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Visualizzazione dei post da Settembre, 2014

Giuseppe Bortoloso OCDS " portare abbondanti frutti di bene"

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XXVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) 
Vangelo: Mt 21,33-43
  La parabola della vigna è il tema dominante della liturgia del giorno. Parabola comune al Primo e Nuovo Testamento di cui i profeti prima e Gesù poi si sono serviti per parlare dell’amore di Dio per il suo popolo e dell’ingratitudine di questo. Isaia, nella prima lettura, descrive la storia d’Israele come la storia della vigna del Signore, da lui posseduta in terreno ubertoso, “vangata”, liberata dai sassi e piantata con ottimi magliuoli, munita di torre per difenderla dai ladri e fornita di tino. Tutto fa pensare a un ottimo raccolto, invece la vigna “diede uva acerba”. La terra coltivata dal contadino dà buoni frutti, ma la vigna del Signore li rifiuta. Dio allora si rivolge

Pane quotidiano"Seguimi"

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VANGELO (Lc 9,57-62) Commento: Fray Lluc TORCAL Monje del Monasterio de Sta. Mª de Poblet (Santa Maria de Poblet, )
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose:

Dall'«Autobiografia» di santa Teresa di Gesù Bambino"Nel cuore della Chiesa io sarò l'amore"

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(Manuscrits autobiographiques, Lisieux 1957, 227-229)
    Siccome le mie immense aspirazioni erano per me un martirio, mi rivolsi alle lettere di san Paolo, per trovarvi finalmente una risposta. Gli occhi mi caddero per caso sui capitoli 12 e 13 della prima lettera ai Corinzi, e lessi nel primo che tutti non possono essere al tempo stesso apostoli, profeti e dottori e che la Chiesa si

Commento di LUCIANO MANICARDI XXVII Domenica del T.O.

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Anno A
Is 5,1-7; Sal 79; Fil 4,6-9; Mt 21,33-43
Isaia e Matteo sottolineano il tema del fare: c’è un fare di Dio che attende un fare umano come risposta; in particolare, attende da parte della vigna-Israele un fare frutti adeguati. La prassi del credenti è un fare frutto: si tratta di entrare in una relazione che dona fecondità. L’agire cristiano, pastorale in specie, rischia spesso la cecità dell’attivismo, la pigrizia della forza d’inerzia, l’insipienza di chi ha “freddo il senso e perduto il motivo dell’azione” (Thomas Stearns Eliot). Il raffreddarsi della carità (cf. Mt 24,12) si può accompagnare a un fare dissennato, indiscreto e senza discernimento. La fede nel fare di Dio per l’uomo, dunque nel suo amore, è il fondamento dell’agire del credente.

Giuseppe Di Stefano"Sogni, delusioni e ostinatezza di Dio"

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5 ottobre 2014
XXVII Domenica
«Voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d’amore per la sua vigna» (Is 5,1). È così che si apre la liturgia della Parola di oggi, suggerendo al nostro cuore il volto di un Dio innamorato, inguaribilmente innamorato della sua creatura, un Dio che canta il suo amore per il suo popolo. Sì, perché l’amore è canto, ritmato dallo Spirito sulle corde del nostro spirito, è passione, ostinata passione di Dio per il suo diletto, per ciascuno di noi.

PAPA FRANCESCO MEDITAZIONE DOMUS SANCTAE MARTHAE " Preghiere al buio"

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Martedì, 30 settembre 2014
La «preghiera della Chiesa» per i tanti «Gesù sofferenti» che «sono dappertutto» anche nel mondo odierno. L’ha chiesta Papa Francesco durante la messa celebrata martedì mattina, 30 settembre, a Santa Marta, invocandola soprattutto per «quei nostri fratelli che per essere cristiani sono cacciati via dalla loro casa e

don Marco Pedron "E' vivendo che impareremo a vivere"

