelli che lo trafissero

MEDITAZIONE 2.a di Pasqua J. PETROSIUS

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MEDITAZIONE
L'amore di Dio per gli uomini si manifesta soprattutto negli avvenimenti
della Pasqua, che sono il punto culminante della missione di Cristo.
In generale, Pasqua significa la festa della risurrezione. Tuttavia, in
un senso più esteso, biblico, la Pasqua rappresenta la festa di tutto ciò
che ha portato alla salvezza dell'umanità, cioè la festa della passione,
della morte, della risurrezione e dell'ascensione di Cristo. Allo stesso
modo, per gli Ebrei la Pasqua evoca tutti gli avvenimenti che si
riferiscono alla loro liberazione dalla schiavitù in Egitto.
Secondo il progetto di Dio, Cristo doveva soffrire ed entrare nella sua
gloria (Lc 24,25-28). Ed è stato così: "Umiliò se stesso, facendosi
obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l'ha
esaltato" (Fil 2,8-9). È solo attraverso la morte e la risurrezione che

don Alberto Brignoli " Una fede difficile, ma mai solitaria"

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II Domenica di Pasqua (Anno A) (27/04/2014)
Vangelo: Gv 20,19-31
Guardiamo a tutte le narrazioni dei cosiddetti "Vangeli delle Apparizioni" che abbiamo letto durante questa settimana dell'Ottava di Pasqua. Quasi tutte hanno una costante, quella di un'iniziale incapacità a riconoscere il Risorto da parte dei suoi discepoli:
•apparendo a Maria Maddalena, Gesù riesce a farsi riconoscere da lei incentrando l'incontro sul particolare legame d'affetto che li lega. È l'amore che ha per lei che fa sì che Gesù si riveli a Maria nel momento in cui la chiama per nome;
•Gesù appare ai discepoli di Emmaus, incapaci di riconoscerlo. Con loro, deve fare "memoria" della sua Passione e Morte attraverso la duplice mensa della Parola e del Pane Eucaristico;
•Gesù appare sulle rive del lago di Tiberiade ai discepoli, tornati illusoriamente al lavoro di pescatori e - pure loro - incapaci di riconoscerlo. La grazia di una pesca abbondante permette loro di riconoscer…

Pane Quotidiano"Otto giorni dopo venne Gesù."

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VANGELO (Gv 20,19-31)
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tomma…

Dai «Discorsi» di sant\'Agostino"Nuova creatura in Cristo"

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(Disc. 8 nell\'ottava di Pasqua 1, 4; PL 46, 838. 841)
    Rivolgo la mia parola a voi, bambini appena nati, fanciulli in Cristo, nuova prole della Chiesa, grazia del Padre, fecondità della Madre, pio germoglio, sciame novello, fiore del nostro onore e frutto della nostra fatica, mio gaudio e mia corona, a voi tutti che siete qui saldi nel Signore.
    Mi rivolgo a voi con le parole stesse dell\'apostolo: «Rivestitevi del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri» (Rm 13, 14), perché vi rivestiate, anche nella vita, di colui del quale vi siete rivestiti per mezzo del sacramento. «Poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c\'è più Giudeo, né Greco; non c\'è più schiavo, né libero; non c\'è più uomo, né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù» (Gal 3, 27-28).
    In questo sta proprio la forza del sacramento. È infatti il sacramento della nuova vita, che comincia in questo tempo con la remissione di…

Dalla lettera ai Colossesi di san Paolo,"La vita nuova in Cristo"

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Dalla lettera ai Colossesi di san Paolo, apostolo 3, 1-17
    Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria.
    Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quell\'avarizia insaziabile che è idolatria, cose tutte che attirano l\'ira di Dio su coloro che disobbediscono. Anche voi un tempo eravate così, quando la vostra vita era immersa in questi vizi. Ora invece deponete anche voi tutte queste cose: ira, passione, malizia, maldicenze e parole oscene dalla vostra bocca. Non mentitevi gli uni gli altri. Vi siete infatti spogliati dell\'uomo vecchio con le sue azioni

don Roberto Rossi"Fede, Misericordia, Santità"

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II Domenica di Pasqua (Anno A) (27/04/2014) Il brano del vangelo di questa domenica ci riporta due apparizioni di Gesù risorto, la prima, la sera di Pasqua ai discepoli chiusi nel cenacolo e l'altra, otto giorni dopo, sempre nel cenacolo con la sottolineatura della incredulità di Tommaso e poi della sua fede. Il saluto di Cristo risorto è sempre "Pace a voi". E' la pace di Cristo morto e risorto, la pace della pasqua, la pace della riconciliazione degli uomini con Dio e degli uomini tra di loro, è la pace di cui ha sempre bisogno il mondo. Gesù dà agli apostoli e alla Chiesa la stessa sua missione: "Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi". Primo compito di questa missione è accogliere lo Spirito Santo e perdonare i peccati, far incontrare le persone con la misericordia di Dio.

don Giovanni Berti "Pace: un grido nel silenzio"

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II Domenica di Pasqua (Anno A) (27/04/2014)
Vangelo: Gv 20,19-31
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"Pace a voi!", è questa la prima cosa che Gesù risorto dice ogni volta che appare ai discepoli, sia la sera di quel primo giorno dopo il sabato che otto giorni dopo. E da allora i discepoli ogni otto giorni si ritrovano insieme nel giorno che loro chiamano domenica, cioè "giorno del Signore". Ed è così che anche noi la chiamiamo e la viviamo.
E' un saluto e un dono allo stesso tempo. Gesù si presenta alla comunità di coloro che portano il suo nome nella pace che solo da Dio proviene, la pace vera. E' la pace che porta felicità profonda nell'uomo, è la pace che cambia la storia umana da divisione a unità, da egoismo a solidarietà con tutti.
Ieri, 25 aprile, giorno che per la nostra nazione italiana ricorda la fine della seconda guerra mondiale e la liberazione dalla violenza nazifascista, nell'Arena di Verona c'è stata una grande manifest…

don Marco Pozza"Tommaso. E quel Cristo che suona sempre due volte"

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II Domenica di Pasqua (Anno A) (27/04/2014)
Vangelo: Gv 20,19-31
Alla vista degli sbirri quella sera se la diede a gambe levate, nonostante quella promessa - che oggi odora di mercanti e di mercanzie - d'essere capace e disposto a fare chissà cosa per il suo Maestro. I giorni in cui promise erano i giorni del gaudio e del giubilo, dei miracoli e del sollazzo; i giorni della verità furono quelli che per lui seppero di vergogna, di Golgota e sconfitta, di delusione e frustrazione. Chi avrebbe mai osato pensare e pesare una fine così ignominiosa per quel Rabbì così tanto acclamato e conclamato nei mille giorni della predicazione e della notorietà? Addossato di vergogna: così me l'immagino quel discepolo che diverrà proverbio, quell'anima stordita e confusa, quell'essere sentitosi così abbindolato d'apparire anni dopo come uno dei tanti dall'animo facile e

don Marco Pedron " Incontro per tutti con il Risorto"

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II Domenica di Pasqua (Anno A) (27/04/2014)
Vangelo: Gv 20,19-31
Lunedì- Dio, lo si può incontrare? Certo!
I vangeli di queste domeniche si pongono una grande domanda: "Si può incontrare il Risorto?". E se sì, come? Dove? In che modo? A quali condizioni? Per capire questo vangelo dobbiamo considerare alcune cose.
1. Il vangelo racconta di due apparizioni: nella prima non c'è Tommaso, nella seconda sì. Tommaso è il legame di unione tra le due, ma ogni apparizione ha un significato diverso. Nella prima viene creata la nuova comunità cristiana con la stessa forza e lo stesso potere di Gesù. Nella seconda viene comunicato che in futuro la vera fede sarà quella di credere anche senza apparizioni.
2. In entrambe le apparizioni vi è una costante opposizione. Da una parte si cerca di dimostrare la realtà tangibile del risorto, che egli veramente si può toccare e vedere. Anzi che solo così si può credere. Dall'altra