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XXVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) 
Vangelo: Mt 21,33-43 
C'è una vigna e c'è il suo padrone. Nella Palestina del tempo vi erano questi grandi padroni stranieri con grandi latifondi. Il terreno veniva coltivato da affittuari o mezzadri. Naturalmente il padrone era all'estero e quando il raccolto era pronto veniva o mandava i suoi servi per portalo via. I conflitti erano frequenti sia per lo sfruttamento scriteriato da parte dei padroni,

GIANCARLO BRUNI"La vigna amata fino a morirne"

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27ª domenica del Tempo ordinario. Letture: Is 5,1-7; Fil 4,6-9; Mt 21,33-43. «Darà in affitto la vigna ad altri contadini»
Eremo delle Stinche - Panzano in Chianti
1. Questa pagina evangelica richiede molta attenzione, è un racconto a più strati il primo dei quali riguarda il rapporto padrone (Dio), vigna (Israele, e in Israele leggi Chiesa e umanità), contadini (capi dei sacerdoti, anziani del popolo, farisei: Mt 21,23.45) e servi (profeti). Gesù

Pane quotidiano"Si voltò e li rimproverò"

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VANGELO (Lc 9,51-56) Commento: Rev. D. Llucià POU i Sabater (Granada, Spagna)
+ Dal Vangelo secondo Luca
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme.
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.

«Prologo al commento del Profeta Isaia» di san Girolamo"L'ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo"

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(Nn. 1. 2; CCL 73, 1-3)
    Adempio al mio dovere, ubbidendo al comando di Cristo: «Scrutate le Scritture» (Gv 5, 39), e: «Cercate e troverete» (Mt 7, 7), per non sentirmi dire come ai Giudei: «Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture, né la potenza di Dio» (Mt 22, 29). Se, infatti, al dire dell'apostolo Paolo, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio, colui che non conosce le Scritture, non conosce la potenza di Dio, né la sua sapienza. Ignorare le

Papa Francesco" Satana presenta le cose come buone, ma vuole distruggere umanità"

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Satana presenta le cose come se fossero buone, ma la sua intenzione è distruggere l'uomo, magari con motivazioni "umanistiche". Gli angeli lottano contro il diavolo e ci difendono. Questo, in sintesi, quanto ha detto il Papa nell'omelia mattutina a Casa Santa Marta, nel giorno in cui la Chiesa celebra la Festa dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele.
Le letture del giorno ci presentano immagini

padre Raniero Cantalamessa"Che sorte riserviamo a Cristo nella nostra vita?"

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XXVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)
Vangelo: Mt 21,33-43 
Il contesto immediato della parabola dei vignaioli omicidi riguarda il rapporto tra Dio e il popolo d'Israele. È ad esso che storicamente Dio ha inviato dapprima i profeti e poi il suo stesso Figlio. Ma come tutte le parabole di Gesù, essa è una "storia aperta". Nella vicenda Dio-Israele

don Roberto Seregni "Ostinata fedeltà"

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XXVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) 
Vangelo: Mt 21,33-43 
Dopo il sorpasso delle prostitute e dei pubblicani, i sacerdoti e gli anziani devono mandar giù un altro boccone amaro. Con questa nuova parabola - la seconda di un trittico che Matteo ha abilmente composto - Gesù svela la chiave di lettura della storia della salvezza, cavalcando le onde dell'allegoria della vigna del

don Giovanni Berti" Un popolo di scarti"

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XXVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)
Vangelo: Mt 21,33-43 
C'è un bellissimo film, visto di recente in occasione di una 3giorni di formazione scout, che si intitola "Si può fare", e che narra di una storia di "scarti umani" che alla fine diventano a loro modo vincenti.
Il film di Giulio Manfredonia, con un bravissimo Claudio Bisio come protagonista, narra del nuovo direttore (Bisio) di un centro per malati di mente che viene mandato a risollevare le sorti di questo centro, frequentato a questi "scarti" sociali, che la comunità non vuole vedere e che ha relegato in un angolo con lavori

padre Gian Franco Scarpitta"Lavorare nella vigna"

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XXVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (05/09/2014)
Vangelo: Mt 21,33-43 
La vigna nell'antico Israele rappresentava il popolo di Dio, eletto unico fra tutte le altre nazioni e reso oggetto di continue attenzioni. Nonostante la costanza e la premura del suo padrone (Dio), il popolo si atteggia come una vigna sterile e refrattaria: pur avendo la

mons. Roberto Brunelli" Il popolo d'Israele rimane caro a Dio"

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XXVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (05/10/2014)
Vangelo: Mt 21,33-43 
"La vigna del Signore è la casa d'Israele; gli abitanti di Giuda sono la sua piantagione preferita. Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi". Così si conclude, con un duro richiamo ai capi del popolo ebraico, la prima lettura (Isaia 5,1-7).
Il vangelo vi fa eco, con la parabola di Matteo 21,33-43. Un uomo possedeva un terreno, dove piantò una vigna, prendendosene assidue cure prima di darla in affitto. Al tempo dei frutti mandò i suoi incaricati a ritirarli, ma gli affittuari si rifiutarono di consegnare il raccolto; anzi, presero gli incaricati del padrone e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro

Pane quotidiano"Vedrete il cielo aperto ..."

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VANGELO (Gv 1,47-51) Commento: Cardinale Jorge MEJÍA Archivista e Bibliotecario di S.R. Chiesa (Città del Vaticano, Vaticano)
In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio,

Dalle «Omelie sui vangeli» di san Gregorio Magno,"L'appellativo «angelo» designa l'ufficio, non la natura"

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Dalle «Omelie sui vangeli» di san Gregorio Magno, papa
(Om. 34, 8-9; PL 76, 1250-1251)
    È da sapere che il termine «angelo» denota l'ufficio, non la natura. Infatti quei santi spiriti della patria celeste sono sempre spiriti, ma non si possono chiamare sempre angeli, poiché solo allora sono angeli, quando per mezzo loro viene

SANTA MESSA CON GLI ANZIANI OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

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Piazza San Pietro
Domenica, 28 settembre 2014
Il Vangelo che abbiamo ascoltato, oggi lo accogliamo come Vangelo dell’incontro tra i giovani e gli anziani: un incontro pieno di gioia, pieno di fede e pieno di speranza.
Maria è giovane, molto giovane. Elisabetta è

D. Severino GALLO sdb" PENTITOSI... ANDÒ - NON PAROLE MA FATTI"

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28 settembre 2014 | 26a Domenica A | T. Ordinario | Omelia di approfondimento
(Le verità contenute nelle Letture di oggi si potrebbero sintetizzare così:
1. Chi ha peccato è personalmente e direttamente responsabile davanti a Dio per il male commesso.
La vita o la morte spirituale dipendono esclusivamente dalle azioni compiute.
2. Nonostante la perversione umana, Dio è sempre pronto al perdono e offre tutti i mezzi possibili perché l'uomo giunga alla salvezza.
3. Per una retta convivenza comunitaria è necessario saper vincere l'orgoglio, vivere nell'umiltà fino al punto di preferire

Monastero Domenicano Matris Domini Lectio Divina Vangelo: Mt 21,28-32

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 Commento su Mt 21,28-32
XXVI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (28/09/2014)
Lectio
Domenica scorsa abbiamo visto l'invidia dei primi credenti verso coloro che arrivavano al cristianesimo dal paganesimo o da una vita disordinata. Con il vangelo di questa domenica inizia una trilogia, che seguiremo per tre

Don Paolo Zamengo SDB"Un uomo aveva due cuori"