Pane Quotidiano"Andate in tutto il mondo e proclamate il vangelo. "

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VANGELO (Mc 16,9-15)
+ Dal Vangelo secondo Marco
Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.
Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro.
Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».
Parola del Signore
Commento: P. Raimondo M. SORGIA Mannai OP (San Domenico di Fiesole, Florencia, Italia)
«Maria di Màgdala (...) andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui (...ma) non credettero»
Og…

Dalle «Catechesi» di Gerusalemme"Il pane del cielo e la bevanda di salvezza"

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(Catech. 22, Mistagogica 4, 1. 3-6. 9; PG 33, 1098-1106)
    «Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: Prendete e mangiate; questo è il mio corpo. E preso il calice rese grazie, e disse: Prendete e bevete; questo è il mio sangue» (1 Cor 11, 23). Poiché egli ha proclamato e detto del pane: «Questo è il mio corpo», chi oserà ancora dubitare? E poiché egli ha affermato e detto: «Questo è il mio sangue» chi mai dubiterà, affermando che non è il suo sangue?
    Perciò riceviamoli con tutta certezza come corpo e sangue di Cristo. Nel segno del pane ti vien dato il corpo e nel segno del vino ti vien dato il sangue, perché, ricevendo il corpo e il sangue di Cristo, tu diventi concorporeo e consanguineo di Cristo. Avendo ricevuto in noi il suo corpo e il suo sangue, ci trasformiamo in portatori di Cristo, anzi, secondo san Pietro, diventiamo consorti della natura divina.

Dalla prima lettera di san Pietro, apostolo"Esortazione agli anziani e ai giovani"

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Dalla prima lettera di san Pietro, apostolo 4, 12 - 5, 14
    Carissimi, non siate sorpresi per l\'incendio di persecuzione che si è acceso in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano. Ma nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi, perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo Spirito della gloria e lo Spirito di Dio riposa su di voi. Nessuno di voi abbia a soffrire come omicida o ladro o malfattore o delatore. Ma se uno soffre come cristiano, non ne arrossisca; glorifichi anzi Dio per questo nome.
    È giunto infatti il momento in cui ha inizio il giudizio a partire dalla casa di Dio; e se incomincia da noi, quale sarà la fine di coloro che rifiutano di credere al vangelo di Dio?
E se il giusto a stento si salverà,
che ne sarà dell\'empio e del peccatore? (Pro 11, 31).
    Perciò anche quelli che soffrono secondo il volere…

Paolo Curtaz "Beati noi"

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II Domenica di Pasqua (Anno A) (27/04/2014)
Vangelo: Gv 20,19-31
È risorto.
Abbiamo lungamente atteso la notizia passata da bocca a orecchio, ci siamo preparati in questi quaranta giorni. Lo abbiamo cantato durante la notte pasquale e ripetuto durante gli otto giorni che seguono.
È risorto!
Lo credo, lo credo con ogni mia fibra.
Credo che Gesù sia vivo, accessibile, incontrabile. Credo che egli sia raggiungibile e che abiti nei mille segni che ci ha lasciato.
Non come sbiadito ricordo ma come misteriosa (misterica) presenza.
Eppure: come vorrei poterlo vedere! E conoscere! E abbracciare!
Così le prime comunità cristiane, morti gli apostoli, desideravano in cuor loro.

Madre Maria Emmanuel Corradini Vangelo di Domenica 27 Aprile 2014 - II Domenica di Pasqua

Antonio Riboldi "Tommaso, guarda le mie mani"

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Un tempo questa domenica, seconda di Pasqua, era chiamata ‘in albis’, ossia, coloro che, per i loro gravi peccati, erano stati invitati dal vescovo ad una Quaresima di conversione e di penitenza, durante la Veglia pasquale partecipavano alla gioia della ritrovata innocenza con la riconciliazione e, quindi, come bambini appena nati, si rivestivano di bianche vesti. Il significato profondo era che, dopo una vita lontani o contro Dio, rinascevano, invitati a non perdere più la ‘veste dell’innocenza’, che era il segno che, dalla comunità, non dovevano più essere considerati ‘morti alla grazia, per il peccato’, ma ‘rinati a vita