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 Mt 21, 28-32
Un uomo aveva due figli. Il padre chiede ai figli di occuparsi della sua vigna. Perché gli operai a salario non bastano, perché ci vuole occhio e cuore per i lavori di famiglia. La vigna richiede una cura che solo chi ama può dare.  Solo una passione familiare assicura a quella vigna presenza attenta e dedizione assoluta.
Alla richiesta del padre il primo dei figli risponde garbatamente di sì ma non va a

Mons. Francesco Follo Lectio divina"L'obbedienza come conversione dell'amore"

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Lectio divina per la 26ª Domenica del Tempo Ordinario - Anno A
PARIGI, 27 Settembre 2014 (Zenit.org) - Monsignor Francesco Follo, osservatore permanente della Santa Sede presso l'UNESCO a Parigi, offre oggi la seguente riflessione sulle letture liturgiche per la 26ª Domenica del Tempo

Pane quotidiano"Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?"

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VANGELO (Mt 21,28-32) 
Commento: Dr. Josef ARQUER (Berlin, Germania)
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose:
“Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il

Dalla «Lettera ai Filippesi» di san Policarpo,"Foste salvati gratuitamente"

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(Capp. 1, 1 - 2, 3; Funk, 1, 267-269)
    Policarpo e i presbiteri, che sono con lui, alla chiesa di Dio che risiede come pellegrina in Filippi: la misericordia e la pace di Dio onnipotente e di Gesù Cristo nostro salvatore siano in abbondanza su di voi.
    Prendo parte vivamente alla vostra gioia nel Signore nostro Gesù Cristo perché avete praticato la parola della carità più autentica. Infatti avete aiutato nel loro cammino i santi avvinti da catene, catene che sono veri monili e gioielli per coloro che furono scelti da Dio e dal Signore nostro. Gioisco perché la salda radice della vostra fede, che vi fu annunziata fin dal principio, sussiste fino al presente e porta frutti in Gesù Cristo

don Roberto Rossi " Dire il nostro "sì" al Signore, nella gioia"

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XXVI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (28/09/2014)
Vangelo: Mt 21,28-32 
Ci è data nel vangelo la parabola di due figli, uno dice "sì" al padre, poi non fa nulla; l'altro dice "no", poi si pente e fa ciò che gli è chiesto. E' subito evidente il comportamento che dobbiamo scegliere.
L'apostolo Paolo, nella seconda lettura ci presenta Gesù, il Figlio di Dio che ha detto pienamente il suo "sì" al Padre, anche quando gli è stato molto difficile. Noi adoriamo Cristo

Mario MORRA SDB" Dio chiama tutti a lavorare nella sua vigna,"

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 28 settembre 2014| 26a Domenica A - T. Ordinario | Omelia di approfondimento
Domenica 26a del Tempo Ordinario
La parabola che il Vangelo di oggi ci propone è molto semplice, ed assai significativa: due figli ricevono dal padre un medesimo ordine, quello di andare a lavorare nella vigna, ma la loro risposta è diversa. Il primo dice "Sì, vado", ma poi non va, mentre il secondo subito risponde "No, non vado", ma poi ripensandoci, va ed esegue l'ordine del padre.
Ancora una volta la parabola di Gesù è rivolta "ai principi dei sacerdoti ed agli anziani del popolo", a coloro cioè che sono i detentori dell'autorità morale e religiosa del popolo

dom Luigi Gioia" Pentitosi andò."

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  I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.
dom Luigi Gioia 
XXVI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (28/09/2014)
Vangelo: Mt 21,28-32 
Ci siamo così abituati a sentirci dire che le prostitute ci passeranno avanti nel regno di Dio e forse non ci rendiamo più conto di quanto scioccante sia questa affermazione. Cerchiamo allora di capire meglio cosa è che rende le prostitute esemplari.
Non certo la prostituzione stessa che è una delle forme più degradanti di disumanizzazione. Con la prostituzione è corrotto e calpestato uno dei doni più preziosi che il Signore ci ha fatto,

Paolo Curtaz"Autentici"

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28 settembre 2014 - Vangelo Mt 21,28-32
Il nostro Dio è come il padrone della vigna della parabola di domenica scorsa: cerca gli operai rimasti senza lavoro e, dopo averli fatti lavorare un’ora soltanto, li premia dandogli il necessario per vivere assieme alla loro famiglia. Un modo colmo di dignità per aiutare questi poveretti.
Ma, come annotano gli operai che hanno lavorato fin dal mattino e ricevono la stessa paga, questo comportamento è ingiusto, incomprensibile.
Forse anche noi, come i deportati in Babilonia che si lamentano di espiare la colpa dei padri, ce la prendiamo con la logica di Dio. Ed Ezechiele, anch’egli prigioniero dei babilonesi, invita loro e noi ad assumere una logica diversa, quella di Dio.

Commento di p. Alberto Maggi OSM"PENTITOSI ANDO’. I PUBBLICANI E LE PROSTITUTE VI PASSANO AVANTI NEL REGNO DI DIO -

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XXVI TEMPO ORDINARIO – 28 settembre 2014
Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM
Mt 21,28-32
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un
uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed
egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo
stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del
padre?». Risposero: «Il primo».

Mario MORRA SDB |"andare a lavorare nella vigna,"

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28 settembre 2014| 26a Domenica A - T. Ordinario | Omelia di approfondimento
Domenica 26a del Tempo Ordinario
La parabola che il Vangelo di oggi ci propone è molto semplice, ed assai significativa: due figli ricevono dal padre un medesimo ordine, quello di andare a lavorare nella vigna, ma la loro risposta è diversa. Il primo dice "Sì, vado", ma poi non va, mentre il secondo subito risponde "No, non vado", ma poi ripensandoci, va ed esegue l'ordine del padre.

Luca Desserafino sdb"Fammi conoscere, Signore, le tue vie."

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28 settembre 2014 | 26a Domenica A | T. Ordinario | Omelia di approfondimento
La liturgia di questa XXVI domenica del tempo ordinario, sulla scia delle scorse domeniche continua a chiederci di seguire il Signore in un modo che pare fuori da una logica umana, perché trova il fondamento di ogni credere in quell'amore "folle" della croce, per il

mons. Antonio Riboldi"La bellezza di essere sempre veri"

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XXVI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) 
Vangelo: Mt 21,28-32 
Capita a tutti, credo, di sentire giudizi o commenti sulle persone che sono vicine o che incontriamo o frequentiamo. È molto difficile, per non dire impossibile, che qualcuno si salvi da un errato giudizio verso qualcuno.
Siamo portati, per difetto, a vedere il

Pane quotidiano"Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini"

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VANGELO (Lc 9,43-45) Commento: Rev. D. Antoni CAROL i Hostench (Sant Cugat del Vallès, Barcelona, Spagna)
In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per

Da alcune «Lettere e conferenze spirituali» di san Vincenzo de' Paoli,"Servire Cristo nei poveri"

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(Cfr. lett. 2546, ecc.; Correspondance, entretiens, documents, Paris 1922-1925, passim)
    Non dobbiamo regolare il nostro atteggiamento verso i poveri da ciò che appare esternamente in essi e neppure in base alle loro qualità interiori. Dobbiamo piuttosto considerarli al lume della fede. Il Figlio di Dio ha voluto essere povero, ed essere rappresentato dai poveri. Nella sua passione non aveva quasi la figura di

Commento al Vangelo di don Mauro Pozzi"TRA IL DIRE E IL FARE"

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Commento al Vangelo del 28 settembre 2014 – don Mauro Pozzi
  24 settembre 2014in Vangelo della Domenica
Il commento al Vangelo della domenica a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.
Obbedire al proprio padre è il dovere di ogni figlio e l’ubbidienza vera non è quella generata dalla paura della punizione, ma dalla libera adesione della coscienza che capisce che quanto