Pane Quotidiano"Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. "

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VANGELO (Gv 21,1-14)
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepo…

Dalle «Catechesi» di Gerusalemme"L\'unzione dello Spirito Santo"

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(Catech. 21, Mistagogica 3, 1-3; PG 33, 1087-1091) L\'unzione dello Spirito Santo     Battezzati in Cristo e rivestiti di Cristo, avete assunto una natura simile a quella del Figlio di Dio. Il Dio, che ci ha predestinati ad essere suoi figli adottivi, ci ha resi conformi al corpo glorioso di Cristo.     Divenuti partecipi di Cristo, non indebitamente siete chiamati «cristi» cioè «consacrati», perciò di voi Dio ha detto: «Non toccate i miei consacrati» (Sal 104, 15).

Dalla prima lettera di san Pietro, apostolo "L\'attesa della venuta di Cristo nella gloria della risurrezione"

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Dalla prima lettera di san Pietro, apostolo 3, 18 - 4, 11
    Carissimi, Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito. E in spirito andò ad annunziare la salvezza anche agli spiriti che attendevano in prigione; essi avevano un tempo rifiutato di credere quando la magnanimità di Dio pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l\'arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell\'acqua. Figura, questa, del battesimo, che ora salva voi; esso non è rimozione di sporcizia del corpo, ma invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo, il quale è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e aver ottenuto la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze.
    Poiché dunque Cristo soffrì nella carne, anche voi armatevi degli stessi sentimenti; chi ha sofferto nel suo corpo…

Omelia S. Marta Papa Francesco : evitiamo di essere "cristiani pipistrelli" impauriti dalla luce della gioia

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Ci sono cristiani che hanno paura della gioia della Risurrezione che Gesù ci vuole donare e la loro vita sembra un funerale, ma il Signore risorto è sempre con noi: è quanto ha affermato il Papa durante la Messa presieduta a Santa Marta. Ce ne parla Sergio Centofanti:
Il Vangelo proposto dalla liturgia del giorno racconta l’apparizione di Cristo risorto ai discepoli. Al saluto di pace del Signore i discepoli, invece di gioire – afferma il Papa nell’omelia - restano “sconvolti e pieni di paura”, pensando “di vedere un fantasma”. Gesù cerca di far capire loro che è realtà quello che vedono, li invita a toccare il suo corpo, si fa dare da mangiare. Li vuole condurre alla “gioia della Risurrezione, la gioia della sua presenza fra di loro”. Ma i discepoli – osserva il Papa – “per la gioia non credevano, non potevano credere, perché avevano paura della gioia”:

padre Antonio Rungi "Mettere le mani nelle piaghe di Cristo e dell'umanità"

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II Domenica di Pasqua (Anno A) (27/04/2014)
Vangelo: Gv 20,19-31
La domenica in Albis è la domenica di San Tommaso, l'apostolo scettico e dubbioso sull'effettiva risurrezione di Gesù. E' anche la domenica della divina misericordia, perché dal Cristo Risorto, vincitore della morte e del peccato arriva la tenerezza di Dio Padre, che si commuove e perdona l'umanità, redenta dal sangue prezioso di Gesù. E', quest'anno 2014, la domenica dei due Papi Santi, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, che in questa giornata, con la pronuncia solenne di Papa Francesco, verranno annoverati tra i santi della Chiesa cattolica. Una domenica speciale, da vari punti di vista, che tutti riconducono al mistero centrale della nostra fede: Cristo ci ha salvati e redenti con la sua passione, morte e risurrezione. E' questo il messaggio che la chiesa è chiamata ad annunciare, senza paura e indecisioni, anche agli uomini del terzo millennio dell'era cristiana, dopo averlo fatto pe…

mons. Gianfranco Poma"Mio Signore e mio Dio!"