GIOVANNINI Attilio sdb"Incontrare Dio"

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28settembre 2014 | 26a Domenica A - T. Ordinario| Omelia di approfondimento
* È venuto Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto
Poi è venuto Gesù e gli avete creduto ancora meno. Figuriamoci quando verranno gli apostoli.
Ma non avete creduto a Gesù perché non avete creduto a Giovanni. Il Regno infatti comincia da Giovani perché da lui comincia la via della

Papa Francesco Messa a Santa Marta"Gesù si comprende solo se ci facciamo "cirenei"

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Durante la Messa a Santa Marta, papa Francesco ricorda che la vera sequela di Cristo passa per la Croce
CITTA' DEL VATICANO, 26 Settembre 2014 (Zenit.org) - La figura evangelica del Cireneo (cfr. Lc 23,26) è stata il punto centrale della riflessione di papa Francesco durante la messa a Santa Marta. Portare la Croce assieme a Cristo, ha spiegato il Pontefice al momento dell'omelia,

don Marco Pozza " Lo schiavo dice sì, l'innamorato dice no

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XXVI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (28/09/2014)
Vangelo: Mt 21,28-32
Col profumo del mosto nell'aria e il fracasso delle ruote di carri sul selciato della piazzetta. E poi botti e pigiatura, grappoli e sorrisi, baldanza e tintinnare di bicchieri: benvenuto al vino nuovo. Settembre è mese di transumanza e di vendemmia: del sudore che diventa pane, della fatica che si tramuta in latte, della stanchezza velata di raccolti. Della terra che torna ad essere madre di sorrisi: «è ora che il succo riposi

mons. Gianfranco Poma" Chi dei due ha fatto la volontà del Padre?"

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XXVI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (28/09/2014)
Vangelo: Mt 21,28-32 
Il piccolo brano che leggiamo nella domenica XXVI del tempo ordinario, Matt.21,28-32, è così intenso che ogni parola dovrebbe essere sottolineata e meditata: ancora una volta il Vangelo ci conduce nel cuore della novità

Alberto Vianello"Credere vuol dire ricredersi "

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Letture: Ez 18,25-28; Fil 2,1-11; Mt 21,28-32
Monastero Marango Caorle (VE)
Gesù racconta la parabola di due figli che rispondono all’invito del padre ad andare a lavorare nella vigna: uno dice «no» e poi fa «sì», l’altro dice «sì» e poi fa «no». Ambedue non sono perfetti e coerenti. Questo sta a dirci che l’uomo, in rapporto a Dio, non può aspirare ad una perfezione, che non può raggiungere e che lo fa schiantare davanti alle proprie imperfezioni:

don Alberto Brignoli "Guardare Dio con un'altra ottica"

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XXVI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (28/09/2014)
Vangelo: Mt 21,28-32 
Mi sono chiesto spesso cosa significhi "convertirsi". Sì, lo sappiamo: significa cambiare vita, significa smettere di compiere il male e iniziare decisamente a compiere il bene, significa cambiare prospettiva, cambiare punto di vista e mettere al centro della nostra vita la Parola di Dio. Questo, a livello teorico, cognitivo: ma...nella pratica? Un peccatore che si converte, vuol dire che da quel momento in poi smette di peccare? Vuol dire che la sua vita, dal momento della conversione (ammesso che la conversione coincida con un momento particolare, puntuale della vita di una persona) cambia radicalmente e diventa una vita fatta esclusivamente di opere

Pane quotidiano"Tu sei il Cristo di Dio."