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II Domenica di Pasqua (Anno A) (27/04/2014)
Vangelo: Gv 20,19-31
Il Vangelo di Giovanni, dall'inizio alla fine, è la rivelazione progressiva di Gesù: all'inizio presenta Gesù come il Logos divino preesistente e alla fine, al termine del percorso del Vangelo, mette sulle labbra di Tommaso, la stessa proclamazione: Gesù è "Signore e Dio".
Tutto ha inizio da quando Giovanni, il Battista, guardando Gesù che passava, lo ha indicato a due dei suoi discepoli: "Ecco l'agnello di Dio", ed essi andarono dietro a Gesù. Comincia così una catena di testimoni, trasmettitori di un annuncio, che non si ferma più, lungo l'arco di tutto il Vangelo.
Gesù, voltandosi, chiede ai due che lo seguono: "Che cosa cercate?". Seguono Gesù, perché Giovanni lo ha indicato loro, ma adesso, subito, è Lui che li interpella: seguire Gesù è un cammino di verità, di libertà, di

padre Ermes Ronchi"Credere, via che dona vita e libertà"

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II Domenica di Pasqua (Anno A) (27/04/2014)
Vangelo: Gv 20,19-31
I discepoli erano chiusi in casa per pau­ra dei Giudei. Hanno tradito, sono scappati, hanno paura: che cosa di me­no affidabile di quel gruppetto allo sban­do? E tuttavia Gesù viene. Una comunità dove non si sta bene, porte e finestre sbar­rate, dove manca l'aria. E tuttavia Gesù viene. Non al di sopra, non ai margini, ma, dice il Vangelo «in mezzo a loro». E dice: Pa­ce a voi. Non si tratta di un augurio o di u­na promessa, ma di una affermazione: la pace è. È scesa dentro di voi, è iniziata e viene da Dio. È pace sulle vostre paure, sui vostri sensi di colpa, sui sogni non raggiunti, sulle insoddisfazioni che scolorano i gior­ni. Poi dice a Tommaso: Metti qui il tuo di­to; tendi la tua mano e mettila nel mio fian­co.

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi - 27 aprile 2014 Domenica in albis

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Gv 20,19-31
Siamo nell’ultimo capitolo del vangelo scritto dal discepolo amato, dove ci è data la testimonianza della
resurrezione di Gesù da parte di Maria di Magdala, del discepolo amato stesso e degli altri discepoli, tra i quali
Tommaso (il capitolo 21 è stato aggiunto dalla comunità del discepolo amato, tant’è vero che i vv. 30-31 del
capitolo 20 costituiscono la conclusione del vangelo). Sempre in quel “primo giorno della settimana”, il giorno
della resurrezione e dunque il giorno del Signore (Dominus, da cui dies dominicus, domenica), alla sera i
discepoli di Gesù sono ancora nella paura, chiusi in casa, nonostante Maria di Magdala abbia annunciato loro:
“Ho visto il Signore!” (Gv 20,18). Dov’erano i discepoli? In quale casa? Non ci viene detto, ma l’evangelista
sembra suggerirci che dove sono i discepoli, là viene Gesù. Così il lettore comprende che ogni primo giorno
della settimana, nel luogo in cui lui si trova con altri cristiani, là viene Gesù risorto e vivente.
In quel g…

Pane Quotidiano"Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno. "

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VANGELO (Lc 24,35-48)
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.
Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, ne…

Dalle «Catechesi» di Gerusalemme"Il battesimo, segno della passione di Cristo"

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Dalle «Catechesi» di Gerusalemme
(Catech. 20, Mistagogica 2, 4-6; PG 33, 1079-1082)
    Siete stati portati al santo fonte, al divino battesimo, come Cristo dalla croce fu portato al sepolcro.
    E ognuno è stato interrogato se credeva nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo; avete professato la fede salutare e siete stati immersi tre volte nell\'acqua e altrettante siete riemersi, e con questo rito avete espresso un\'immagine e un simbolo. Avete rappresentato la sepoltura di tre giorni del Cristo.
    Il nostro Salvatore passò tre giorni e tre notti nel seno della terra. Nella prima emersione voi avete simboleggiato il primo giorno passato da Cristo nella terra. Nell\'immersione la notte. Infatti, chi è nel giorno si trova nella luce, invece colui che è immerso nella notte, non vede nulla. Così voi nell\'immersione, quasi avvolti dalla notte, non avete visto nulla. Nell\'emersione invece vi siete ritrovati come nel giorno.
    Nello stesso istante …

PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE«Perché cercate tra i morti Colui che è vivo?»

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Piazza San Pietro
Mercoledì, 23 aprile 2014
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Questa settimana è la settimana della gioia: celebriamo la Risurrezione di Gesù.È una gioia vera, profonda, basata sulla certezza che Cristo risorto ormai non muore più, ma è vivo e operante nella Chiesa e nel mondo. Tale certezza abita nel cuore dei credenti da quel mattino di Pasqua, quando le donne andarono al sepolcro di Gesù e gli angeli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo?» (Lc 24,5). “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?” Queste parole sono come una pietra miliare nella storia; ma anche una “pietra d’inciampo”, se non ci apriamo alla Buona Notizia, se pensiamo che dia meno fastidio un Gesù morto che un Gesù vivo! Invece quante volte, nel nostro cammino quotidiano,

fr. Massimo Rossi "Commento II Domenica di Pasqua (Anno A) (27/04/2014)

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Commento su Giovanni 20,19-31
Vangelo: Gv 20,19-31
Domenica scorsa ci siamo lasciati con una domanda: è possibile vedere e credere anche senza capire? Il Vangelo di Pasqua si chiudeva sulla scena di Pietro e Giovanni che entravano nel sepolcro vuoto, ma non avevano ancora compreso che Gesù doveva risorgere dai morti.
Dunque, il fatto della risurrezione sfugge alla comprensione del'uomo. Appunto, è oggetto di fede! La fede, lo sappiamo, interviene quando manca l'evidenza dei fatti.
Come già altre volte ho rilevato, l'apostolo Tommaso associa il vedere al credere; ERRORE!
Se credere è un atto libero della volontà, un fatto che si vede, un fatto evidente, non lascia spazio né alla libertà (di non credere), tantomeno alla volontà; quel fatto si impone per così dire alla nostra osservazione

Alberto Vianello"La fede di chi non crede"Comunità Marango

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Letture: At 2,42-47; 1Pt 1,3-9; Gv 20,19-31
Lo  sentiamo vicino a noi Tommaso, portavoce di certe nostre fatiche nella fede: «Se non vedo… se non metto il mio dito… io non credo». Almeno, lui ha avuto il coraggio e la faccia tosta di esprimere la sua incredulità, che pure gli altri hanno avuto (ma non hanno espresso) anche davanti al Signore risorto, stando al racconto di Matteo (cfr. Mt 28,17). Ma Tommaso non è stato semplicemente impudico e sfrontato. La sua non è una pretesa arrogante ed incredula. Con la sua richiesta rompe le convenzioni di un certo modo di interpretare la fede come la

don Luciano Cantini" Una comunità liberante"

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II Domenica di Pasqua (Anno A) (27/04/2014)
Vangelo: Gv 20,19-31
La sera di quel giorno
È il giorno della Resurrezione, il giorno della corsa degli apostoli alla tomba trovata vuota, dell'incontro con Maria; ma ancora è tutto incerto nell'animo di quegli uomini, tutto è ancora avvolto dalla paura: dalla paura dei giudei, ma anche dalla paura della fede. La resurrezione stenta a entrare dentro il vissuto dell'uomo attorniato costantemente dai segni della morte. Sono passati quasi duemila anni, se ne continua a parlare, ma ancora troviamo difficoltà a lasciarci prendere dalla pienezza della fede; siamo continuamente in bilico, in forse. Ancora la resurrezione non è scoppiata nel nostro cuore in modo da orientare la nostra esperienza storica. La rivoluzione della resurrezione non ha ancora fatto breccia nella nostra storia. Siamo come Tommaso a cui Gesù chiede di non diventare incredulo, ma diventare credente.