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VANGELO (Lc 9,18-22)  Commento: Rev. D. Pere OLIVA i March (Sant Feliu de Torelló, Barcelona, Spagna)
Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».
Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

Dal «Discorso sui pastori» di sant'Agostino,"I buoni pastori nell'unico Pastore"

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(Disc. 46, 29-30; CCL 41, 555-557)
    Cristo ti pasce come è giusto, con giudizio, e distingue le sue pecore da quelle non sue. Le mie pecore, egli dice, ascoltano la mia voce e mi seguono (cfr. Gv 10, 27). Qui trovo tutti i buoni pastori come concretizzati nell'unico Pastore. Non mancano infatti i buoni pastori, ma tutti si trovano impersonati in uno solo. Sarebbero molti, se fossero divisi, ma qui si dice che è uno solo, perché viene raccomandata l'unità. Per questo solo motivo ora non si parla di pastori, ma dell'unico Pastore, non perché il Signore non trovi uno al quale affidare le sue pecore. Un tempo le affidò, perché trovò Pietro. Anzi proprio nello

PAPA FRANCESCO MEDITAZIONE DOMUS SANCTAE MARTHAE"Ho sfogliato la cipolla"

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Giovedì, 25 settembre 2014
(da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLIV, n.219, Ven. 26/09/2014)
In giro ci sono tanti «cristiani che si pavoneggiano», ammalati di vanità, che «vivono per apparire e farsi vedere». Finiscono così per trasformare la loro vita in «una bolla di sapone», bella ma effimera, andando in giro con troppo trucco e magari anche cercando di far bella

Commento al Vangelo di ENZO BIANCHI" I pubblicani e le prostitute passano avanti"

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XXVI domenica del tempo Ordinario, ANNO A
28 settembre 2014
Mt 21,28-32
Il testo del vangelo odierno è molto breve: una parabola di due versetti, e altri due versetti che contengono considerazioni di Gesù sui destinatari delle sue parole. La parabola è inquadrata da due domande, quella finale (“Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?”) e quella introduttiva (“Che ve ne pare?”), presente

Ermes Ronchi"L'importanza di avere un cuore unificato"

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XXVI Domenica
Tempo ordinario- Anno A
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute

don Roberto Seregni" Il sorpasso delle prostitute e dei pubblicani"

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XXVI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) 
Vangelo: Mt 21,28-32 
Il Rabbì di Nazareth non perde il vizio (divino!) di metterci di domenica in domenica davanti a delle parabole che ci costringono a deporre le nostre maschere e a cercare la verità della nostra fede.
Quella di oggi è la prima di tre parabole che cercano di spiegare perché quelli che avrebbero

GIOVANNINI Attilio sdb"Incontrare Dio"

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28settembre 2014 | 26a Domenica A - T. Ordinario| Omelia di approfondimento
* È venuto Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto
Poi è venuto Gesù e gli avete creduto ancora meno. Figuriamoci quando verranno gli apostoli.
Ma non avete creduto a Gesù perché non avete creduto a Giovanni. Il Regno infatti comincia da Giovani perché da lui comincia la via della giustizia, cioè il compiere la volontà di Dio (questa è la giustizia nel linguaggio del Vangelo).
Compiere la volontà di Dio? Beh, - potevano rispondere i farisei - è proprio quello che diciamo noi: l'uomo giusto è

JUAN JOSE BARTOLOME sdb,Lectio Divina"Un uomo aveva due figli."

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28 settembre 2014 | 26a Domenica A - T. Ordinario | Omelia di approfondimento
Lectio Divina : Mt 21,28-32
Benché diamo per ovvio che Dio ci parla nel vangelo, non siamo sicuri che ci siamo visti riflessi nella durezza delle parole che Gesù diresse un giorno alle autorità del suo tempo. E' sicuro che essi rimasero allarmati, se non profondamente offesi, sentendo che 'pubblicani e prostitute passavano davanti a loro nel cammino per il Regno di Dio. Con che diritto Gesù osava affermare che i pubblici peccatori stanno più vicino a Dio che i suoi fedeli più pii? A che cosa serve, allora, impegnarsi ad essere buoni, se i cattivi sono preferiti? Non si sarà sbagliato Gesù, dando per scontato che il peccatore precede il giusto nel cammino verso Dio?